Impossible Objects ha raccolto 40 milioni di dollari in un round Series B per aumentare la produzione dei propri sistemi Composite-Based Additive Manufacturing, ampliare le installazioni presso i clienti e costruire l’organizzazione commerciale e di assistenza necessaria a sostenere una base installata più ampia. Il finanziamento è guidato da Inflection Equity, con la partecipazione di Aaron Wealth Management, OCA Ventures, Impact Capital ed Excell Partners, e arriva in un momento nel quale la società statunitense sta cercando di spostare il proprio CBAM 25 dalla fase di introduzione commerciale alla produzione industriale vera e propria. L’azienda dichiara cinque ordini acquisiti dalla fase di lancio commerciale e installazioni o programmi che coinvolgono U.S. Air Force, National Institute for Aviation Research, Oregon Manufacturing Innovation Center e Rochester Institute of Technology. A questo si aggiunge il programma dell’U.S. Army a Rock Island Arsenal, dove la tecnologia CBAM è stata inserita nella strategia per aumentare drasticamente la capacità statunitense di produrre strutture per piccoli droni.

Il dato finanziario è importante, ma il punto tecnologico è ancora più interessante. CBAM non è una variante della normale FFF con filamento caricato fibra di carbonio e non deposita una fibra continua seguendo il percorso dell’ugello. Il sistema parte invece da fogli di rinforzo in fibra di carbonio o vetro, deposita selettivamente il polimero in polvere soltanto nelle zone che devono formare il componente, impila i fogli e successivamente consolida l’intero stack mediante calore e pressione. La parte finale emerge eliminando il rinforzo rimasto non legato. Questa architettura consente di processare contemporaneamente un’intera sezione invece di disegnarla raster dopo raster, ed è proprio da qui che deriva gran parte della velocità dichiarata per il CBAM 25: fino a 25 layer al minuto.

40 milioni di dollari per passare dalla vendita della macchina alla costruzione di una vera base industriale

La destinazione dei nuovi capitali è indicativa della fase raggiunta da Impossible Objects. L’azienda non presenta il round principalmente come finanziamento per inventare una nuova tecnologia, ma per aumentare la capacità di costruire sistemi esistenti, installarli e supportarli.

Series B Impossible Objects – settembre 2026Dato
Capitale raccolto40 milioni di dollari
Lead investorInflection Equity
Altri investitoriAaron Wealth Management, OCA Ventures, Impact Capital, Excell Partners
Tecnologia principaleComposite-Based Additive Manufacturing – CBAM
Sistema di puntaCBAM 25
Utilizzo capitaleAumento produzione macchine
Ulteriore utilizzoInstallazioni clienti
EspansioneService e struttura commerciale
Mercati principaliAerospace, defence, advanced manufacturing
Contratti/award governativi dichiaraticirca 20 milioni di dollari

È un passaggio importante per qualsiasi produttore di additive manufacturing. Realizzare alcuni sistemi funzionanti richiede competenze ingegneristiche; costruirne molti con caratteristiche ripetibili, installarli in impianti produttivi e garantire ricambi, materiali, assistenza, training e uptime richiede una struttura aziendale molto differente.

Per una tecnologia che vuole competere con CNC e stampaggio a iniezione su determinate applicazioni, l’affidabilità della macchina diventa importante quanto la qualità del pezzo.

CBAM non estrude il composito: costruisce un laminato selettivo

La differenza rispetto alle tecnologie più diffuse merita di essere spiegata.

Il processo CBAM parte da una bobina o da fogli di materiale fibroso. Il substrato può essere costituito da fibra di carbonio oppure fibra di vetro.

Il modello CAD viene suddiviso digitalmente in sezioni. Per ciascun layer, una testina inkjet deposita un liquido soltanto nelle zone corrispondenti alla sezione del componente.

Il foglio viene quindi ricoperto con polvere termoplastica. La polvere aderisce alle zone precedentemente trattate con il liquido mentre quella in eccesso viene eliminata e recuperata secondo la configurazione del sistema.

La sequenza generale è:

foglio di fibra → deposizione selettiva del liquido → applicazione della polvere → rimozione dell’eccesso → layer successivo → impilamento → calore e pressione → consolidamento → rimozione del materiale non legato.

