US Navy: visori JHMCS stampati in 3D per supportare l’addestramento e ridurre costi e tempi di approvvigionamento

Perché la US Navy sta intervenendo sulla disponibilità dei visori
Diversi comandi della US Navy hanno avviato un’attività congiunta per realizzare tramite produzione additiva un componente legato al Joint Helmet Mounted Cueing System (JHMCS), sistema “helmet-mounted” che proietta simbologia e informazioni operative direttamente sul visore dell’aviatore. L’obiettivo dichiarato non è “fare sperimentazione”, ma rimuovere un collo di bottiglia pratico: il visore JHMCS di fornitura tradizionale aveva un costo unitario indicato in 870 dollari e tempi di approvvigionamento descritti come pluriennali, con conseguenze dirette sulla continuità dei corsi e sulla sostenibilità della catena di fornitura.

Chi è coinvolto: le organizzazioni Navy e la finalità addestrativa
Il lavoro viene attribuito a una collaborazione tra Naval Aviation Training Systems and Ranges Program Office (PMA-205), Naval Education and Training Command (NETC), Center for Naval Aviation Technical Training (CNATT) e la componente training & readiness di Commander, Naval Air Forces (CNAF N7). In base a quanto riportato, la manifattura additiva è impiegata per supportare requisiti di addestramento legati alla figura dell’Aircrew Survival Equipmentman, cioè personale che opera sulla preparazione e manutenzione dell’equipaggiamento di sicurezza e sopravvivenza dell’aviatore (imbraghi, visori/assemblati casco, equipaggiamento correlato). In questo scenario, la disponibilità fisica di componenti coerenti con le procedure didattiche diventa un requisito operativo per “far partire” e mantenere il curriculum.

Che cos’è il JHMCS e perché il visore è un componente “sensibile”
Il JHMCS è un sistema di visualizzazione montato sul casco che consente al pilota di vedere sul visore dati e simbologia (per esempio cue e parametri) e, nei sistemi di tipo “cueing”, di indirizzare sensori/armi verso ciò che sta osservando. Nella filiera industriale, il JHMCS è associato a player come Collins Aerospace (RTX) e Elbit Systems (in particolare per le evoluzioni e varianti come JHMCS II), e storicamente è stato adottato su piattaforme come F-15/F-16 e F/A-18. Proprio perché il visore svolge anche una funzione ottica e di protezione, le scelte su materiali e processi sono normalmente molto vincolate quando l’uso è operativo su velivolo; nel caso Navy descritto, la spinta principale è però l’addestramento e la disponibilità di unità per la didattica, con enfasi su ripetibilità e integrazione con l’Helmet Display Unit.

La soluzione: prototipo in ABS e criteri di accettazione funzionale
Secondo la ricostruzione pubblicata, il team ha sviluppato un prototipo di visore stampato in 3D in ABS che ha soddisfatto criteri pratici: accuratezza dimensionale, integrazione “pulita” con l’Helmet Display Unit e caratteristiche di rifilatura (trimming) considerate familiari rispetto al componente tradizionale. Il focus, quindi, non è soltanto “stampare una forma”, ma ottenere un pezzo che si comporti in modo prevedibile nelle operazioni tipiche di montaggio/gestione e nelle attività didattiche correlate.

Impatto economico e logistico: numeri dichiarati e implicazioni per il training
I dati indicati parlano di una richiesta annua CNATT nell’ordine di circa 40 unità e di una riduzione dei costi pari al 65% rispetto al modello precedente, oltre a una compressione dei tempi di consegna da anni a settimane. In un contesto di formazione, questo significa ridurre il rischio che un corso venga rallentato o riprogrammato per mancanza di dotazioni, e ridurre l’esposizione a forniture con lead time lunghi o non prevedibili.

Dal prototipo alla replicabilità: pacchetto dati tecnico e siti di stampa “intermediate-level”
Un passaggio chiave citato è la creazione di un supporting technical data package (pacchetto dati tecnico di supporto) per garantire la replicabilità del componente su più siti. L’idea è che la produzione possa essere ripetuta presso fleet intermediate-level maintenance print sites, cioè centri con capacità di stampa e manutenzione intermedia a supporto della flotta, trasformando l’approvvigionamento da “ordine esterno a lungo ciclo” a “capacità distribuita” con regole e dati controllati. In termini di gestione tecnica, il valore sta nell’uniformare geometrie, parametri e controlli minimi necessari affinché pezzi prodotti in luoghi diversi risultino coerenti con l’uso previsto.

Dichiarazioni dei responsabili: prontezza, fedeltà didattica e costi di ciclo di vita
Il Program Manager di PMA-205, Capt. Jonathan Schiffelbein, collega esplicitamente l’iniziativa a risultati “di flotta”: soddisfare requisiti formativi, aumentare la prontezza e tagliare costi lungo il ciclo di vita. Capt. Michael Polito (CNATT) inquadra invece il progetto come esempio di collaborazione finalizzata a soluzioni per l’addestramento tecnico aeronautico. Nel lessico Navy riportato, ricorrono concetti come agilità, instructional fidelity (fedeltà dell’addestramento rispetto a ciò che si deve replicare) e sostenibilità nel lungo periodo.

 

Immagine Generata AI
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Di Fantasy

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