La US Air Force finanzia i turbojet stampati in 3D di Beehive per droni e munizioni stand-off
Un contratto da 29,7 milioni di dollari per portare Frenzy 8 alla fase operativa
Beehive Industries ha ottenuto un contratto da 29,7 milioni di dollari dalla U.S. Air Force per completare l’integrazione sul veicolo, le prove di volo e la qualificazione del motore Frenzy 8 da 200 lbf. L’accordo finanzia anche l’avanzamento del Frenzy 6 da 100 lbf, a partire dalla realizzazione di un primo esemplare di prova con opzioni per ulteriori test, integrazione e dimostrazioni in volo. Il programma è gestito tramite il consorzio SOSSEC all’interno di uno sforzo di prototipazione Small Expendable Turbine collegato alla Family of Affordable Mass Munitions guidata dall’Air Force Life Cycle Management Center.
Perché l’Air Force cerca piccoli motori sacrificabili
Il contratto non riguarda soltanto un nuovo motore, ma una precisa esigenza industriale e militare: costruire una catena di fornitura capace di sostenere grandi volumi per droni attritabili, sistemi senza equipaggio e munizioni stand-off a costo più contenuto rispetto ai programmi tradizionali. Air & Space Forces collega il programma Beehive al debutto, nel bilancio fiscale 2026, della Family of Affordable Mass Munitions, indicata come iniziativa sostenuta da 620 milioni di dollari tra procurement e ricerca e sviluppo. In questo contesto, la propulsione diventa un nodo decisivo: il motore deve essere abbastanza economico da essere prodotto in quantità, ma anche abbastanza affidabile da superare qualificazione, integrazione e impiego operativo.
Che cosa comprende la famiglia Frenzy
Beehive presenta Frenzy come una famiglia di turbojet pensata per programmi di affordable mass. Nella pagina prodotto l’azienda indica una spinta compresa fra 100 e 300 lbf, diametri tra 6 e 9 pollici e un peso tra 15 e 35 libbre, con un’architettura adattabile ai requisiti della missione. Il Frenzy 8 è il modello da 200 lbf oggi più avanzato, mentre il Frenzy 6 rappresenta la variante più piccola da 100 lbf. La stessa Beehive collega questa famiglia di motori alle swarming munitions e ad altri sistemi expendable nei quali contano compattezza, semplicità industriale e disponibilità in serie.
Perché la stampa 3D è al centro del programma
L’aspetto decisivo del progetto è il metodo produttivo. Beehive descrive Frenzy come una piattaforma progettata fin dall’inizio per la manifattura additiva, con filiera integrata negli Stati Uniti e capacità interne estese lungo il processo produttivo. Sempre secondo l’azienda, la famiglia Frenzy potrebbe arrivare a migliaia di motori l’anno con costi inferiori del 60% rispetto ai sistemi tradizionali; nella pagina corporate Beehive parla inoltre di una capacità già impostata su volumi nell’ordine delle migliaia di unità annue. Sono dichiarazioni aziendali, ma aiutano a capire l’interesse della U.S. Air Force: ridurre la dipendenza da supply chain lunghe, comprimere i tempi di industrializzazione e aumentare la disponibilità di piccoli turbojet per programmi che richiedono numeri elevati.
Un percorso che parte dal contratto del 2024
L’attuale finanziamento si inserisce in un percorso già avviato. Nell’ottobre 2024 Beehive aveva ottenuto un precedente contratto da 12,46 milioni di dollari in collaborazione con University of Dayton Research Institute e Air Force Rapid Sustainment Office per sviluppare un motore Small Expendable Turbine da 200 lbf con tecniche additive. Quel programma comprendeva progettazione, produzione, test, qualificazione, dimostrazione della scalabilità produttiva e una prima produzione di 30 motori nell’arco di 24 mesi. Il nuovo stanziamento da 29,7 milioni rappresenta quindi la fase successiva: non più solo sviluppo e validazione iniziale, ma passaggio verso integrazione sul velivolo, prove di volo e qualificazione operativa.
Dai test rapidi ai test in quota
Beehive ha costruito la propria posizione nel programma anche sul ritmo di sviluppo. Nel settembre 2025 l’azienda dichiarava di essere passata dalla definizione dei requisiti di produzione al First Engine to Test in cinque mesi, di aver testato un nuovo motore ogni sei settimane e di aver completato prove complete su quattro motori in sei mesi. Nel dicembre 2025 la società ha poi annunciato il completamento dei test in quota del Frenzy, sostenendo che i risultati avevano soddisfatto o superato i requisiti dell’Air Force in termini di accensione ad alta quota, operabilità, durabilità e consumo specifico. Questo percorso spiega perché il contratto del 2026 si concentri sulla fase che manca davvero per l’ingresso in servizio: integrazione sul mezzo e validazione in volo.
Il programma FAMM non ruota attorno a un solo fornitore
Il caso Beehive è importante, ma non esaurisce il quadro industriale che l’Air Force sta cercando di costruire. Nel marzo 2026 anche PBS Aerospace ha annunciato un contratto prime da 3 milioni di dollari con la U.S. Air Force per sostenere i requisiti di propulsione della Family of Affordable Mass Munitions, con produzione in espansione nello stabilimento di Roswell, Georgia. Air & Space Forces aggiunge che Beehive è una delle diverse aziende attive nella corsa ai piccoli motori per droni e munizioni. Questo suggerisce che la strategia statunitense non punti su un solo attore, ma sulla creazione di una base industriale più ampia per piccoli turbojet destinati a sistemi attritabili e munizioni a costo contenuto.
Che cosa cambia se la qualificazione va a buon fine
Se la qualificazione del Frenzy 8 procederà secondo il programma, il risultato più importante non sarà soltanto l’entrata in servizio di un nuovo motore. Il passaggio decisivo sarà dimostrare che un turbojet progettato per la manifattura additiva può andare in tempi stretti dalla prototipazione alla produzione ripetibile per applicazioni militari expendable. Per Beehive Industries questo significherebbe consolidare la propria posizione nel segmento dei sistemi di propulsione per UAV e munizioni stand-off; per la U.S. Air Force significherebbe ridurre uno dei principali colli di bottiglia della strategia di affordable mass, cioè la disponibilità di propulsione a basso costo ma in volumi industrialmente sostenibili.