Durante la fase finale il polimero fonde e impregna la struttura fibrosa, collegando i differenti fogli in un’unica parte composita.

CBAMFunzione
RinforzoFoglio di carbonio o fibra di vetro
MatricePolvere termoplastica
Polimeri principaliPA12 e PEEK
Deposizione selettivaInkjet / wetting fluid
CostruzioneFoglio completo per ogni sezione
ConsolidamentoCalore + pressione
Rimozione materiale in eccessoDopo il consolidamento
Supporti tradizionaliGeneralmente non necessari nello stesso senso della FFF

È un processo molto più vicino concettualmente alla laminazione automatizzata di compositi che alla classica estrusione di filamento.

Il CBAM 25 lavora sull’intera sezione contemporaneamente

La velocità è uno dei principali argomenti commerciali di Impossible Objects.

Nella FFF, un layer viene normalmente costruito facendo percorrere all’ugello centinaia o migliaia di traiettorie. All’aumentare dell’area piena aumenta quindi il tempo necessario.

Nel CBAM l’immagine della sezione viene invece trasferita sul foglio con un processo ad alta velocità.

Il tempo richiesto da un layer dipende quindi molto meno dalla quantità di materiale presente all’interno di quella sezione.

La società dichiara per il CBAM 25:

fino a 25 layer al minuto, cioè circa 2,4 secondi per layer nelle condizioni massime dichiarate.

Nelle precedenti comunicazioni sul sistema Impossible Objects parlava più genericamente di un layer in meno di quattro secondi.

Il build volume raggiunge circa 457 × 449 × 101 mm

Le specifiche pubblicate per CBAM 25 indicano un’area utile considerevole:

CBAM 25Specifica
TecnologiaComposite-Based Additive Manufacturing
Build volume massimo457 × 449 × 101 mm
Layer rate dichiaratofino a 25 layer/min
Produzione volumetrica teorica/rawcirca 10.000 cm³/h
Valore indicativo real-world pubblicatocirca 2.968 cm³/h
RinforzoCarbon fiber / fiberglass
Matrici principaliPEEK / Nylon 12
ProduzioneLaminazione + consolidamento
ApplicazioniEnd-use parts, tooling, drones, aerospace, defence

Come per tutti i valori di produttività nell’additive manufacturing, anche questi numeri devono essere interpretati nel contesto del componente.

Una parte sottile e larga può sfruttare molto bene un processo basato sul foglio. Una geometria molto alta con poche feature potrebbe invece utilizzare una percentuale minore della capacità disponibile.

Il valore volumetrico non rappresenta quindi una velocità garantita per ogni modello CAD.

Il “15 volte più veloce” è una dichiarazione del produttore, non una costante fisica

Impossible Objects descrive CBAM 25 come 15 volte più rapido delle tecnologie additive concorrenti per produzione.

Il dato viene ripetuto anche nella comunicazione relativa al nuovo round.

È importante però trattarlo correttamente: è un confronto del produttore ottenuto utilizzando determinate geometrie e tecnologie di riferimento, non significa che CBAM completi qualunque pezzo quindici volte prima di una macchina FDM, SLS o MJF.

Le tecnologie lavorano in maniera troppo differente perché esista un rapporto universale.

Il vantaggio CBAM tende ad aumentare quando:

  • la sezione del pezzo è ampia;
  • devono essere prodotte più parti nello stesso layer;
  • il componente si presta alla laminazione;
  • il volume produttivo è elevato.

Può diminuire quando la geometria non sfrutta bene l’area del foglio oppure richiede un post-processing complesso.

La vera differenza rispetto ai filamenti “carbon fiber” è la struttura del rinforzo

La maggior parte dei filamenti CF utilizzati nelle stampanti FFF contiene fibre corte tritate disperse nel polimero.

Il risultato può essere molto utile: maggiore rigidità, minore warping e migliori proprietà dimensionali.

La fibra, però, è relativamente corta e tende a orientarsi lungo il percorso di estrusione.

CBAM parte invece da un foglio fibroso preesistente.

