Shenzhen Creality 3D Technology Co., Ltd., la società cinese fondata nel 2014 a Shenzhen e considerata la più grande produttrice mondiale di stampanti 3D consumer, ha depositato una nuova “Application Proof” presso la Hong Kong Exchanges and Clearing Limited (HKEX), documento da 492 pagine che precede il prospetto ufficiale destinato agli investitori. Si tratta del secondo deposito della società presso l’HKEX, dopo quello originale dell’agosto 2025. Il documento, pur non costituendo un prospetto definitivo, è pubblicamente consultabile e contiene una quantità inedita di informazioni finanziarie, operative e strategiche che fino a oggi erano rimaste riservate.

Origini e struttura proprietaria: ancora fortemente in mano ai fondatori

Creality è stata fondata nel 2014 da quattro soci. Secondo quanto rivelato dall’Application Proof, questi quattro fondatori, attraverso le rispettive holding personali, controllano ancora oggi circa l’82% della società. Si tratta di una caratteristica insolita per un’azienda di questa dimensione, che non ha subito alcuna diluizione significativa in favore di investitori istituzionali. L’IPO rappresenterà dunque la prima vera apertura del capitale al mercato pubblico: attraverso la vendita di una quota di azioni sul mercato di Hong Kong, Creality punta a raccogliere fino a 200 milioni di dollari USA, fondi che saranno destinati allo sviluppo tecnologico, all’espansione internazionale, al rafforzamento del brand e a potenziali acquisizioni strategiche.

Dati finanziari: crescita costante dei ricavi, margini sotto pressione

Il documento pubblicato all’HKEX fornisce per la prima volta dati finanziari verificati su base pluriennale. I ricavi di Creality (convertiti da RMB a USD) mostrano una crescita significativa:

  • 2022: circa 195 milioni di dollari
  • 2023: circa 272 milioni di dollari
  • 2024: circa 331 milioni di dollari
  • 2025: circa 453 milioni di dollari

Il tasso di crescita annuale composto (CAGR) tra il 2022 e il 2025 si attesta al 32,4%. I margini lordi sono rimasti stabili intorno al 31% (31,8% nel 2023, 30,9% nel 2024, 31,2% nel 2025). Tuttavia, i dati sull’utile netto raccontano una storia più complessa: dopo un profitto di 19 milioni di dollari nel 2023 e di 13 milioni nel 2024, nel 2025 la società ha registrato una perdita netta di circa 26 milioni di dollari, in parte attribuita a una distribuzione straordinaria di dividendi. Il flusso di cassa operativo nel 2025 è risultato negativo per circa 9,3 milioni di dollari, segnale di crescente pressione sulla gestione operativa. Il mix di ricavi si è inoltre modificato: se nel 2023 i soli printer rappresentavano il 75% dei ricavi totali, nel 2025 questa quota è scesa al 57%, con una crescita della contribuzione da consumabili, scanner 3D e incisori laser.

Scale produttiva: tre stabilimenti e oltre 260.000 metri quadri

Il documento dell’HKEX offre dettagli inediti sulla capacità produttiva di Creality. La società dispone di tre impianti: uno a Shenzhen, uno a Huizhou e uno a Wuhan. La superficie produttiva complessiva ha superato i 260.000 metri quadri dopo l’entrata in funzione dello stabilimento di Huizhou, mentre l’impianto di Wuhan, con 80.000 mq, ha avviato la produzione di prova nel 2023. Nel 2025, i tassi di utilizzo degli impianti erano rispettivamente dell’88,8% a Huizhou, dell’89,8% a Wuhan e dell’86,5% a Shenzhen. Questi valori indicano un utilizzo della capacità produttiva estremamente elevato, e confermano che Creality non esternalizza in modo significativo la propria produzione, mantenendo il controllo diretto dell’intera filiera manifatturiera.

