JR West usa la stampa 3D per il nuovo edificio della stazione di Hatsushima con Serendix e ABB

Un test concreto per rinnovare le piccole stazioni
JR West ha scelto di sperimentare la stampa 3D nella stazione di Hatsushima, sulla linea Kisei nella prefettura di Wakayama, per sostituire un vecchio edificio in legno ormai arrivato a fine ciclo. Il progetto coinvolge JR West, JR West Innovations, Serendix e ABB, e nasce da un problema molto chiaro: una parte dell’infrastruttura ferroviaria giapponese è invecchiata, mentre nel settore costruzioni continuano a pesare carenza di personale specializzato e aumento dei costi di cantiere. In questo contesto, la piccola stazione di Hatsushima è diventata un caso pilota per capire se la prefabbricazione con stampa 3D possa essere applicata anche ad altri edifici ferroviari di scala ridotta.

Cantiere ridotto al minimo e montaggio in una sola finestra notturna
L’idea alla base del progetto non è solo costruire un nuovo fabbricato, ma comprimere al massimo le lavorazioni sul posto. JR West e Serendix hanno impostato il lavoro in modo da spostare in fabbrica la produzione delle parti principali e lasciare in stazione soltanto la fase di assemblaggio. Secondo i dati diffusi dai soggetti coinvolti, la struttura è stata pensata per essere montata tra l’ultimo treno serale e il primo del mattino successivo, in una finestra di circa sei ore. Nelle valutazioni riportate da 3Druck, un edificio di dimensioni comparabili realizzato con un approccio più tradizionale avrebbe richiesto circa due mesi e un costo potenzialmente fino al doppio. Il progetto mostra quindi un possibile vantaggio operativo per tutte quelle stazioni dove le interruzioni del servizio devono essere molto brevi.

Come è stato costruito il nuovo edificio
Il nuovo edificio di Hatsushima è una piccola struttura in cemento armato di poco inferiore ai 10 metri quadrati. JR West ha indicato dimensioni intorno a 2,6 metri di altezza, 6,3 metri di larghezza e 2,1 metri di profondità. Le parti stampate sono state prodotte con tecnologia 3D, poi sottoposte ai trattamenti necessari, inclusi armatura e riempimento in calcestruzzo, prima di essere trasportate in sito e assemblate con gru. Dopo il montaggio strutturale, sono proseguiti i lavori interni fino all’avvio dell’utilizzo pubblico, fissato da JR West al 22 luglio 2025. La struttura aperta ai passeggeri comprende una sala d’attesa da 9,9 metri quadrati, una panchina per due persone, una biglietteria automatica e un varco semplificato per carte IC.

Il ruolo di ABB, Vertico e Serendix nella parte tecnologica
Nella ricostruzione tecnica pubblicata da 3Druck, Serendix ha utilizzato un processo robotizzato basato su un braccio ABB IRB 6700 e su una testa di stampa Vertico. ABB presenta l’IRB 6700 come un robot industriale per applicazioni di processo e movimentazione ad alta precisione, mentre Vertico descrive le proprie soluzioni come sistemi robotici per stampa 3D del calcestruzzo pensati per prefabbricazione e costruzioni complesse. Secondo 3Druck, Serendix attribuisce una parte del salto qualitativo alla combinazione tra robot ABB, asse addizionale di movimento e ugello 2K, ritenuto più preciso dei precedenti sistemi 1K nella gestione degli strati di malta. Questo punto è rilevante perché spiega perché il progetto di Hatsushima non venga presentato come semplice esperimento dimostrativo, ma come passaggio verso una produzione più stabile di componenti edilizi stampati.

Un edificio piccolo, ma non standardizzato nel design
JR West non ha impostato la nuova stazione come un semplice volume neutro. Il rivestimento riprende elementi legati al territorio di Arida, in particolare il mandarino e il pesce spada, due richiami esplicitamente citati nei comunicati ufficiali giapponesi. Anche questo aspetto ha un peso nel progetto: uno degli argomenti usati da JR West per difendere la scelta della stampa 3D è proprio la libertà formale, che consente di adattare l’estetica di una stazione al contesto locale senza passare attraverso casseforme tradizionali. In altre parole, la prefabbricazione non viene usata per uniformare tutto, ma per rendere più veloce la costruzione mantenendo una componente identitaria.

Perché questo caso interessa più del singolo edificio
Per JR West il nodo centrale non è la dimensione della stazione di Hatsushima, ma la possibilità di replicare il modello su altri edifici ferroviari soggetti a usura e costi di rinnovo elevati. Nel comunicato di marzo 2025 la società spiega che il progetto servirà a verificare in dettaglio costi di costruzione e manutenzione, così da valutarne un’estensione futura. Il gruppo collega inoltre l’iniziativa alla necessità di affrontare la scarsità di manodopera e di rendere più sostenibile l’aggiornamento dell’infrastruttura ferroviaria. ABB, nel suo materiale sul caso, insiste sullo stesso punto: l’automazione e la costruzione off-site permettono di ridurre tempi, interferenze con l’esercizio ferroviario e dipendenza da lavorazioni tradizionali interamente svolte in cantiere.

Il progetto si inserisce nella traiettoria industriale di Serendix
Il coinvolgimento di Serendix non è casuale. La società viene presentata dal programma giapponese J-Startup come il primo produttore giapponese di case stampate in 3D. Sul proprio sito, Serendix ricorda inoltre di aver completato nel marzo 2022 una casa stampata in 3D in 23 ore e 12 minuti, e di aver poi lavorato su ulteriori modelli abitativi prefabbricati. La stazione di Hatsushima va quindi letta anche come estensione infrastrutturale di un know-how sviluppato in origine nel settore residenziale: la logica è la stessa, cioè concentrare la complessità nella fase digitale e nella produzione controllata, per ridurre il lavoro in sito.

Che cosa dimostra davvero il caso Hatsushima
Il caso Hatsushima non dimostra che la stampa 3D sostituirà in blocco le tecniche edilizie convenzionali nelle infrastrutture ferroviarie. Dimostra però qualcosa di più concreto: per edifici piccoli, standardizzabili in parte ma personalizzabili nel disegno, la combinazione tra progettazione digitale, stampa robotizzata e assemblaggio notturno può offrire un’alternativa credibile. Il valore del progetto, quindi, non sta nella dimensione dell’opera, ma nell’aver trasformato una stazione secondaria in un banco di prova industriale per JR West, Serendix, ABB e JR West Innovations. Se i risultati economici e manutentivi saranno confermati, è plausibile che il modello venga ripreso in altri contesti dove i tempi di fermo e il contenimento dei costi pesano più della complessità architettonica.

Immagine generata ai anche se ci sarebbe qualcosa da dire su dove passano i binari…

Di Fantasy

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