TecnologiaForma della fibra
FFF CF standardFibre corte disperse nel filamento
Material extrusion con continuous fiberFilamento/fibra continua deposta lungo toolpath
Automated Fiber PlacementNastri o tow continui orientati
CBAMFogli di rinforzo carbon/glass

Questo permette di utilizzare una frazione e una lunghezza delle fibre molto superiori rispetto a un normale filamento caricato.

Non significa però che il CBAM equivalga automaticamente a un laminato aerospace con fibre continue unidirezionali perfettamente orientate secondo i carichi.

Gli studi scientifici pubblicati mostrano soprattutto non-woven random mats

Una ricerca pubblicata su Composites Part B: Engineering e condotta da ricercatori di Utah State University e altri enti ha analizzato campioni CBAM realizzati con non-woven carbon fiber sheet e PA12.

Le fibre erano quindi distribuite principalmente all’interno del piano del foglio con orientamento casuale.

Il lavoro è particolarmente importante perché offre dati indipendenti rispetto alle sole dichiarazioni commerciali di Impossible Objects.

Nei test a trazione i campioni CBAM hanno raggiunto:

modulo elastico: circa 10,0-11,4 GPa;

resistenza: circa 119,4-121,1 MPa.

I campioni FDM a fibra corta utilizzati nello stesso studio hanno mostrato:

modulo: 4,2-8,1 GPa;

resistenza: 54,7-81,5 MPa.

Test indipendente CF/PA12CBAMFDM CF/PA12
Young’s modulus10,0-11,4 GPa4,2-8,1 GPa
Tensile strength119,4-121,1 MPa54,7-81,5 MPa
Flexural moduluscirca 8,1 GPaInferiore/variabile
Flexural strength CBAMcirca 103-106 MPaInferiore in diverse orientazioni
Compression strength54,4-63,3 MPa85,4-91,7 MPa

Ed è interessante proprio l’ultima riga.

CBAM non è risultato migliore in ogni proprietà.

Nella compressione i campioni FDM testati hanno ottenuto valori superiori. Gli autori attribuiscono questo risultato anche al comportamento matrix-dominated e alle caratteristiche della porosità.

È un buon promemoria contro le semplificazioni commerciali del tipo “quattro volte più resistente”: un composito non possiede una sola resistenza.

Dipende da:

  • trazione;
  • compressione;
  • flessione;
  • impatto;
  • orientamento;
  • temperatura;
  • direzione del carico.

La micro-CT mostra una porosità diversa rispetto alla FDM

La stessa ricerca ha utilizzato microtomografia a raggi X per osservare l’interno dei campioni.

I pezzi CBAM mostravano micropori più piccoli e distribuiti uniformemente, generalmente inferiori a circa 200 µm.

Nei provini FDM erano invece presenti pori inter-filamento più grandi e maggiormente concentrati localmente.

È una differenza direttamente collegata al processo.

Nella FFF, ogni bead deve fondersi con quello vicino e con lo strato sottostante. Gli spazi tra raster possono quindi trasformarsi in difetti relativamente grandi.

Nel CBAM, foglio, polvere e successiva pressatura generano una struttura molto diversa.

Gli autori attribuiscono proprio alla combinazione di:

  • maggiore frazione fibrosa;
  • infiltrazione della matrice;
  • riduzione dei macrovuoti inter-filamento

parte del miglioramento delle proprietà a trazione e flessione.

CBAM rimane però un materiale laminato e quindi anisotropo

Questo è uno degli aspetti tecnici che le semplici tabelle di resistenza possono nascondere.

Le fibre sono prevalentemente distribuite nei fogli, cioè nel piano XY. Non esiste automaticamente la stessa quantità di fibra che attraversa gli strati lungo Z.

La struttura presenta quindi necessariamente un comportamento direzionale.

Impossible Objects sta lavorando anche su substrati unidirezionali ad alto modulo, proprio attraverso programmi finanziati dal Dipartimento della Difesa statunitense.

Un award SBIR della U.S. Air Force dedicato allo scaling del CBAM indicava lo sviluppo di fogli unidirezionali e riportava miglioramenti di resistenza e stiffness nell’ordine di 250-300% rispetto a precedenti configurazioni in determinati test.

È un’area diversa rispetto ai normali non-woven random mats e potrebbe permettere in futuro di progettare l’orientamento del rinforzo in modo più simile ai laminati ingegnerizzati.