Portafoglio brevetti: oltre 900 titoli registrati

L’Application Proof indica che Creality vanta un portafoglio di oltre 900 brevetti, uno dei più consistenti tra i produttori di tecnologia per la stampa 3D a livello globale. Questo asset intellettuale assume rilevanza strategica in un settore dove la protezione dell’innovazione tecnologica sta diventando sempre più importante, soprattutto alla luce delle battaglie legali in corso tra i principali player, come quelle avviate da Bambu Lab contro Creality Cloud, Nexprint di ELEGOO e MakerOnline di Anycubic per violazione di proprietà intellettuale sui modelli caricati sulle piattaforme digitali.

Ecosistema aperto: firmware open-source e compatibilità con terze parti

Uno degli elementi strategici dichiarati nel documento riguarda il posizionamento di Creality rispetto all’ecosistema digitale: la società afferma che tutte le sue stampanti 3D utilizzano firmware open-source modificabile dagli utenti, e che i propri prodotti sono compatibili con consumabili, accessori e software di terze parti. Questa scelta si contrappone alla tendenza di alcuni concorrenti a costruire ecosistemi chiusi. Per Creality, l’apertura dell’ecosistema rappresenta un vantaggio competitivo nella fidelizzazione di una comunità maker e prosumer abituata alla personalizzazione.

La sfida di Bambu Lab e la perdita di quota di mercato

Il documento dell’HKEX include un grafico comparativo tra i principali produttori di stampanti 3D per valore lordo di mercato, in cui Creality occupa la seconda posizione, mentre la prima è occupata da una società indicata come “Azienda A”, quasi certamente identificabile con Bambu Lab. Secondo i dati di mercato CIC citati nel prospetto, nel 2024 Bambu Lab deteneva il 29% della quota di mercato consumer globale per unità spedite, con 1,2 milioni di pezzi, contro il 16,9% di Creality. Su base GMV, il divario era ancora più ampio: Bambu Lab registrava una quota del 35,5%, Creality dell’11,2%. Il numero di unità vendute da Creality è sceso da 870.700 nel 2023 a 742.400 nel 2025, anche se i ricavi da stampanti sono cresciuti del 26% nello stesso periodo grazie all’aumento del prezzo medio di vendita, segnale di uno spostamento verso prodotti di fascia più alta.

Canali di vendita: crescita dell’e-commerce diretto e diversificazione geografica

Un trend rilevante emerso dall’Application Proof è il cambiamento nel mix dei canali distributivi. La quota delle vendite online dirette è passata dal 35,7% del fatturato totale nel 2023 al 48,5% nel 2025, con piattaforme come Amazon ed eBay come principali driver internazionali, affiancate da Tmall e JD.com per il mercato cinese. Sul fronte geografico, i mercati nordamericano ed europeo hanno acquisito un peso sempre maggiore: nel 2025, queste due aree geografiche rappresentavano il 57,3% del fatturato complessivo, mentre la Cina (incluse Hong Kong, Macao e Taiwan) contribuiva per il 25,9%.

Russia, sanzioni e rischi legati ai dazi USA

Il documento dichiara apertamente che Creality ha effettuato alcune vendite in Russia ma sta “gradualmente riducendo” queste transazioni a causa delle sanzioni internazionali. Tra i principali fattori di rischio per il business, la società indica l’imprevedibilità delle politiche commerciali statunitensi, pur precisando che i dazi supplementari imposti dagli USA non hanno avuto un impatto materiale sul fatturato fino alla data di redazione del documento, grazie alla crescita continuata della domanda internazionale.

Prospettiva sull’IPO e destinazione dei proventi

Secondo quanto riportato da IFR e da altre fonti finanziarie, il target di raccolta dell’IPO è stimato intorno ai 200 milioni di dollari. I proventi saranno destinati a potenziare le capacità tecnologiche, espandere le operazioni internazionali, rafforzare i canali di vendita globali e perseguire eventuali partnership o acquisizioni strategiche. La finestra temporale della quotazione rimane REDACTED nel documento, ma la seconda presentazione all’HKEX in pochi mesi segnala un percorso di avanzamento del processo.

Di Fantasy

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