Un nuovo passo di Adidas nella personalizzazione delle calzature sportive

Adidas sta testando l’impiego della stampa 3D per realizzare scarpe da performance con caratteristiche di ammortizzazione e risposta adattate al singolo atleta, estendendo l’uso della manifattura additiva oltre le serie limitate e i modelli concettuali. L’obiettivo è sfruttare la possibilità di creare strutture complesse in materiale polimerico per ottenere intersuole e componenti che rispondono in modo mirato ai dati biomeccanici raccolti durante la corsa.

Dai prototipi Futurecraft ai test su scarpe “performance”

I test attuali si inseriscono nella traiettoria iniziata con il progetto Futurecraft 3D, in cui Adidas ha presentato una intersuola stampata in 3D pensata per essere modulata sulle esigenze di ammortizzazione di ciascun corridore, in collaborazione con Materialise. Già con Futurecraft, l’azienda tedesca aveva definito la stampa 3D come strumento per creare una copia “carbonio” del piede dell’atleta, capace di seguire contorni e punti di pressione specifici, con la prospettiva di produrre la suola direttamente in negozio dopo una breve sessione su tapis roulant e scansione.

Questi esperimenti hanno aperto la strada alle intersuole 4D basate su reticoli complessi, realizzate con la tecnologia Digital Light Synthesis (DLS) sviluppata da Carbon e già introdotte sui modelli Adidas 4D come 4DFWD e AlphaEDGE. Nei test descritti, Adidas utilizza ora l’esperienza maturata con Futurecraft e con le intersuole 4D per valutare nuove configurazioni di reticolo e nuovi workflow di personalizzazione, con l’attenzione rivolta a performance misurabili in termini di ritorno di energia, stabilità e comfort.

Tecnologie di stampa 3D e reticoli funzionali

Per le intersuole personalizzate, Adidas si affida a tecnologie di stampa 3D fotopolimeriche ad alta risoluzione che consentono di creare reticoli tridimensionali con celle a geometria controllata, spesso descritte come strutture “bow‑tie” o griglie lattice multilivello. La combinazione tra software di progettazione generativa e processi come la Digital Light Synthesis permette di esplorare milioni di configurazioni possibili del reticolo e di selezionare quelle che offrono il miglior equilibrio tra ammortizzazione, spinta in avanti e contenimento dei carichi.

Rispetto alle intersuole in schiuma tradizionale, i reticoli stampati in 3D offrono una risposta più direzionale: lo stesso materiale può avere rigidezze diverse a seconda della forma della cella, del suo orientamento e della densità locale. Nei test descritti, Adidas utilizza questa flessibilità per creare zone a comportamento differenziato sotto avampiede, mesopiede e tallone, con l’obiettivo di ridurre le forze di frenata, migliorare la transizione del passo e offrire un supporto più mirato in base allo stile di corsa del singolo atleta.

Dati biomeccanici, scansione e progettazione personalizzata

Alla base della personalizzazione c’è la raccolta sistematica di dati biomeccanici tramite sensori, tapis roulant strumentati e sistemi di scansione del piede. Già nei progetti Futurecraft, Adidas aveva delineato un workflow in cui l’atleta corre per alcuni minuti su un tapis roulant in negozio, mentre telecamere e piattaforme di forza registrano parametri come lunghezza del passo, distribuzione dei carichi e punti di massima pressione. I nuovi test proseguono in questa direzione, integrando dati provenienti da footscan e analisi della corsa con algoritmi che generano automaticamente una configurazione di reticolo dedicata.

Il modello digitale risultante viene quindi trasformato in un file di stampa per l’intersuola, con spessori di parete, densità e orientamento delle celle adattati alle esigenze del corridore. In prospettiva, questo approccio apre scenari di produzione “on demand” in cui un corridore potrebbe ordinare online una scarpa con intersuola personalizzata sulla base di dati raccolti in precedenza, aggiornandola nel tempo man mano che cambiano peso, stile di corsa o obiettivi di performance.

Collaborazioni e posizionamento competitivo di Adidas

La strategia di Adidas nel 3D printing per scarpe da performance si appoggia a una rete di partner tecnologici, in particolare Carbon per la parte di processo DLS e Materialise per software e competenze nella progettazione di strutture leggere. Queste collaborazioni permettono al marchio di integrare nell’offerta retail soluzioni tipiche del mondo industriale, come la generazione automatizzata di reticoli e la simulazione del comportamento meccanico delle intersuole.

Sul mercato, la scelta di investire in stampa 3D posiziona Adidas tra i player che puntano alla personalizzazione di massa, in competizione e in dialogo con altri marchi sportivi che hanno sperimentato soluzioni analoghe con intersuole stampate in 3D. Tuttavia, grazie alla combinazione di serie commerciali come 4DFWD, ai prototipi Futurecraft e ai nuovi test su scarpe “performance” personalizzate, Adidas consolida un’identità chiara nel segmento delle calzature tecniche basate su reticoli stampati in 3D.

Implicazioni per il futuro della calzatura sportiva

Se i test attuali confermeranno vantaggi tangibili per gli atleti, l’uso della manifattura additiva potrebbe estendersi oltre la corsa, interessando categorie come trail running, basket e sport da campo, dove le esigenze di stabilità laterale e assorbimento degli impatti variano in modo significativo. La capacità di progettare e produrre intersuole differenziate per disciplina e per profilo di carico rende la stampa 3D uno strumento funzionale, non solo estetico.

In parallelo, le sperimentazioni di Adidas contribuiscono a consolidare un modello in cui il negozio fisico o il canale digitale diventano punti di accesso a un servizio basato su dati e produzione su richiesta, con potenziali benefici in termini di riduzione degli stock, maggiore aderenza alle esigenze del consumatore e possibilità di aggiornare nel tempo il design dell’intersuola senza riprogettare l’intera scarpa.

Di Fantasy

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