Un aggiornamento trasversale che tocca quattro piattaforme di stampa

Stratasys ha annunciato un pacchetto di novità che interessa più famiglie tecnologiche nello stesso momento: FDM con la F3300, PolyJet con le serie J3 e J5, la piattaforma P3 per le stampanti Origin e la stereolitografia Neo. All’insieme dei nuovi materiali si aggiunge un aggiornamento software per GrabCAD Print Pro pensato per migliorare la precisione dimensionale. Il messaggio industriale è chiaro: estendere gli usi delle macchine già installate senza chiedere ai clienti di cambiare piattaforma, ma aumentando la gamma di applicazioni affrontabili con materiali più specifici e strumenti software più mirati. Le dimostrazioni sono previste allo stand Stratasys alla fiera RAPID + TCT, in programma dal 14 al 16 aprile 2026.

ULTEM 1010 porta la F3300 verso attrezzature e componenti ad alta temperatura

La parte più rilevante per l’area FDM è l’arrivo del filamento ULTEM 1010 sulla Stratasys F3300. Si tratta di un termoplastico PEI ad alte prestazioni che Stratasys colloca nella fascia più alta del proprio portafoglio FDM per resistenza e comportamento termico. L’azienda lo collega in modo esplicito a componenti high-temperature e ad attrezzature per compositi, due aree nelle quali stabilità dimensionale e resistenza al calore incidono direttamente sulla qualità del risultato finale. Nella documentazione di Stratasys, ULTEM 1010 viene inoltre descritto come biocompatibile e utilizzabile anche in applicazioni medicali e food-related, mentre nel comunicato del 7 aprile viene evidenziato il coefficiente di espansione termica più basso del portafoglio FDM dell’azienda.

La combinazione tra ULTEM 1010, F3300 e Fortus FDC punta a ridurre il costo per pezzo

L’inserimento di ULTEM 1010 non viene presentato come semplice estensione catalogo. Stratasys lo lega alle caratteristiche della F3300, macchina progettata per la produzione con velocità e throughput che l’azienda indica fino a due volte superiori rispetto ai sistemi FDM industriali a estrusione più tradizionali, oltre a funzioni come l’autocalibrazione e una gestione più efficiente del materiale. Nel comunicato, Stratasys afferma anche che in estate 2026 ULTEM 1010 sarà disponibile in bobine più grandi per cicli più lunghi tramite il sistema Fortus FDC, compatibile con F900 e Fortus 450mc Gen III, così da sostenere produzioni estese con asciugatura integrata del filamento. Per i reparti che producono maschere, utensili e componenti tecnici in ambienti termicamente impegnativi, l’obiettivo dichiarato è diminuire il costo unitario senza sacrificare precisione e continuità produttiva.

Origin aggiunge un materiale tecnico per il calore e una resina pensata per food e pharma

Sulla piattaforma Origin P3, Stratasys introduce P3 Deflect 110, resina rivolta a componenti soggetti a temperatura e carico meccanico, come connettori automotive, staffe, dime e fissaggi. La scheda tecnica Stratasys lo presenta come un materiale con HDT di 110 °C, buona resistenza chimica e stabilità UV nel lungo periodo, caratteristiche che lo collocano nella fascia delle resine destinate a parti tecniche e non soltanto a prototipi concettuali. Accanto a questo materiale arriva anche Loctite 3D IND3785 Low Migration di Henkel, destinato a produzioni in piccoli lotti per ambienti alimentari e farmaceutici. Nel comunicato Stratasys il materiale viene descritto come adatto a contesti FDA ed EU compliant; nella pagina materiale l’azienda specifica certificazione EU 10/2011 e workflow validato per FDA CFR 177.1010, con applicazioni tipiche che includono componenti per contatto a breve termine con alimenti secchi, vassoi, alloggiamenti, jig, fixture e sistemi per packaging, sorting e dispensing.

ToughONE si estende su J3 e J5 e rafforza il ruolo funzionale di PolyJet

Sul fronte PolyJet, la novità più concreta è l’estensione di ToughONE White ai sistemi J3 e J5, mentre ToughONE Black aggiunge una variante con maggiore contrasto visivo per dimostrazioni, test e revisioni di progetto. Il punto interessante è che Stratasys non presenta ToughONE come semplice materiale “più robusto”, ma come tentativo di ridurre la distanza tra prototipo visivo e prototipo funzionale. Nella documentazione ufficiale il materiale viene descritto come lavorabile con foratura, fresatura e viti autofilettanti, con un livello di tenacità che permette anche pareti sottili, snap-fit e living hinges, mantenendo precisione dimensionale e qualità superficiale. Stratasys sottolinea inoltre la possibilità di integrarlo con altri materiali PolyJet nello stesso pezzo, combinando proprietà meccaniche differenti o codifiche cromatiche in un unico ciclo di stampa.

Somos WaterShed White amplia l’offerta SLA Neo con una formulazione orientata alla prototipazione dettagliata

Per la linea Neo SLA, Stratasys introduce Somos WaterShed White, nuova formulazione della famiglia WaterShed. La descrizione ufficiale la colloca nel segmento dei prototipi dettagliati che devono resistere anche a prove funzionali e non soltanto a valutazioni estetiche. Stratasys parla di durabilità, resistenza all’umidità, aspetto bianco opaco e finitura liscia direttamente in uscita dalla macchina, con l’obiettivo di ridurre interventi successivi di carteggiatura, finitura o verniciatura. La pagina materiale la avvicina, per comportamento, a ABS e PBT in termini di durata e resistenza all’umidità, mentre il comunicato specifica la validazione su tutte le stampanti Neo, inclusa la Neo800+ di grande formato.

GrabCAD Print Pro aggiunge la correzione automatica della deformazione basata su misura

L’altra novità importante non riguarda un materiale ma il controllo del risultato. Con Measurement-Based WAM, integrato in GrabCAD Print Pro, Stratasys introduce una correzione della deformazione basata su dati dimensionali misurati, applicata alla piattaforma Origin P3. La logica è ridurre le iterazioni necessarie quando si lavora con parti che devono rispettare tolleranze più strette, come connettori elettrici, jig e fixture di precisione. GrabCAD Print Pro è già descritto da Stratasys come un pacchetto di funzionalità aggiuntive orientate a migliorare accuratezza e risparmio di tempo; con questa estensione il software si sposta ancora di più verso una funzione di compensazione di processo, non solo di preparazione del job di stampa.

Il senso industriale dell’annuncio è nella specializzazione, non nel volume delle novità

Letto nel suo insieme, l’annuncio mostra come Stratasys stia lavorando per rendere più credibile l’uso della stampa 3D polimerica in scenari produttivi specifici: attrezzature per compositi e parti ad alta temperatura con ULTEM 1010, componenti tecnici su Origin con P3 Deflect 110, piccoli lotti regolati in food e pharma con la resina Loctite sviluppata da Henkel, prototipi funzionali più vicini al comportamento del pezzo finale con ToughONE, e prototipi SLA più robusti e rifiniti con Somos WaterShed White. A tenere insieme il tutto c’è il software, con una funzione che prova a intervenire direttamente su uno dei limiti più costosi dei workflow additivi, cioè la ripetizione di cicli di stampa per correggere deformazioni e scostamenti dimensionali.

Di Fantasy

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