Un’analisi condotta dal giornalista e analista di Automate Construction, Jarret Gross, mostra un aumento netto del numero di progetti di 3D concrete printing (3DCP) attivi in diverse regioni del mondo, con una curva di adozione che si sta facendo sempre più ripida anno dopo anno. Gross ha compilato nel tempo un database di cantieri 3DCP, utilizzandolo come base per quantificare l’evoluzione del settore e individuare aree geografiche e tipologie di progetto in cui la tecnologia sta passando dalla fase sperimentale a quella operativa.
Come è stata costruita l’analisi sui progetti 3DCP
Il lavoro parte da un censimento sistematico dei progetti 3DCP noti, costruito mediante raccolta di dati pubblici, comunicati stampa, video e report di aziende e sviluppatori. Ogni progetto viene classificato per tipologia (abitazioni, elementi infrastrutturali, strutture sperimentali), per stato di avanzamento (pilota, dimostratore, uso commerciale) e per regione geografica, permettendo confronti nel tempo e tra aree. La base dati viene poi aggiornata periodicamente, così da evidenziare non solo il numero assoluto di iniziative, ma anche il ritmo con cui nuovi cantieri entrano in esecuzione.
Aree geografiche in cui la 3DCP sta accelerando
Dall’analisi emerge che la crescita non è uniforme: alcune regioni stanno assumendo un ruolo guida, mentre altre procedono con iniziative più sporadiche. In Nord America, la combinazione di startup e costruttori tradizionali sta generando un numero crescente di case monofamiliari, progetti dimostrativi e piccole strutture stampate, spesso focalizzate su riduzione dei tempi e dei costi di cantiere. In Europa, a fianco di iniziative di ricerca, si registrano casi concreti come mini case e abitazioni con pareti portanti stampate, oltre a dimostratori finanziati da enti pubblici per valutare l’integrazione della 3DCP in contesti normativi complessi.
Il ruolo di Asia e Medio Oriente
Nel quadro globale rientrano anche investimenti in Asia e nel Golfo, dove piani di sviluppo urbano e smart city includono in alcuni casi obiettivi specifici legati alla costruzione automatizzata. In Paesi come Arabia Saudita e India, report di mercato segnalano budget significativi destinati a soluzioni di costruzione digitale, tra cui 3DCP, in risposta a domanda abitativa, urbanizzazione rapida e necessità di ottimizzare l’uso della manodopera in cantiere. Questi contesti stanno creando terreno favorevole per progetti di scala più ampia, spesso condotti in collaborazione con fornitori internazionali di tecnologia.
Tipologie di progetti: dalle mini case alle strutture multipiano
Tra i progetti censiti spiccano soluzioni di piccola scala, come mini case di 30–40 m² pensate come dimostratori di abitazioni compatte o unità per turismo e hospitality, che consentono di testare materiali e configurazioni di pareti in condizioni reali. In parallelo si stanno affermando casi a maggiore complessità, come la prima casa in calcestruzzo stampata in 3D a due piani strutturalmente approvata in Giappone, sviluppata da Kizuki e COBOD con l’impiego di una malta specifica per 3DCP fornita da Siam Cement Group (SCG). Questi progetti multipiano richiedono un controllo più rigoroso di parametri come volume di materiale, continuità di pompaggio e conformità a norme strutturali e sismiche.
Metriche chiave: numero di progetti e volume di costruito
L’analisi di Jarret Gross non si limita al conteggio dei cantieri, ma considera anche indicatori come la superficie utile costruita e il volume totale di calcestruzzo estruso in 3D. Alcuni casi studio, ad esempio, quantificano il volume di malta 3DCP impiegata per correlare le prestazioni del sistema di pompaggio, la capacità dei silos di stoccaggio e la gestione delle finestre di lavorabilità del materiale. Queste metriche aiutano a capire se i progetti stanno procedendo verso scale più industriali o restano confinati a dimostratori a basso volume.