La società dichiara ora fino a 200 MPa

Nella comunicazione relativa al round da 40 milioni, Impossible Objects afferma che il processo può produrre parti con resistenza fino a circa 200 MPa.

Il dato è coerente con alcune schede materiali storiche della società nelle quali il carbon fiber/PEEK raggiunge, in funzione delle condizioni di processo, valori dichiarati fino a circa 200 MPa.

Le schede più recenti disponibili sul sito utilizzano valori più conservativi per alcune configurazioni standard, ad esempio circa 140 MPa per CF/PEEK.

Questa differenza non rappresenta necessariamente una contraddizione: materiale, orientamento delle fibre e parametri di costruzione possono cambiare il risultato.

Ma mostra perché per una parte strutturale non sia sufficiente dire semplicemente “CBAM = 200 MPa”.

La progettazione deve utilizzare la specifica del materiale e del processo realmente qualificato.

PEEK porta la tecnologia verso applicazioni molto più severe della normale stampa polimerica

Uno dei materiali più interessanti della piattaforma è carbon fiber/PEEK.

Le proprietà dichiarate dalla società comprendono:

CF/PEEK – dati rappresentativi Impossible ObjectsValore
Tensile strengthcirca 140 MPa nelle schede correnti
Tensile moduluscirca 12,7 GPa
Flexural strengthcirca 176,7 MPa
Flexural moduluscirca 12,4 GPa
HDT>300 °C
Densitàcirca 1,40 g/cm³
Temperatura di fusione PEEKcirca 343 °C

Questa combinazione è particolarmente interessante per:

  • tooling;
  • aerospace;
  • elettronica;
  • componenti esposti a calore;
  • sostituzione selettiva del metallo.

Non significa naturalmente che un componente CF/PEEK possa sostituire qualunque parte in alluminio.

Rigidità, compressione, creep, fatica, connessioni filettate e carichi multiasse devono essere valutati caso per caso.

Il carbon fiber/PA12 rappresenta invece una soluzione più economica

Non tutte le applicazioni richiedono PEEK.

CBAM supporta anche combinazioni come:

carbon fiber + PA12;

fiberglass + PA12;

fiberglass + PEEK.

Questo permette di spostarsi tra costo e prestazioni.

Il CF/PA12 dichiarato dalla società presenta una resistenza a trazione intorno a 100 MPa nelle schede correnti e una HDT significativamente inferiore al PEEK, ma può essere più che sufficiente per:

  • droni;
  • supporti;
  • bracket;
  • fixture;
  • parti di produzione;
  • componenti automotive.

L’architettura CBAM deve quindi essere considerata come una piattaforma fibra + matrice, non come un singolo materiale.

Una delle applicazioni più mature è sorprendentemente il tooling per elettronica

Le applicazioni militari attirano facilmente l’attenzione, ma una delle dimostrazioni commerciali più concrete riguarda i solder pallets utilizzati nella produzione di circuiti elettronici.

Questi strumenti sostengono PCB durante operazioni di wave o selective soldering e devono:

  • sopportare temperature elevate;
  • mantenere stabilità dimensionale;
  • proteggere componenti sensibili;
  • durare numerosi cicli.

Impossible Objects dichiara che centinaia di migliaia di circuit board sono già stati prodotti utilizzando propri pallet CBAM.

In un caso applicativo con Absolute Electronics, la società ha realizzato:

  • 25 carrier;
  • 100 top pallet;
  • 90 hold-down.

Il materiale scelto era CF/PEEK.

Rispetto ai precedenti tooling lavorati CNC, il case study dichiara:

peso ridotto di circa 40%;

costo tipico da circa 10.000 a 7.500 dollari;

lead time da oltre cinque settimane a circa due settimane.

Sono dati forniti dal produttore e dal cliente, non benchmark universali, ma mostrano un’applicazione dove alta temperatura, piccoli lotti e geometrie custom rendono l’AM particolarmente sensato.

La grande scommessa del nuovo round è però la difesa

Il finanziamento arriva dopo circa 20 milioni di dollari di contratti e award governativi statunitensi, secondo Impossible Objects.

