Un componente stampato in 3D a bordo della Stazione Spaziale Internazionale è stato riportato con successo sulla Terra per essere sottoposto a test.
Un traguardo per la stampa 3D metallica nello spazio
Per la prima volta, un pezzo in metallo stampato in 3D in orbita è stato riportato sulla superficie terrestre. Questo risultato segue una serie di esperimenti condotti a bordo della Stazione Spaziale Internazionale dall’installazione, nel gennaio 2024, del primo sistema di produzione additiva metallica nello spazio, posizionato nel modulo Columbus grazie all’Agenzia Spaziale Europea (ESA).
Analisi e confronto con le stampe terrestri
Il campione rientrato sarà analizzato presso il Laboratorio di Materiali e Componenti Elettrici dell’ESTEC, dove verrà confrontato con parti stampate sulla Terra per valutare gli effetti delle condizioni di microgravità sul processo di stampa. Un secondo esemplare sarà affidato all’Università Tecnica della Danimarca (DTU) per ulteriori studi.
Evoluzione della stampa 3D sulla ISS
Sebbene le stampanti 3D per polimeri siano operative sulla ISS dal 2014, l’introduzione della tecnologia di stampa metallica ha segnato un passo significativo. L’obiettivo di questo progetto era sviluppare il primo sistema in grado di stampare in metallo in condizioni di microgravità. Il programma, inizialmente denominato “Metal3D”, è stato avviato nel 2016 con un contratto assegnato dalla ESA ad Airbus Defence & Space. Nel giugno scorso, ESA ha annunciato un avanzamento significativo nella produzione in orbita con la realizzazione della prima linea di test a ‘S’ utilizzando la tecnologia di deposizione diretta di energia, sviluppata in collaborazione con Airbus, Cranfield University e AddUp.
Verso una maggiore autosufficienza nello spazio
Secondo ESA, la ricerca sulla produzione in orbita è fondamentale per garantire l’autosufficienza degli equipaggi spaziali. Questa tecnologia consentirebbe agli astronauti di fabbricare componenti essenziali, riparare strumenti e realizzare attrezzature direttamente nello spazio, riducendo la dipendenza da missioni di rifornimento estremamente costose.
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