Un’operazione che rafforza la metrologia 3D per i componenti più complessi
InnovMetric ha annunciato l’acquisizione della proprietà intellettuale della francese Digisens e l’ingresso del suo team di sviluppo all’interno del gruppo. Il punto centrale dell’operazione è la volontà di estendere il perimetro di PolyWorks verso la gestione dei dati di tomografia computerizzata industriale, un ambito che assume un peso crescente nella manifattura avanzata e nella produzione additiva, dove la complessità geometrica dei pezzi rende insufficiente una verifica limitata alle sole superfici esterne.
Cosa cambia concretamente per gli utenti di PolyWorks
Secondo InnovMetric, i tecnici stanno sviluppando un modulo di estensione che permetterà di importare direttamente in PolyWorks i dati provenienti dagli scanner CT. Questo passaggio è importante perché consente di confrontare in un unico ambiente software la geometria interna ed esterna di un componente reale con il relativo modello CAD, evitando la frammentazione tra software di ricostruzione, visualizzazione e ispezione. Per chi lavora su parti metalliche stampate in 3D, componenti medicali o geometrie con cavità interne, canali e reticoli, significa avvicinare il controllo volumetrico al normale flusso di ispezione dimensionale.
Perché la CT industriale conta sempre di più nella produzione additiva
Nel comunicato ufficiale, InnovMetric definisce la tomografia industriale come l’unico metodo non distruttivo capace di catturare l’intero componente, comprese le strutture interne invisibili dall’esterno. Questa caratteristica è particolarmente rilevante per la stampa 3D industriale, dove la qualità di un pezzo non dipende solo dal profilo esterno ma anche da porosità, canali interni, polvere intrappolata, variazioni di spessore e deviazioni dimensionali che non possono essere verificate con semplici metodi ottici o tattili. Anche altri operatori del settore CT industriale evidenziano che la CT consente di individuare errori dimensionali, polvere residua, canali chiusi e porosità invisibile nei componenti prodotti con tecnologie additive.
Che cosa porta in dote Digisens
Digisens, fondata nel 2002 a Le Bourget-du-Lac da François Curnier e Jean-Dominique Gasquel, ha costruito la propria reputazione nello sviluppo di strumenti per ricostruzione di immagini, visualizzazione basata su voxel, analisi dell’integrità dei materiali e determinazione precisa della superficie a partire da dati CT. La società dichiara anche una forte specializzazione nell’uso delle GPU per accelerare elaborazioni complesse. Nella propria offerta compaiono ambienti software come Digi Science e il motore di ricostruzione Snap CT, che Digisens presenta come una piattaforma multi-GPU compatibile con la maggior parte dei sistemi CT e già impiegata su oltre 1.000 sistemi in cinque continenti.
Il valore strategico dell’operazione per InnovMetric
Per InnovMetric, questa acquisizione si inserisce in una traiettoria di ampliamento del proprio ecosistema di metrologia 3D. L’azienda afferma di avere oltre 24.000 clienti in 100 Paesi e di essere già presente come piattaforma standard di metrologia 3D presso grandi gruppi manifatturieri. L’ingresso delle competenze CT rafforza quindi una strategia che non si limita alla connessione di scanner 3D o CMM, ma prova a inglobare anche l’ispezione volumetrica avanzata dentro lo stesso ambiente operativo. In questo senso, l’operazione su Digisens appare coerente con altri sviluppi recenti dell’ecosistema PolyWorks, come l’integrazione diretta di scanner 3D Faro e Creaform.
Perché questo passaggio interessa chi produce componenti AM complessi
Per i produttori che lavorano su componenti AM destinati ad aerospazio, medicale, energia o automotive, la questione non è soltanto visualizzare una scansione CT, ma collegare i dati volumetrici a una logica di ispezione industriale ripetibile. Se l’integrazione promessa da InnovMetric sarà completa, gli utenti potranno spostare in un unico flusso l’analisi di geometrie interne, confronti CAD, controllo delle deviazioni e documentazione dei risultati. È qui che la CT smette di essere solo uno strumento specialistico di laboratorio e diventa parte del controllo qualità digitale lungo la filiera produttiva.
