Carbon nomina Jason Rolland CTO: passaggio di consegne nella guida tecnica e R&D
Il 16 febbraio 2026 Carbon ha annunciato la nomina di Jason Rolland, Ph.D. a Chief Technology Officer (CTO). Rolland lavora in Carbon da oltre 12 anni ed è indicato come una delle prime figure entrate in azienda; secondo Carbon e le ricostruzioni della stampa di settore, il suo percorso in azienda ha toccato lo sviluppo di tecnologie e prodotti portati poi sul mercato. Nello stesso annuncio, Phil DeSimone, co-fondatore e CEO di Carbon, ha collegato la promozione alla responsabilità di guidare l’organizzazione di sviluppo prodotto e ricerca e alla centralità di Rolland nella creazione di alcuni dei prodotti con maggiore impatto economico per l’azienda.

Chi è Jason Rolland: formazione, startup e ingresso in Carbon
Rolland è descritto come scienziato dei polimeri. Ha conseguito il Ph.D. (2005) nel gruppo di Joseph DeSimone (co-fondatore di Carbon) e, prima dell’ingresso in Carbon nel 2014, ha co-fondato Liquidia, Inc. Nella sua carriera viene accreditato di un portafoglio IP rilevante: vengono riportati oltre 60 brevetti USA con circa 45 domande pendenti. In Carbon, il suo lavoro è legato alla crescita del team materiali e allo sviluppo di piattaforme proprietarie per resine “dual-cure” (doppia polimerizzazione/indurimento), citate come elementi chiave della differenziazione della proposta Carbon.

Cosa significa essere CTO in Carbon (perimetro: materiali, engineering, sviluppo stampa)
Il ruolo di CTO attribuito a Rolland viene descritto come responsabilità dell’intera area research e product development, includendo materials, engineering e print development. È un perimetro coerente con il posizionamento di Carbon come piattaforma integrata (hardware + software + materiali) e con la necessità di tenere allineati parametri di processo, formulazioni e workflow di produzione quando l’obiettivo è la realizzazione di parti polimeriche in serie e con prestazioni ripetibili.

Il contesto tecnologico: Carbon DLS e le origini CLIP (processo continuo con “dead zone”)
La tecnologia di riferimento di Carbon viene presentata dall’azienda come Carbon Digital Light Synthesis (DLS): un processo fotopolimerico che combina proiezione di luce, ottiche/finestre permeabili all’ossigeno e resine ingegnerizzate con l’obiettivo di ottenere superfici e proprietà meccaniche adatte a parti funzionali. Carbon collega DLS alla base CLIP (Continuous Liquid Interface Production): una stampa “continua” resa possibile da una zona di inibizione vicino alla finestra (la cosiddetta dead zone) che evita l’adesione della parte al vetro e permette crescita più uniforme nel tempo. Sul piano storico, Carbon ha comunicato CLIP nel 2015, citando la presentazione a TED 2015 e la pubblicazione scientifica su Science (2015).

Materiali e “dual-cure”: perché la chimica è centrale nel modello Carbon
Il punto distintivo di Carbon è l’idea di un “technology stack” in cui il materiale non è un accessorio della macchina ma una parte del sistema: le resine vengono sviluppate insieme ai profili di stampa e ai flussi di post-processing, con l’obiettivo di avvicinare la stampa 3D a requisiti industriali (ripetibilità, resistenza, stabilità dimensionale). Viene attribuito a Rolland il co-sviluppo della piattaforma di resine dual-cure brevettata da Carbon; una biografia tecnica collegata a Rolland lo associa anche all’invenzione/sviluppo della piattaforma dual-cure in ambito Carbon.

Dalla tecnologia alla produzione: esempio L1 e industrializzazione su volumi
Carbon descrive la propria stampante L1 come sistema per produzione costante di parti grandi o molti pezzi piccoli grazie a un’area di stampa indicata come superiore a 1.000 cm². Nella comunicazione di prodotto, Carbon collega l’adozione del sistema a casi d’uso su volumi elevati e cita aziende come adidas, Specialized e Riddell come esempi di impiego della piattaforma in contesti dove la produzione additiva viene portata su numeri significativi. Questo tipo di messaggio è coerente con la nomina di un CTO con forte impronta “materials + productization”, perché l’industrializzazione su larga scala richiede stabilità di processo e materiali progettati per lavorare in modo prevedibile nel tempo.

Un tassello nella storia della leadership tecnica di Carbon
Carbon ha già comunicato in passato aggiornamenti di leadership che coinvolgevano la funzione CTO (ad esempio la promozione di Craig Carlson a CTO in un aggiornamento di alcuni anni fa). Inserire Rolland in quella posizione, nel 2026, indica una fase in cui l’azienda enfatizza la convergenza tra R&D e rilascio di prodotti monetizzabili: viene riportato che Rolland è stato associato internamente a prodotti con peso sui ricavi e alla capacità di portare tecnologie sul mercato.

Cosa osservare nei prossimi mesi: roadmap materiali, piattaforme e applicazioni
La nomina di un CTO con forte background su polimeri e piattaforme materiali suggerisce attenzione a tre aree: (1) ampliamento del catalogo resine con proprietà mirate (elastomeri, rigidi, alte temperature), (2) ottimizzazione del “pacchetto” processo + parametri + post-cura per aumentare ripetibilità e throughput, (3) sviluppo congiunto hardware/software per ridurre attriti nell’adozione industriale. Carbon descrive DLS come combinazione di componenti ottici e materiali “engineering-grade” e inquadra il CTO come guida trasversale su materiali e sviluppo stampa: è in quell’incastro che tipicamente nascono le evoluzioni più misurabili della piattaforma.

Di Fantasy

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