Il catalogo di LONGER 3D mostra un cambiamento significativo
LONGER 3D potrebbe essere nella fase conclusiva della propria attività come produttore di stampanti 3D desktop, almeno per quanto riguarda la gamma che ha caratterizzato il marchio negli ultimi anni. A suggerirlo non è, per il momento, un comunicato ufficiale nel quale LONGER 3D annuncia esplicitamente l’abbandono del settore, ma una serie di segnali visibili nel catalogo dell’azienda e nelle sue più recenti scelte di prodotto.
Il tema è stato sollevato da Fabbaloo osservando la situazione dello store ufficiale di LONGER 3D. Nella sezione dedicata alle stampanti 3D sono ancora presenti diversi modelli sviluppati in passato dall’azienda, ma quasi tutti risultano esauriti.
Tra le macchine elencate figurano prodotti FDM come LONGER LK4, LONGER LK4 Pro, LONGER LK4 X, LONGER LK1 e LONGER Cube 2, insieme alle stampanti a resina LONGER Orange 30 e LONGER Orange 4K.
La LONGER LK5 Pro rappresenta una delle poche eccezioni: il modello risulta ancora acquistabile in alcune configurazioni, con un prezzo sensibilmente inferiore rispetto a quello di listino precedente.
La combinazione tra prodotti esauriti, assenza di una nuova generazione chiaramente destinata a sostituirli e riduzione dei prezzi sulle unità ancora disponibili può essere interpretata come una progressiva dismissione del catalogo.
Non equivale però, da sola, alla conferma della cessazione definitiva della produzione di stampanti 3D da parte di LONGER 3D. In assenza di una dichiarazione formale dell’azienda, è più corretto parlare di una forte riduzione dell’attività e di uno spostamento delle priorità commerciali.
LONGER 3D nasce proprio nel settore della stampa tridimensionale
Il cambiamento assume maggiore rilevanza considerando la storia di LONGER.
L’azienda indica il 2016 come punto di partenza del proprio percorso nel settore e collega la propria crescita iniziale all’acquisizione di RepRapPro, realtà britannica legata alla fase pionieristica della stampa 3D RepRap.
Le stampanti tridimensionali hanno quindi rappresentato una componente centrale dell’identità di LONGER 3D.
Nel corso degli anni il produttore ha sviluppato due famiglie principali di sistemi: stampanti FDM della serie LK e macchine a fotopolimerizzazione della famiglia Orange.
Il catalogo LONGER ha coperto soprattutto la fascia consumer e maker, nella quale prezzo, volume di stampa e semplicità di utilizzo sono elementi determinanti nella scelta di una macchina.
Successivamente LONGER ha esteso le proprie attività verso altri strumenti di fabbricazione digitale, in particolare gli incisori laser. L’azienda propone oggi diverse macchine della famiglia Ray5, B1 e Nano, trasformandosi progressivamente da produttore concentrato sulla stampa 3D a marchio orientato a più tecnologie destinate alla personalizzazione e alla produzione digitale.
Lo stesso materiale istituzionale di LONGER descrive un percorso iniziato con le stampanti 3D e successivamente ampliato agli incisori laser e ad altre categorie di prodotto.
Il nuovo protagonista del catalogo è LONGER ePrint
La direzione scelta dall’azienda appare più chiara osservando LONGER ePrint.
Si tratta di una stampante UV desktop destinata alla personalizzazione di superfici e oggetti. La macchina utilizza testine inkjet che depositano inchiostri fotopolimerizzabili, induriti attraverso luce ultravioletta.
È quindi importante distinguere questa tecnologia dalla stampa 3D FDM o dalla stampa 3D a resina.
Una stampante FDM costruisce un oggetto depositando materiale termoplastico strato dopo strato. Una stampante a resina utilizza invece una sorgente luminosa per solidificare selettivamente un fotopolimero liquido.
Una stampante UV come LONGER ePrint deposita invece inchiostro direttamente sopra un supporto. Sovrapponendo più passaggi può produrre anche texture e rilievi tridimensionali, ma il suo obiettivo principale è decorare, personalizzare e modificare la superficie di un oggetto esistente.
LONGER presenta ePrint come una piattaforma capace di lavorare su materiali quali legno, vetro, metallo, acrilico, ceramica, pelle, plastica, tessuti e numerosi altri substrati.
Questa caratteristica porta il prodotto verso un pubblico in parte differente da quello tradizionale delle stampanti 3D.
Un utilizzatore di ePrint può, per esempio, personalizzare insegne, cover, articoli promozionali, piccoli prodotti commerciali, elementi decorativi, targhe, pannelli o oggetti realizzati in precedenza con una stampante 3D.
Due testine e dodici canali per la versione principale
La configurazione principale di LONGER ePrint utilizza due testine di stampa e un sistema a dodici canali.
LONGER dichiara per il modello una risoluzione massima di 1440 DPI e utilizza serbatoi da 200 ml per ciascuno dei dodici canali. Il sistema può combinare colori, bianco, vernice trasparente e altri effetti in funzione della configurazione scelta.