I programmi comprendono attività su:

  • droni a lunga autonomia;
  • compositi ad alta resistenza;
  • strutture aeronautiche leggere;
  • cablaggi integrati direttamente nei componenti;
  • scaling della velocità e del volume CBAM.

Alcuni award SBIR pubblici permettono di osservare più precisamente questa strategia.

Un programma U.S. Air Force da circa 1,8 milioni di dollari era dedicato proprio a aumentare throughput, volume e velocità CBAM e allo sviluppo di substrati unidirezionali.

Un altro programma USAF da circa 1,25 milioni di dollari riguarda parti UAV con circuiti integrati per rilevare failure.

La U.S. Navy ha inoltre finanziato attività sui wiring harness integrati direttamente in strutture UAV additivamente prodotte.

Integrare i cavi nella struttura può diminuire contemporaneamente massa e assemblaggio

L’idea è particolarmente interessante.

Un drone tradizionale contiene:

struttura → supporti → cablaggi → fascette → connettori.

Se il processo CBAM riesce a incorporare conduttori durante la costruzione, una parte di questi elementi può diventare direttamente parte della struttura.

Il programma Navy descrive potenziali vantaggi quali:

  • riduzione del peso;
  • minore drag;
  • meno tempo di assemblaggio;
  • maggiore robustezza;
  • ridondanza elettrica.

Si tratta ancora di attività di sviluppo e qualificazione, non della configurazione standard di ogni componente CBAM.

Mostrano però come la società stia cercando di andare oltre la semplice sostituzione di un pannello in plastica.

Rock Island Arsenal è il progetto più importante per dimostrare la produzione su scala

L’U.S. Army sta costruendo una capacità distribuita per produrre grandi quantità di piccoli UAS.

Rock Island Arsenal – Joint Manufacturing and Technology Center, in Illinois, è responsabile soprattutto di frame e body.

Altri arsenali e depot vengono utilizzati per:

  • motori brushless;
  • cablaggi;
  • microelettronica;
  • batterie;
  • assemblaggio finale.

La tecnologia CBAM di Impossible Objects è stata selezionata come uno degli strumenti per aumentare drasticamente la produzione delle strutture.

Il numero di 10.000 droni al mese deve però essere interpretato correttamente

La comunicazione della società afferma che CBAM a Rock Island può supportare la produzione di fino a 10.000 drone body al mese.

Il dato viene spesso riportato come se una singola CBAM 25 stesse già producendo diecimila frame ogni mese.

Le informazioni dell’U.S. Army e di Defense News richiedono una lettura più prudente.

Il valore di 10.000 droni/mese è l’obiettivo di scala dell’Army per la propria rete produttiva, non un consuntivo pubblico che dimostri diecimila body CBAM già consegnati in un mese.

Nel 2025 l’Esercito parlava dell’installazione del sistema Impossible Objects prevista tra inverno e primavera 2026 e inseriva la macchina in un progetto di manufacturing più ampio.

Programma Rock Island / SkyFoundryDato
Obiettivo Armyfino a 10.000 UAS/mese
Equivalente annuale120.000
Ruolo Rock IslandBody, frame, parti stampate
Tecnologia compositiImpossible Objects CBAM
Motori/wiringTobyhanna Army Depot
Batterie/final assemblyRed River Army Depot
ModelloProduzione distribuita
Stato del dato 10.000/meseTarget/capacità programmata, non output CBAM indipendentemente certificato

Questa distinzione rende il progetto più credibile, non meno interessante.

Una tecnologia produttiva deve essere valutata sui dati effettivamente dimostrati, separandoli dagli obiettivi di programma.

Defense News indica perfino una possibile capacità nell’ordine di 60 piccoli droni all’ora

Durante la visita a Rock Island del 2025, funzionari dell’Esercito descrivevano una futura capacità del sistema fino a circa 60 piccoli drone body all’ora, con l’obiettivo di ridurre il costo del corpo sotto i 100 dollari in determinate configurazioni.

Anche questi sono valori di programma e non devono essere trattati come una prestazione universalmente garantita del CBAM 25.

Mostrano però perché l’U.S. Army sia interessata al processo.

