Eplus3D presenta a TCT Asia un sistema di stampa 3D metallica con 256 laser
A TCT Asia 2026 a Shanghai, Eplus3D ha anticipato lo sviluppo di un nuovo sistema di produzione additiva metallica a letto di polvere con configurazione fino a 256 laser, fissando un nuovo riferimento nella corsa ai sistemi multi‑laser di grande formato. Il produttore cinese, specializzato in tecnologie MPBF (Metal Powder Bed Fusion), aveva già spinto in alto l’asticella nel 2024 con il modello EP‑M2050, configurabile tra 36 e 64 sorgenti laser, pensato per componenti di grandi dimensioni in settori come aerospazio e automotive.
Caratteristiche principali dell’EP‑M3050
Il nuovo sistema, identificato come EP‑M3050, è stato presentato in fiera solo a livello concettuale: Eplus3D non ha ancora diffuso i dettagli completi dell’hardware, ma ha comunicato alcuni dati chiave che ne delineano la collocazione industriale. La piattaforma offre un volume di costruzione di 3058 × 3058 × 1200 mm, abbinato a una velocità di produzione dichiarata compresa tra 1500 e 3500 cm³/h nella configurazione con 100 laser attivi, suggerendo che le versioni con conteggi di sorgenti superiori saranno orientate a scenari di produzione estremamente spinta.
Dimostrazione applicativa: grande componente in acciaio 316L
In assenza della macchina fisica sullo stand, Eplus3D ha scelto di mostrare le capacità della propria architettura multi‑laser attraverso una grande struttura in acciaio inossidabile 316L, alta circa 2,8 metri, esposta durante TCT Asia. Questo componente, realizzato mediante fusione a letto di polvere metallica, è stato utilizzato per evidenziare la possibilità di produrre parti monolitiche di grande volume, con geometrie complesse e requisiti strutturali severi, destinate a settori come aerospazio, energia e grandi impianti industriali.
EP‑M300, EP‑M300L e linea di automazione per la produzione continua
Parallelamente al teaser dell’EP‑M3050, Eplus3D ha presentato in fiera aggiornamenti concreti alla propria gamma, con il sistema EP‑M300 dotato di funzionalità di beam shaping e le varianti EP‑M300L integrate in una Production‑Ready Automation Line. Questa linea è progettata per supportare sia la produzione continua sia quella a lotti, con un volume di costruzione di 300 × 300 × 450 mm, sistema ottico intelligente e strategie di scansione ad alta velocità, e viene proposta come soluzione per applicazioni in elettronica 3C, utensileria e aerospazio, dove l’obiettivo è una produttività elevata con controllo rigoroso di qualità e ripetibilità.
La strategia multi‑laser di Eplus3D e il percorso verso i 256 laser
Il debutto del concetto EP‑M3050 con 256 laser si inserisce in un percorso di sviluppo progressivo che ha visto Eplus3D passare da piattaforme multi‑laser di media scala a sistemi di grande formato con decine di sorgenti. Con il EP‑M2050, mostrato a TCT Asia 2024 con configurazioni da 36 a 64 laser, l’azienda ha introdotto matrici laser e set di galvanometri progettati per mantenere sincronizzazione, gestione dell’energia e stabilità di processo su aree di lavoro molto ampie; per esempio, nella configurazione a 64 laser il sistema prevede una matrice 8×8 associata a 64 galvanometri.
Questa evoluzione è accompagnata da sviluppi sull’ottica e sulle strategie di scansione, inclusa l’adozione di tecnologie di beam shaping per modulare la distribuzione di energia sul letto di polvere, ampliare la finestra di processo stabile e migliorare la coerenza tra più spot laser operanti in parallelo. Secondo Eplus3D, l’integrazione di forme di fascio non gaussiane e il lavoro su algoritmi di controllo dell’energia e del percorso di scansione sono elementi centrali per garantire ripetibilità e densità elevata delle parti anche in presenza di decine o centinaia di laser attivi.
Gestione termica, materiali e sfide di processo su larga scala
L’incremento del numero di laser su grandi volumi di costruzione introduce sfide notevoli in termini di controllo termico, interferenza tra fasci e gestione del flusso di gas di processo. Eplus3D ha già affrontato parte di questi aspetti nella lavorazione di materiali impegnativi come le leghe di rame, dove ha sviluppato una soluzione basata su tecnologia laser “red” in grado di ottenere densità prossime al 99,97% su componenti di scala metrica, come un grande girante in lega di rame prodotta sul sistema EP‑M1250.
L’esperienza maturata su piattaforme come EP‑M650, EP‑M1250 ed EP‑M2050, che utilizzano più laser in parallelo su volumi di costruzione estesi, viene ora trasferita verso configurazioni ancora più dense come quella prevista per l’EP‑M3050. Secondo l’azienda, ciò richiede un coordinamento particolarmente attento dei parametri di processo – dall’energia di ciascun fascio alla sovrapposizione delle aree di scansione – oltre a sistemi di monitoraggio e controllo chiuso per preservare uniformità metallurgica e geometrica tra le diverse zone del pezzo.
Impatto atteso su settori industriali e posizionamento di mercato
Il concetto di macchina con 256 laser mira a soddisfare la crescente domanda di produzione additiva metallica ad alto throughput per componenti di grandi dimensioni, in segmenti come aerospazio, difesa, energia e automotive, dove la riduzione dei tempi di costruzione e la possibilità di consolidare più parti in un unico componente risultano strategiche. In diversi report di settore, Eplus3D viene già indicata tra i principali fornitori di sistemi multi‑laser di grande formato, con una presenza particolarmente forte nel mercato cinese e una quota significativa nel segmento industriale per numero di sistemi installati.
Al tempo stesso, gli analisti mettono in evidenza che l’aumento del numero di laser comporta anche un incremento di complessità operativa, costi di investimento e requisiti di manutenzione, rendendo cruciale un’analisi approfondita del ritorno sull’investimento rispetto ad architetture con meno sorgenti ma processi ottimizzati. Eplus3D ha dichiarato di puntare su macchine configurabili, in cui l’utente può modulare il numero di laser e le dimensioni del volume di costruzione in funzione del mix produttivo, per bilanciare produttività, costi operativi e curva di apprendimento.
