3D People, service britannico specializzato in stampa 3D industriale, partecipa alla fiera Oceanology International di Londra presentando casi d’uso concreti della manifattura additiva polimerica per il settore marittimo e subsea. La manifestazione riunisce produttori di sistemi sonar, sensori oceanografici, veicoli autonomi subacquei e aziende dell’oil & gas offshore, un contesto in cui la prototipazione rapida e la produzione in piccoli lotti sono spesso critiche per iterare il design.
Dalla prototipazione funzionale ai componenti end‑use per l’ambiente marino
3D People si rivolge a OEM, integratori di sistemi e team R&D che necessitano componenti polimerici resistenti all’acqua salata, alla pressione e alle sollecitazioni meccaniche tipiche dell’ambiente oceanico, spaziando da gusci e carter per elettronica subsea fino a supporti strutturali e parti di interfaccia meccanica. Attraverso la stampa 3D, questi componenti possono essere iterati rapidamente nelle fasi di sviluppo, testati in vasca o in mare aperto e poi trasferiti quasi senza soluzione di continuità alla produzione in piccoli o medi lotti, mantenendo la stessa architettura e gli stessi materiali.
Tecnologie e materiali polimerici per il settore marittimo
Il portafoglio di 3D People comprende tecnologie come SLS, MJF e altri processi a letto di polvere, oltre a soluzioni a estrusione e a fotopolimerizzazione, selezionate in funzione dei requisiti di robustezza, finitura e stabilità dimensionale richiesti dalle applicazioni marine. Per custodie, gusci e distanziatori destinati a sonar e beacon subsea, il service utilizza tipicamente polimeri tecnici caricati o rinforzati, con buone proprietà meccaniche e una resistenza adeguata a shock termici, umidità e agenti chimici, spesso abbinati a finiture superficiali standardizzate che migliorano l’aspetto estetico e la tenuta.
Caso Applied Acoustics: stampa 3D per elettronica subsea
Una delle collaborazioni più rappresentative è quella tra 3D People e Applied Acoustics, produttore di sistemi acustici per applicazioni oceanografiche, che ha adottato la stampa 3D per realizzare gusci e componenti meccanici del BluFin Beacon Tester. In questo progetto, il passaggio dallo stampaggio a iniezione alla manifattura additiva ha evitato l’investimento in attrezzature dedicate e ha consentito di adeguare i volumi di produzione alla reale domanda, con la possibilità di modificare le geometrie tra un lotto e l’altro senza costi di ri‑attrezzaggio.
Oltre il “prezzo per pezzo”: vantaggi progettuali e supply chain digitale
3D People promuove una valutazione della stampa 3D che non si limiti al confronto diretto del costo unitario rispetto allo stampaggio a iniezione, ma consideri il valore generato in termini di libertà geometrica, integrazione funzionale, riduzione dei componenti e compressione dei tempi di sviluppo. In questa visione, la manifattura additiva supporta modelli di magazzino digitale, in cui i file rimangono in cloud e la produzione on‑demand permette di mantenere scorte fisiche ridotte, di realizzare varianti su richiesta e di ridurre i rischi di obsolescenza, aspetti particolarmente significativi per attrezzature e sensori marini a basso volume e alta complessità.
3D People come partner di sviluppo per l’industria oceanografica
In occasione di Oceanology International, 3D People si presenta non solo come fornitore di parti, ma come partner di sviluppo che supporta i clienti nella scelta della tecnologia, nel redesign per la stampa 3D e nella definizione delle strategie di industrializzazione. Questo approccio si integra con l’intero ciclo di vita del prodotto marino, dalla prototipazione funzionale alla produzione in serie limitate, fino ai ricambi on‑demand, aiutando OEM, integratori e operatori marini a ridurre rischi di supply chain e tempi di immissione sul mercato per sensori, moduli elettronici e sistemi subsea altamente specializzati.