Un drone militare relativamente economico può cambiare design rapidamente. Utilizzare stampi dedicati per ogni iterazione può rallentare il ciclo.

Con una piattaforma digitale, in teoria:

file aggiornato → nuova produzione.

È esattamente il tipo di flessibilità richiesto nei sistemi expendable e counter-UAS che evolvono con estrema rapidità.

Il vantaggio non è soltanto produrre velocemente, ma cambiare rapidamente ciò che viene prodotto

Questo è forse il punto centrale della strategia defence.

Lo stampaggio a iniezione può produrre molto più rapidamente una piccola parte semplice una volta che stampo e processo sono pronti.

Il problema compare quando la geometria cambia continuamente.

Per creare un nuovo stampo sono necessari:

  • progettazione;
  • lavorazione;
  • validazione;
  • tempi di approvvigionamento.

Se la vita progettuale del drone è più breve del tempo necessario a stabilizzare la produzione tradizionale, l’AM può diventare competitivo anche con un costo unitario superiore.

La flessibilità digitale ha quindi un valore militare specifico.

CBAM non cerca necessariamente di battere lo stampaggio a iniezione su milioni di parti identiche

La stessa Impossible Objects presenta injection molding e CNC come processi dai quali CBAM può sottrarre determinate applicazioni.

Il posizionamento più realistico è però selettivo.

ScenarioTecnologia probabilmente favorita
Milioni di pezzi identici sempliciInjection molding
Parte prismatica metallicaCNC
Composito strutturale ad altissime prestazioniLayup/AFP tradizionale
Piccoli lotti CF complessiCBAM può essere competitivo
Design che cambia frequentementeCBAM favorito dalla digitalizzazione
Tooling custom ad alta temperaturaCBAM molto interessante
Drone con frequenti revisioniCBAM potenzialmente vantaggioso

Il nuovo round serve proprio a dimostrare che lo spazio tra prototipazione e produzione di massa è abbastanza grande da sostenere una vera piattaforma industriale.

Non servono supporti convenzionali, ma esistono altri vincoli geometrici

Il fatto che il componente rimanga immerso nel materiale fibroso non consolidato durante la costruzione fornisce supporto naturale a molte geometrie.

Questo elimina numerosi supporti tipici di FDM o metal PBF.

Esiste però un problema differente: alla fine il materiale circostante deve poter essere rimosso.

Una cavità completamente chiusa riempita con fibre non consolidate può diventare difficile o impossibile da pulire.

Alcune revisioni accademiche della tecnologia identificano proprio questo come uno dei limiti delle architetture sheet-lamination composite.

CBAM offre quindi libertà geometrica notevole, ma non assoluta.

Anche la rimozione del materiale non consolidato fa parte del costo produttivo

Il pezzo non esce immediatamente finito dal processo di stacking e pressatura.

Deve essere “liberato” dal materiale di foglio rimasto circostante.

Storicamente sono stati utilizzati processi:

  • meccanici;
  • sabbiatura;
  • separazione lungo perforazioni;
  • strategie automatizzate sviluppate da Impossible Objects.

Quando si confronta CBAM con FDM o MJF, il tempo di questo post-processing deve essere incluso.

È lo stesso principio che vale per quasi tutte le tecnologie additive: print time non equivale automaticamente a production time.

Smart Yield cerca di ridurre gli scarti prima che arrivino alla pressatura

Impossible Objects ha inoltre sviluppato sistemi di controllo layer-by-layer.

La società ha presentato una funzione denominata Smart Yield, progettata per identificare problemi nel foglio e ristampare automaticamente layer difettosi prima che vengano inseriti nello stack.

È un elemento particolarmente importante per la produzione.

In un processo composto da centinaia o migliaia di fogli, scoprire alla fine che uno dei primi layer era difettoso significa perdere l’intero componente.

Intercettare il problema prima della consolidazione può migliorare significativamente yield e costo.

Il CBAM 25 cerca quindi di diventare una macchina di produzione, non semplicemente una stampante veloce

Per entrare in una linea industriale servono caratteristiche differenti da quelle richieste a una macchina per prototipi.

Un produttore vuole:

  • uptime;
  • qualità ripetibile;
  • automazione;
  • tracciabilità;
  • capacità di recupero dagli errori;
  • assistenza.

