Mega print farm di Shenzhen Huafast: scala e contesto

Un servizio di un portale cinese, ripreso da media di settore internazionali, mostra l’operatività di una fabbrica di Shenzhen Huafast Industry Co., Ltd., con sede a Shenzhen, focalizzata sulla produzione additiva di “toys and tools” tramite una vastissima farm di stampanti 3D FFF. Lo stabilimento parte da una base di 500 macchine gestite da Yang e dal suo team, cresciute a 5.000 in due anni, con l’obiettivo dichiarato di arrivare a 10.000 stampanti nel periodo successivo al Capodanno lunare.

Produzione ad altissimo volume: numeri chiave

Secondo il resoconto, la fabbrica è stata in grado di evadere un ordine di 40.000 soprammobili da scrivania in una sola settimana, utilizzando la farm da 5.000 stampanti. Viene proposto anche un esempio di capacità teorica: assumendo che ogni stampante produca un “piatto pieno” di quattro pezzi in tre ore, in 24 ore la farm potrebbe completare otto cicli per macchina, arrivando a 160.000 pezzi al giorno; raddoppiando a 10.000 macchine, la produzione settimanale salgono nell’ordine di oltre 2,2 milioni di pezzi, senza necessità di attrezzaggi o cambi stampo tipici delle tecniche tradizionali.

Impatto spaziale e organizzativo della farm

Per rendere l’idea della scala, viene immaginata una disposizione delle stampanti su scaffalature in rack da quattro livelli, con ogni stampante larga circa un metro: una simile configurazione porterebbe a una fila di scaffali lunga oltre un chilometro. Percorrerla a piedi richiederebbe intorno ai dieci minuti, passando accanto a migliaia di macchine in funzione, configurando una fabbrica additiva pensata per funzionare come un “anything factory” flessibile e riconfigurabile digitalmente.

Shenzhen e l’ecosistema di stampa 3D cinese

La scelta di Shenzhen come sede non è casuale: la città ospita diversi produttori di stampanti 3D e un ecosistema consolidato di elettronica, meccatronica e supply chain per la manifattura additiva, con la presenza di aziende di riferimento del settore. Questo contesto facilita l’approvvigionamento di hardware, componenti e materiali, oltre alla disponibilità di competenze tecniche per installare, manutenere e scalare un parco macchine da migliaia di unità.

Dalle print farm sperimentali alla produzione di massa

Il caso Huafast mostra come il concetto di print farm – nato spesso in ambito maker o per micro-produzione – stia evolvendo verso infrastrutture industriali che gestiscono migliaia di stampanti come un unico impianto. A differenza di iniziative focalizzate su sostenibilità e materiali circolari, qui l’accento è su volumi elevatissimi e tempi di consegna brevi per prodotti di largo consumo, sfruttando l’assenza di vincoli di attrezzaggio.

Prospettive e implicazioni per la manifattura additiva

Configurazioni di questo tipo indicano che la stampa 3D, almeno per alcune categorie di prodotti, può competere come tecnologia di produzione di massa, soprattutto quando flessibilità e varietà di design contano più del costo per pezzo assolutamente minimo. In prospettiva, la combinazione di mega print farm, automazione del flusso di lavoro e gestione centralizzata dei file di stampa potrebbe estendere il modello anche ad altri segmenti, riducendo la distanza fra prototipazione e produzione su larga scala.

Di Fantasy

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