Nel 2025, una parte crescente dell’ecosistema europeo della manifattura additiva ha concentrato gli sforzi su coordinamento tra iniziative, scambio di competenze e costruzione di una voce comune verso industria e istituzioni. In questo contesto si inserisce Addliance (European AM Hubs Alliance), un’iniziativa nata per mettere in rete hub nazionali e regionali, centri tecnologici, organizzazioni industriali e attori della ricerca che lavorano lungo la filiera dell’additive manufacturing, con l’obiettivo di ridurre la frammentazione e facilitare collaborazioni operative tra Paesi e settori.

Il summit di Barcellona come punto di arrivo di un anno di mappatura e connessioni
Un momento chiave di questo percorso è stato il primo summit europeo degli AM hubs ospitato a Barcellona: secondo quanto riportato dalla stampa di settore tedesca, l’evento è stato presentato come la tappa conclusiva di un lavoro durato un anno, in cui Addliance ha mappato iniziative esistenti, costruito relazioni tra reti già attive e provato a ricondurre queste esperienze dentro una struttura di cooperazione più stabile. La logica è quella di passare da contatti occasionali a un coordinamento continuativo su priorità industriali, competenze e strumenti comuni.

Dove e quando: DFactory Barcelona e il ruolo del Consorci de la Zona Franca
Il summit si è svolto presso DFactory Barcelona, polo legato ai programmi di trasformazione industriale e “Industry 4.0” promossi dal Consorci de la Zona Franca de Barcelona (CZFB). Anche le comunicazioni legate al Global AM Hubs Summit collocano l’appuntamento tra 16 e 18 settembre 2025 e descrivono DFactory come un ecosistema industriale che ospita aziende e iniziative tecnologiche, usato come sede per incontri tra hub europei, imprese e organizzazioni del settore.

Partecipazione e numeri: organizzazioni, Paesi e pubblico
Il resoconto  indica una partecipazione ampia: oltre 25 organizzazioni provenienti da più di 18 Paesi europei e oltre 270 partecipanti complessivi, con presenze attribuite a industria, ricerca, pubblica amministrazione e ambiti applicativi come il sanitario. Al di là della precisione dei conteggi (che possono variare a seconda di come si considerano hub, partner e visitatori), il dato operativo è l’allargamento del perimetro: non solo tecnologie e service, ma anche policy, formazione e modelli di adozione industriale.

Contenuti: presentazioni tecniche, tavoli strategici e casi d’uso
Il programma è stato costruito su più livelli: 25 presentazioni dedicate a strutture esistenti, specializzazioni tecnologiche e modelli organizzativi degli hub; otto panel su temi come politica industriale, energia, sostenibilità, difesa, medicale, formazione accademica e nuovi modelli di business; oltre a una componente dimostrativa con un’esposizione tecnologica e dimostrazioni dal vivo per mostrare applicazioni e flussi di lavoro (stampa 3D, scansione 3D, software e scenari industriali). Questa impostazione suggerisce un obiettivo pratico: allineare esigenze e capacità tra territori, facendo emergere aree dove standard, competenze e infrastrutture possono essere condivisi.

IAM3DHUB e Leitat: uno dei motori dell’impostazione “hub-to-hub”
Tra le realtà che, secondo Formnext, hanno contribuito all’impulso iniziale di Addliance viene citato IAM3DHUB, hub con sede a Barcellona “sotto la guida di Leitat”, descritto come centro industriale orientato alla diffusione e scalabilità dell’additive manufacturing con una rete di partner tecnologici. Questa genealogia è rilevante perché indica che l’alleanza nasce anche dall’esperienza accumulata da hub già abituati a lavorare su trasferimento tecnologico, validazione applicativa e supporto alle imprese nell’adozione di AM.

Obiettivi dichiarati: strategia europea più coordinata e rappresentanza comune
Addliance interpreta il summit come una “piattaforma di lavoro” per confrontare posizioni e produrre raccomandazioni condivise, con l’ambizione di una strategia europea più coordinata che integri industria, ricerca, formazione, policy e applicazioni medicali. In parallelo, altre fonti descrivono Addliance come un quadro di collaborazione che mira a rafforzare competitività, resilienza e sostenibilità dell’industria europea, proponendo un modello di leadership collettiva che tenga conto della diversità territoriale ma riduca l’asimmetria tra ecosistemi nazionali.

Cosa può cambiare per aziende e centri: dalle relazioni ai “meccanismi” condivisi
Se l’impianto si consolida, l’effetto per imprese e centri potrebbe essere meno legato a una singola conferenza e più ai meccanismi che ne derivano: canalizzazione di contatti tra hub per progetti con supply chain transnazionali, allineamento su priorità di qualificazione e competenze, maggiore facilità nel costruire programmi formativi e dimostrativi replicabili, e una presenza più coerente nelle fiere e nei tavoli europei. La spinta in questa direzione è visibile anche nel fatto che il Global AM Hubs Summit viene presentato come luogo di convergenza tra hub, aziende e istituzioni, non solo come vetrina tecnologica.

Prossimi passi indicati per il 2026: struttura formale e piani nazionali coordinati
Guardando al 2026, si riporta l’intenzione di lavorare a una struttura organizzativa più formalizzata, a piani d’azione nazionali armonizzati e a una presenza coordinata in eventi e appuntamenti europei. È un passaggio importante perché segna la transizione da rete “di scambio” a rete “di esecuzione”, dove obiettivi, priorità e rappresentanza richiedono governance, regole operative e continuità.

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Di Fantasy

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