La nuova raccolta di capitale è destinata proprio a costruire l’organizzazione necessaria intorno alla macchina.

Questo aspetto è spesso sottovalutato quando si confrontano tecnologie AM soltanto sulla base di build rate e resistenza.

Cinque ordini mostrano contemporaneamente opportunità e lavoro ancora da fare

Il nuovo comunicato contiene un dato commerciale particolarmente utile: cinque ordini per CBAM 25 dal periodo che l’azienda identifica come lancio commerciale iniziale del sistema.

Non è un numero enorme.

Per una piattaforma industriale relativamente nuova e costosa può però rappresentare la fase iniziale della validazione sul campo.

Gli utilizzatori citati sono soprattutto organizzazioni aerospace, defence, ricerca applicata e manufacturing innovation.

È coerente con il ciclo tipico di adozione di una nuova tecnologia produttiva: i primi clienti non sono necessariamente fabbriche consumer da milioni di componenti, ma enti in grado di:

  • qualificare materiali;
  • sperimentare applicazioni;
  • confrontare processi;
  • accettare tecnologie relativamente immature.

Il nuovo capitale dovrà dimostrare che da queste prime installazioni può nascere una base commerciale molto più ampia.

È interessante anche il confronto tra comunicazioni 2023-2024 e la commercializzazione attuale

CBAM 25 era stato presentato pubblicamente già nel 2023 e dimostrato nelle fiere successive. Nel 2024 Impossible Objects ne aveva annunciato anche la disponibilità europea.

La comunicazione finanziaria del 2026 utilizza invece come riferimento il lancio commerciale all’inizio del 2025 per contare i cinque ordini.

Questo suggerisce di distinguere tra:

presentazione della tecnologia;

introduzione del sistema;

vera fase commerciale e di installazione.

È una distinzione abbastanza normale nel mercato delle macchine industriali, dove possono trascorrere molti mesi tra unveiling, beta installations e disponibilità produttiva.

Il paper del 2026 offre finalmente una verifica accademica più articolata

Per molti anni gran parte delle informazioni su CBAM proveniva necessariamente da Impossible Objects.

La pubblicazione su Composites Part B: Engineering è quindi significativa perché valuta materialmente il processo.

Oltre alle prove meccaniche, i ricercatori hanno costruito una elica a due pale destinata a un’applicazione urban air mobility.

Sono state prodotte dieci pale in meno di circa tre ore utilizzando fogli non-woven in fibra di vetro e PA12.

La ricerca confronta questo dato con tempi tipici indicati nell’ordine di 35-50 ore per processi FDM relativi alle geometrie studiate.

Le pale sono state mantenute entro una deviazione dimensionale inferiore a circa 1 mm nelle condizioni analizzate.

È un esempio molto più significativo di una semplice demo fieristica perché collega throughput a un componente realmente studiato per caratteristiche aerodinamiche.

La superficie as-built richiede però attenzione

La stessa ricerca sulle eliche ha evidenziato che la superficie dei componenti CBAM può essere più ruvida rispetto a quella ideale per applicazioni aerodinamiche.

Sono stati quindi applicati coating in poliuretano e poliestere.

Dopo il trattamento la rugosità diminuiva e le prestazioni aerodinamiche miglioravano, con:

  • maggiore thrust;
  • minore rumore.

Anche questo è un ottimo esempio di come una tecnologia non debba essere giudicata solamente sulla macchina.

La catena reale è:

CBAM → rimozione materiale → eventuale coating/post-processing → parte finale.

Il nuovo Series B arriva quindi in una fase molto diversa rispetto al passato

Impossible Objects non deve più dimostrare soltanto che è possibile trasformare fogli di carbonio e polvere termoplastica in una geometria tridimensionale.

Ora deve dimostrare:

  1. che può produrre CBAM 25 in quantità;
  2. che le macchine possono funzionare con elevato uptime;
  3. che i clienti possono qualificare applicazioni reali;
  4. che il costo per parte rimane competitivo;
  5. che esiste abbastanza domanda oltre ai progetti governativi.

I 40 milioni di dollari servono soprattutto a finanziare questa transizione.

