Automazione della post-produzione: J.W. Speaker accelera i tempi nel 3D printing
Contesto aziendale
La statunitense J.W. Speaker, attiva da oltre un decennio nella produzione additiva per componenti e attrezzature di sistemi di illuminazione a LED destinati ai settori automobilistico, powersports e industriale, si è trovata ad affrontare un grave collo di bottiglia: i tempi e le risorse impiegati nella post‑produzione manuale delle parti stampate rallentavano drasticamente il workflow produttivo
Sfide operative nella post-produzione
Il processo precedente implicava rimozione manuale dei supporti, decapaggio dei filetti, immersioni in bagni alcalini e asciugatura in forni. Ciò complica notevolmente la gestione di grandi componenti, incrementando le tempistiche di consegna ed impegnando notevoli risorse umane
Soluzione integrata: stampa FDM e sistema PostProcess BASE
Per superare queste inefficienze, J.W. Speaker ha investito nella stampante Stratasys F3300 (FDM su larga scala) unita alla tecnologia PostProcess BASE per la rimozione automatizzata dei supporti. Il sistema BASE utilizza uno spray chimico per pulire e asciugare le parti in modo rapido, riducendo drasticamente la lavorazione manuale
Risultati quantitativi
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Le tempistiche di post‑produzione sono scese da giorni a poche ore.
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Risparmio fino al 78 % rispetto al ciclo interno precedente e 89 % se paragonato all’esternalizzazione del processo.
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Risparmi economici annui stimati tra 60.000 e 75.000 USD, grazie alla riduzione dei costi operativi
Implicazioni organizzative
Con sei sistemi di additive manufacturing operativi, J.W. Speaker ha trasformato la post‑produzione in un flusso automatizzato. Questo ha liberato risorse per attività di ingegneria strategica, consentendo maggiore agilità e supportando l’espansione nell’ambito della produzione avanzata