Fattori che spingono l’adozione della 3DCP
Diversi driver si ripetono nelle varie regioni: carenza di manodopera qualificata in edilizia, pressione sui costi di costruzione, necessità di accelerare i tempi di realizzazione, ma anche obiettivi di sostenibilità e riduzione degli sprechi di materiale. La stampa 3D in calcestruzzo promette una maggiore automazione delle fasi di costruzione delle pareti, il potenziale abbattimento degli scarti legati a casserature e tagli e una migliore tracciabilità dell’uso di materiali a basso impatto o miscele ottimizzate. A questo si aggiunge l’interesse per libertà di design e integrazione di funzioni – per esempio pareti multistrato che integrano canali per impianti e strati isolanti – difficili da ottenere con sistemi tradizionali.
Vincoli normativi e barriere pratiche
Nonostante la crescita, permangono ostacoli significativi che spiegano perché il numero di progetti 3DCP, pur in aumento, sia ancora modesto rispetto al volume complessivo di edilizia. Le normative edilizie e strutturali sono spesso concepite attorno a tecniche convenzionali e richiedono calcoli, certificazioni e responsabilità chiare per pareti stampate in strati, collegamenti con solai, prestazioni termiche e antincendio. Inoltre, un edificio non è composto solo da pareti: occorre coordinare elettricisti, idraulici, installatori di serramenti e finitori con geometrie e tolleranze che differiscono da blocchi o casseri tradizionali, introducendo complessità di integrazione.
Attori industriali e tecnologie in gioco
Il panorama 3DCP vede la presenza di fornitori di tecnologia come COBOD, che sviluppa sistemi gantry per estrusione di calcestruzzo, e startup locali che adattando robot industriali per creare piattaforme mobili o semi-mobili di stampa in cantiere. Società come 3DCP Group in Danimarca, oltre a sviluppare case dimostrative, stanno lavorando su modelli di business che combinano service di stampa e collaborazione con costruttori tradizionali. Parallelamente, grandi gruppi dei materiali, come SCG, investono in malte specifiche per la stampa 3D, bilanciando estrudibilità, buildability e controllo del ritiro, condizioni essenziali per passare dal monoplano al multipiano.
Dati di mercato: 3DCP nel contesto della stampa 3D per l’edilizia
Report dedicati al mercato della 3D concrete printing stimano un tasso di crescita composto elevato in prospettiva decennale, con un passaggio da pochi miliardi di dollari a volumi molto più consistenti nel medio-lungo termine, trainato da programmi di edilizia residenziale, infrastrutture e progetti governativi. In parallelo, analisi più ampie sul mercato della stampa 3D mostrano che l’edilizia è uno dei segmenti in accelerazione, al fianco di applicazioni industriali e medicali, con un contributo crescente di software avanzato e automazione robotica nei flussi di lavoro. Il quadro che emerge è quello di una tecnologia ancora in fase di consolidamento, ma con segnali concreti di maturazione nella convergenza tra robotica, materiali formulati ad hoc e requisiti regolatori più chiari.
Ecco una tabella riassuntiva (senza link) che puoi usare a fine articolo:
| Voce | Dato sintetico |
|---|---|
| Tecnologia | 3D concrete printing (3DCP), stampa 3D in calcestruzzo |
| Crescita stimata | CAGR > 30% su orizzonte di circa 10 anni |
| Mercato stampa 3D globale | Valore previsto in decine di miliardi di dollari entro 2030–2035 |
| Tipica mini‑casa 3DCP | Superficie indicativa 30–40 m² |
| Progetti multipiano | Prime case a due piani in calcestruzzo stampato in 3D già completate |
| Regioni più attive | Nord America, Europa, Asia, Medio Oriente |
| Attori chiave | Fornitori di sistemi 3DCP, produttori di malte dedicate, costruttori locali |
| Driver principali | Riduzione tempi, manodopera limitata, efficienza materiale, sostenibilità |
| Principali ostacoli | Normative edilizie, responsabilità strutturale, integrazione impiantistica |