La difesa può essere il cliente ideale per avviare la scala, ma non basta da sola

Il mercato defence presenta molte caratteristiche favorevoli al CBAM:

  • elevato valore della riduzione di peso;
  • piccoli e medi volumi;
  • necessità di produzione distribuita;
  • ricambi obsoleti;
  • design che cambiano frequentemente;
  • droni expendable;
  • interesse per supply chain domestiche.

È quindi comprensibile che una quota significativa delle prime applicazioni provenga dal Dipartimento della Difesa.

Per diventare una piattaforma manifatturiera generale, Impossible Objects dovrà però mostrare crescita anche in settori commerciali come:

  • electronics manufacturing;
  • aerospace civile;
  • automotive;
  • industrial tooling;
  • robotics.

Il successo dei solder pallet è interessante proprio perché rappresenta un’applicazione non legata al defence.

CBAM occupa uno spazio intermedio tra stampa 3D e produzione composita tradizionale

È forse il modo più corretto di interpretare la tecnologia.

Non possiede la libertà assoluta di traiettoria di una macchina che deposita fibra continua lungo curve tridimensionali.

Non possiede neppure la produttività estrema di uno stampo a iniezione che produce lo stesso pezzo ogni pochi secondi.

Offre invece una combinazione particolare:

fibre lunghe + polimero termoplastico + digitalizzazione + elevata velocità per layer + assenza di tooling dedicato.

TecnologiaPunto di forzaLimite tipico
FFF CF cortaSemplicità e costoProprietà limitate
Continuous Fiber FFFFibre direzionabiliVelocità inferiore
SLS/MJFBatch efficiente e geometriaFibre generalmente corte
Injection molding CFVolume enormeTooling e meno flessibilità
AFP/compositi tradizionaliPrestazioni strutturali elevateCosto e geometrie
CBAMFogli fibrosi + alta produttività digitaleAnisotropia e vincoli di depowder/defibering

È proprio questo spazio intermedio che Impossible Objects vuole trasformare in un mercato.

La domanda decisiva non è più “funziona?”, ma “quanto può scalare?”

Il round da 40 milioni di dollari arriva nel momento in cui questa domanda può finalmente essere verificata.

I segnali positivi sono concreti:

  • prime installazioni;
  • paper scientifici indipendenti;
  • applicazioni commerciali;
  • circa 20 milioni di dollari in contratti e award governativi;
  • integrazione nella strategia produttiva U.S. Army;
  • materiali PEEK e PA12 già caratterizzati;
  • throughput molto elevato rispetto alla normale extrusion AM.

Allo stesso tempo, diversi elementi richiedono ancora conferme su scala più ampia:

  • soltanto cinque ordini CBAM 25 dichiarati;
  • nessun dato pubblico completo su ricavi e backlog;
  • il target di 10.000 drone body/mese non è ancora un dato di produzione CBAM consuntivato;
  • la resistenza fino a 200 MPa dipende dalla configurazione del composito;
  • post-processing e rimozione del materiale incidono sul tempo finale;
  • la struttura laminata mantiene proprietà direzionali.

Queste precisazioni non diminuiscono il valore della tecnologia. Permettono invece di valutarla per ciò che è realmente.

Impossible Objects sta tentando una delle transizioni più difficili dell’additive manufacturing: passare dalla macchina che produce parti impressionanti alla macchina che produce migliaia di parti economicamente utili.

La differenza è enorme.

Una demo può essere ottimizzata attorno a una singola geometria. Una fabbrica deve accettare codici diversi, operatori differenti, materiali differenti e funzionare tutti i giorni.

Se CBAM 25 riuscirà a sostenere velocità, caratteristiche meccaniche e ripetibilità dichiarate in un numero crescente di installazioni, il sistema potrebbe occupare uno spazio significativo tra la produzione additiva tradizionale e i processi compositi convenzionali.

Ed è esattamente qui che il nuovo investimento assume significato: i 40 milioni di dollari non servono tanto a dimostrare che CBAM può stampare un componente in fibra di carbonio, quanto a dimostrare che Impossible Objects può costruire una vera industria intorno a quel processo.

Questo articolo è stato redatto con il supporto di strumenti di intelligenza artificiale (AI).

Di Fantasy

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