Cina: l’output di “attrezzature per stampa 3D” cresce del 100,5% nei dati ufficiali 2025
La produzione cinese di macchine e sistemi legati alla stampa 3D continua a crescere con ritmi molto sostenuti. Un passaggio che ha attirato attenzione nel settore arriva dai dati di produzione industriale commentati dall’Ufficio Nazionale di Statistica cinese (National Bureau of Statistics of China, NBS): per la categoria “3D printing equipment” viene indicata una crescita del 100,5% su base annua, all’interno del gruppo di prodotti classificati come “intelligent production equipment”. Questo valore, preso alla lettera, equivale a un raddoppio dell’output rispetto all’anno precedente.
Da dove arriva il numero: la nota del capo statistico Sun Xiao sui dati industriali di novembre 2025
Il riferimento puntuale al 100,5% compare in un documento NBS del 15 dicembre 2025 (interpretazione dei dati sulla produzione industriale di novembre 2025) firmato dal capo statistico Sun Xiao. Nel testo, l’NBS elenca una serie di prodotti digitali e apparecchiature “intelligenti”: tra questi compaiono smart bracelet e smartphone 5G (lato consumer) e, sul lato “smart production”, 3D printing equipment, industrial control computers/systems e security automation monitoring equipment, con tassi di crescita distinti, incluso il 100,5% per la stampa 3D.
Cosa misura davvero “3D printing equipment”: perché il dato va letto con attenzione
Il dato NBS è potente, ma va interpretato correttamente: la categoria “3D printing equipment” è una classificazione statistica nazionale e non coincide necessariamente con “stampanti 3D desktop vendute all’estero” o con un singolo segmento. In generale, può includere tipologie diverse di attrezzature (consumer/prosumer, professionali e in parte industriali), e soprattutto dipende da come vengono codificati i prodotti e da quali aziende ricadono nella tassonomia adottata. Per chi legge questi numeri in chiave di mercato globale, la domanda chiave diventa quindi: quanto di quell’incremento è legato all’export di macchine desktop e quanto invece a installazioni interne, canali industriali o ad altre categorie incluse nella definizione statistica.
Quali aziende possono beneficiare di un’ondata di crescita: dal desktop alle macchine industriali
Quando si parla di crescita della produzione cinese di stampanti 3D, il settore tende a citare spesso brand consumer e prosumer come Bambu Lab, Creality, Anycubic ed Elegoo, perché generano volumi molto elevati nel desktop. Allo stesso tempo, la manifattura additiva cinese include anche attori orientati a sistemi industriali, con aziende che operano su mercati differenti e con dinamiche diverse. Il punto, per chi osserva i dati NBS, è che un valore come +100,5% può essere spinto da pochi player ad alto volume, da una base di partenza bassa in una specifica classe di prodotto, oppure da entrambi i fattori.
Il contesto di mercato: la spinta dell’entry-level e i segnali dai report di settore
L’aumento dell’output industriale si inserisce in una fase in cui diversi report e analisi descrivono una domanda forte per macchine “entry-level” e prosumer, con un ruolo dominante dei produttori cinesi in termini di unità spedite. Un esempio citato spesso nelle analisi di mercato è l’asimmetria tra crescita in unità (desktop) e difficoltà in alcune fasce professionali/industriali in Occidente. In parallelo, fattori geopolitici e commerciali possono anticipare o spostare ordini, alterando temporaneamente i volumi di spedizione e produzione.
Implicazioni fuori dalla Cina: sicurezza, procurement pubblico e filiere
La crescita dell’hardware cinese si incrocia anche con temi di sicurezza e procurement, soprattutto in ambito pubblico e difesa. In alcuni contesti sono state riportate nuove restrizioni sull’acquisto o l’uso di sistemi di manifattura additiva collegati a Paesi considerati avversari strategici, con un dibattito che riguarda non solo la macchina in sé ma anche connettività, software e catena di fornitura. Questo tipo di misure, se applicate in modo esteso, può spostare domanda e offerta: da una parte limita l’adozione in specifici canali, dall’altra può incentivare alternative locali o “trusted supply chain” con costi più alti.
Conclusione: un indicatore forte, utile soprattutto come segnale industriale
Il +100,5% indicato dall’NBS è un segnale molto forte perché non proviene da stime di mercato ma da un canale statistico ufficiale, e descrive una dinamica industriale (output) più che una semplice “ondata di vendite”. Proprio per questo è un dato utile per leggere la direzione del settore: indica capacità produttiva in aumento e un peso crescente della filiera cinese, mentre altrove la crescita appare più moderata o segmentata. Per una valutazione completa, resta decisivo affiancare a questa informazione indicatori di spedizioni globali, mix di prodotto (desktop vs industriale), e impatto delle politiche commerciali e di procurement.
