Che cos’è Griphoria e dove debutta
Alexander Wang introduce Griphoria, uno stiletto sviluppato con la piattaforma di design e produzione on-demand HILOS e presentato sulla passerella della collezione Spring 2026. L’obiettivo è integrare forma, funzione e riduzione degli scarti fin dalla fase di concezione del prodotto.
 

Approccio “tooling-free”: componenti e geometrie in un unico corpo
Secondo quanto riportato, lo stiletto nasce come un’unica piattaforma stampata che integra suola e tacco, con densità di resina differenziate e senza ricorrere a stampi o altri utensili tradizionali; l’articolo menziona anche l’eliminazione di file CAD nel flusso specifico adottato per il progetto, tema che va inteso come utilizzo di pipeline parametrico-software proprietarie al posto del CAD tradizionale.
 

Scelte di progetto: grip, comfort e struttura
Il design combina una texture micro-goffrata sulla tomaia, un plantare a reticolo per il ritorno elastico e un tacco rinforzato per la stabilità. L’ispirazione dichiara il compromesso tra “all-terrain” e l’eleganza di un kitten heel.
 

Il ruolo di HILOS: supply chain corta e numeri chiave
HILOS sviluppa calzature su una piattaforma che riduce la distinta base e consente produzioni locali e su richiesta. In casi documentati, il numero di componenti è sceso da ~65 a 5, con tempi ordine-spedizione di ~72 ore; l’unione di suola, tacco e interfacce riduce l’uso di colle e semplifica l’assemblaggio.
 

Esempi industriali che corroborano il modello
Il modello “on-demand, vicino al cliente” è già stato applicato con marchi come Dolce Vita (sandalo Holis 3D), mostrando vantaggi nella riduzione di scorte, sovrapproduzione e trasporti a lungo raggio.
 

Materiali e circolarità: cosa sappiamo da HILOS
Interviste tecniche e rassegne su HILOS descrivono piattaforme stampate con polimeri riciclabili e design pensati per smontaggio e riciclo a fine vita. Il focus è su monomateriali o sistemi compatibili per facilitare la separazione.
 

Tecnologie digitali a supporto della collezione
Oltre alla calzatura stampata in 3D, la sfilata Spring 2026 di Alexander Wang integra strumenti AI nel processo creativo e, per l’attivazione post-show, una partnership con l’AI fashion agent Gensmo.
 

Gensmo: contesto aziendale e finanziario
Gensmo si presenta come agente AI “fashion-native” per styling personalizzato, virtual try-on e discovery; nel 2025 ha comunicato un round >60 M$ in angel funding per sviluppare la piattaforma e l’ecosistema.
 

Perché conta per la manifattura moda
L’adozione di stampa 3D e software parametrici porta: 1) riduzione del tooling e dei tempi di sviluppo, 2) personalizzazione controllata (texture, reticoli, densità), 3) produzione locale con batch piccoli e tracciabili, 4) meno scarti lungo la filiera. Il quadro si inserisce in una diffusione più ampia della stampa 3D nel fashion: dalla funzionalizzazione tessile diretta (es. Stratasys J850 TechStyle presso New York Embroidery Studio) all’integrazione di componenti stampati in contesti tessili tradizionali (es. Harris Tweed con NMIS).
 

Di Fantasy

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