Accordo annunciato allo SHOT Show 2026: focus su polveri per additive manufacturing
6K Additive (società statunitense attiva nella produzione di polveri metalliche) ha annunciato il 19 gennaio 2026, in occasione dello SHOT Show di Las Vegas, di essere stata selezionata come fornitore strategico di polveri per AGF Defcom, azienda che impiega tecnologie di stampa 3D in metallo per la produzione di soppressori. L’intesa viene descritta come partnership orientata a garantire continuità di fornitura e qualità del feedstock, due fattori critici nei processi powder-bed e, più in generale, nella manifattura additiva metallica.

Il punto centrale: programma “closed loop” per trasformare scarti in polvere riutilizzabile
Il perno dell’accordo è un programma di upcycling a ciclo chiuso (closed loop): 6K Additive si occuperà di trasformare gli scarti di lavorazione di AGF Defcom—sia solidi sia polveri esauste—in nuova polvere metallica “premium”. L’obiettivo dichiarato è duplice: da un lato ridurre sprechi e costi legati alla gestione degli scarti; dall’altro creare una catena di fornitura più controllata, con disponibilità di materiale in tempi più prevedibili.

UniMelt®: perché la conversione degli scarti è un tema “industriale”, non solo ambientale
6K Additive indica come tecnologia abilitante il proprio sistema UniMelt® (descritto dall’azienda come un processo basato su microonde/plasma). Nel metal AM, riportare scarti e polveri “di ritorno” a qualità idonea alla produzione non è banale: in genere entrano in gioco aspetti come distribuzione granulometrica (PSD), sfericità, presenza di satelliti, porosità e controllo di contaminanti/ossigeno, tutti elementi che incidono su scorrimento della polvere e ripetibilità del processo. Il messaggio della partnership è che la rigenerazione può diventare una leva di costo e supply chain se avviene con requisiti misurabili e tracciabili.

Dichiarazioni dei CEO: qualità della polvere e valore economico dello “scrap”
Nella comunicazione, Zoltan Kovacs (Owner e CEO di AGF Defcom) lega il valore dell’accordo alla necessità di avere polvere con caratteristiche costanti e, soprattutto, alla possibilità di trasformare la gestione degli scarti—indicata come costo logistico e finanziario—in un flusso di materiale riutilizzabile. Frank Roberts (CEO di 6K Additive) inquadra l’intesa come coerente con una strategia di crescita basata su clienti ad alto volume e su supply chain domestica statunitense, evidenziando anche l’aspetto di interesse per il comparto difesa.

Il contesto normativo USA nel 2026: azzeramento della tassa NFA e impatto sulla domanda (con requisiti che restano)
Nel testo originale diffuso in rete si collega la crescita del mercato dei soppressori alla riduzione della barriera economica legata alla tassa federale storicamente associata ai trasferimenti NFA. Su questo punto, una nota del Congressional Research Service (CRS) su P.L. 119-21 (indicata come “One Big Beautiful Bill Act”) riporta che, dal 1 gennaio 2026, l’aliquota della tassa per la fabbricazione o il trasferimento di molte categorie NFA (esclusi machine guns e destructive devices) viene impostata a $0, mentre restano altri requisiti NFA come registrazione e procedure correlate. Questo contesto aiuta a spiegare perché il settore possa vedere un aumento di volumi e, di conseguenza, maggiore attenzione a tecniche di produzione scalabili, inclusa la manifattura additiva.

Additive Manufacturing Research e la lettura “di mercato” sui soppressori stampati in 3D
Nel comunicato viene riportata anche una dichiarazione attribuita a Scott Dunham (Executive Vice President of Research di Additive Manufacturing Research), con una previsione di forte penetrazione delle tecnologie metal AM nel mercato dei soppressori nei prossimi anni. A supporto del fatto che AM Research segue questo segmento da tempo, esistono pubblicazioni e articoli che collegano in modo esplicito il mercato dei silencer/suppressor alle opportunità per l’additive manufacturing, incluse analisi dedicate.

Perché una “filiera domestica” conta: supply chain, tracciabilità e requisiti di settore
Sia 6K Additive sia AGF Defcom insistono sul concetto di filiera 100% domestica (USA). Nel metal AM, la tracciabilità del materiale è spesso un requisito pratico (qualità di lotto, ripetibilità, gestione non conformità) e, in alcuni contesti, un requisito contrattuale. Un programma closed-loop basato su scarti interni può ridurre dipendenza da forniture esterne, contenere tempi di approvvigionamento e semplificare la gestione dei lotti, a condizione che la polvere rigenerata rispetti specifiche e controlli di qualità definiti.

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Di Fantasy

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