La società ThrustWorks Additive Manufacturing GmbH ha installato una nuova macchina TruPrint 3000 presso il proprio sito produttivo situato nell’area dell’aeroporto di Mönchengladbach, in Nord Reno‑Vestfalia. ThrustWorks fa parte del gruppo The Exploration Company (TEC) e utilizza la stampa 3D metallica per componenti critici destinati a programmi spaziali interni e a clienti esterni nel settore aerospaziale e della difesa. L’espansione del parco macchine rientra in una strategia di crescita che punta ad aumentare la capacità di produzione additiva interna, riducendo i colli di bottiglia e offrendo allo stesso tempo servizi conto terzi a partner europei della space economy.
Integrazione in The Exploration Company e focus sui materiali ad alte prestazioni
L’installazione della nuova TruPrint 3000 è strettamente legata all’acquisizione di ThrustWorks Additive Manufacturing GmbH da parte di The Exploration Company (TEC), finalizzata a consolidare nel gruppo competenze chiave in produzione additiva di metalli in Germania. TEC, che sviluppa capsule riutilizzabili e sistemi di propulsione per il trasporto orbitale e la logistica spaziale, ha dichiarato di puntare in particolare al rafforzamento della competenza di ThrustWorks nella stampa 3D di leghe a base niobio, utilizzate ad esempio per motori satellitari e ugelli di propulsione esposti a temperature estreme e cicli termici intensi. Nel portafoglio materiali figurano, oltre a C103 (lega a base niobio per applicazioni ad alta temperatura), Inconel 718 per componenti strutturalmente sollecitati e Titanio Grado 5 (Ti‑6Al‑4V) per strutture alleggerite, evidenziando un posizionamento orientato a componenti “flight‑relevant” per aerospazio e difesa.
Il sito di Mönchengladbach: catena di processo integrata per la stampa 3D metallica
ThrustWorks ha sviluppato a Mönchengladbach una struttura produttiva in cui tutte le fasi del processo AM – pre‑processing, stampa, post‑processing e controllo qualità – sono integrate in un unico flusso, direttamente nell’area aeroportuale. L’impostazione prevede aree dedicate per la preparazione dei job, il conditionamento e la gestione delle polveri, la produzione su sistemi LPBF e la successiva lavorazione meccanica, trattamenti termici e ispezioni, con l’obiettivo di garantire tracciabilità completa e stabilità di processo per componenti di classe aerospaziale. Questa integrazione è particolarmente rilevante in presenza di superleghe e leghe reattive: parametri di processo, atmosfera nelle camere di lavoro, gestione dei lotti di polvere e protocolli di pulizia incidono direttamente sulla qualità metallurgica e sulla certificazione dei componenti destinati al volo. Il sito beneficia inoltre della vicinanza alle infrastrutture aeroportuali, elemento utile sia per la logistica sia per l’interlocuzione con altri attori industriali e istituzionali presenti nel Land.
La piattaforma TruPrint 3000 e il passaggio al brand ATLIX
La nuova macchina installata è una TruPrint 3000, piattaforma LPBF sviluppata originariamente da TRUMPF e in fase di re‑branding con il marchio ATLIX dopo lo spin‑off del business AM dell’azienda di Ditzingen. La TruPrint 3000 offre un volume di costruzione cilindrico pari a 300 mm di diametro per 400 mm di altezza, con configurazioni laser in fibra fino a 500 W e possibilità di pre‑riscaldamento del letto di polvere fino a 200 °C, parametri che supportano la lavorazione di leghe complesse come Inconel e leghe di titanio con riduzione delle tensioni residue. Nel portafoglio TruPrint, i modelli 3000 e 5000 sono destinati a restare disponibili almeno fino al 2026, con garanzia di supporto ricambi e aggiornamenti software, mentre i moduli di monitoraggio come Melt‑Pool 2.0 vengono progressivamente integrati nell’offerta ATLIX in abbinamento a soluzioni di automazione e robotica di carico. Per ThrustWorks, l’adozione di una seconda TruPrint 3000 consente di standardizzare processi, fixture e parametri su una piattaforma comune, semplificando qualifiche, prove di ripetibilità e scaling dei volumi.
Capacità produttiva, servizi per clienti esterni e prospettive per il cluster spaziale europeo
Secondo The Exploration Company, l’ampliamento del parco macchine presso ThrustWorks serve sia a coprire i programmi interni – come la produzione additiva di parti di motori e hardware per le capsule orbitale e suborbitali – sia a incrementare la capacità per ordini esterni provenienti da operatori di satelliti, integratori di sistemi e clienti della difesa. La possibilità di realizzare in casa componenti in C103, Inconel 718 e Ti‑6Al‑4V in configurazioni pronte per la qualifica di volo riduce la dipendenza da fornitori extra‑UE e allinea il gruppo TEC alle iniziative europee di autonomia strategica nello spazio, in cui la produzione additiva è considerata un abilitatore per geometrie complesse, raffreddamento conforme e riduzione dei tempi di sviluppo. ThrustWorks si posiziona così non solo come “internal supplier” per TEC, ma anche come service bureau specializzato per la stampa 3D metallica di componenti high‑end, contribuendo al rafforzamento del nascente cluster spaziale e difesa nell’area renana, dove convergono startup, OEM, fornitori di materiali e istituti di ricerca.