Un aspetto sul quale LONGER insiste è la possibilità di creare superfici in rilievo attraverso la sovrapposizione di numerosi strati di inchiostro UV.
Nella pagina commerciale attuale l’azienda indica la possibilità di ottenere texture con uno spessore che può arrivare fino a circa 15 millimetri in determinate condizioni.
Non si tratta quindi soltanto di stampare una fotografia sopra una superficie. Il sistema può utilizzare la quantità di materiale depositato per creare scritte, motivi, pennellate simulate ed effetti tattili.
Accanto alla ePrint standard, LONGER ha sviluppato anche ePrint SE, una configurazione più semplice dotata di una singola testina e sei canali di inchiostro.
Kickstarter ha fornito a LONGER un segnale commerciale molto chiaro
La scelta di puntare sulla stampa UV è stata accompagnata da una campagna di crowdfunding.
LONGER ha presentato la famiglia ePrint su Kickstarter alla fine del 2025. Secondo i dati comunicati dall’azienda, la campagna ha superato un milione di dollari nei primi 45 minuti e ha successivamente oltrepassato i quattro milioni di dollari.
Per LONGER si tratta di un risultato importante perché offre una misura immediata dell’interesse per questa categoria di macchine.
I prezzi previsti durante la fase iniziale della campagna partivano da 1.499 dollari per LONGER ePrint SE e da 1.899 dollari per LONGER ePrint, mentre il pacchetto più completo veniva proposto a 2.949 dollari.
Queste cifre collocano la piattaforma in una fascia superiore rispetto alle tradizionali stampanti 3D consumer dell’azienda, che venivano vendute per alcune centinaia di dollari.
Il cambiamento non riguarda quindi soltanto la tecnologia. Modifica anche il tipo di cliente al quale LONGER può rivolgersi e il valore economico medio di ogni macchina venduta.
La stampa UV desktop sta attirando diversi produttori
LONGER 3D non è l’unica azienda proveniente dal mondo maker e della stampa 3D ad aver individuato nella stampa UV un possibile settore di crescita.
Un precedente particolarmente significativo è quello di AnkerMake.
Anker Innovations aveva introdotto il marchio AnkerMake nel settore delle stampanti 3D FDM con modelli come AnkerMake M5 e AnkerMake M5C.
Nel marzo 2025 Anker Innovations ha trasformato AnkerMake in eufyMake, ampliando la strategia del marchio verso strumenti destinati alla personalizzazione e alle piccole attività produttive.
La protagonista della nuova fase è diventata eufyMake E1, una stampante UV desktop capace di realizzare anche texture tridimensionali.
La campagna Kickstarter dedicata a eufyMake E1 ha raccolto circa 46,7 milioni di dollari, diventando uno dei casi di crowdfunding più rilevanti nel settore dell’hardware creativo.
Il risultato non dimostra automaticamente che ogni stampante UV possa avere lo stesso successo, ma aiuta a spiegare perché aziende come LONGER stiano valutando questa categoria con grande attenzione.
Anche HeyGears sta entrando nello stesso spazio
Un altro nome da considerare è HeyGears.
L’azienda, conosciuta soprattutto per le proprie stampanti 3D a resina e per sistemi destinati anche all’ambito professionale, ha presentato la serie HeyGears G1.
Il modello HeyGears G1X combina nello stesso sistema stampa UV, realizzazione di texture e stampa tridimensionale a colori.
L’approccio di HeyGears è quindi diverso da quello di LONGER ePrint, ma evidenzia la stessa tendenza: la personalizzazione a colori e la deposizione UV stanno diventando un territorio nel quale diversi produttori di hardware per fabbricazione digitale vedono nuove opportunità.
Il risultato potrebbe essere un mercato molto più competitivo rispetto a quello esistente soltanto pochi anni fa.
LONGER, eufyMake di Anker Innovations e HeyGears non stanno semplicemente presentando tre prodotti simili. Stanno cercando di convincere maker, designer, piccoli laboratori e attività commerciali a utilizzare una stampante desktop per realizzare prodotti personalizzati vendibili direttamente al cliente finale.
Il mercato delle stampanti 3D economiche è diventato più difficile
La possibile riduzione dell’impegno di LONGER nelle stampanti 3D tradizionali va analizzata anche alla luce di ciò che è accaduto nella fascia consumer.
Il segmento entry-level continua a vendere un numero elevato di macchine, ma si è concentrato attorno a un gruppo relativamente ristretto di produttori.
I dati pubblicati dalla società di analisi CONTEXT per il primo trimestre del 2025 indicavano oltre un milione di stampanti 3D entry-level spedite nel mondo in tre mesi, con un incremento del 15% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente.
Il dato più significativo riguardava la provenienza dei sistemi: i produttori cinesi rappresentavano circa il 95% delle unità distribuite nella categoria entry-level.
Creality deteneva in quel periodo una quota del 39% in termini di unità vendute, mentre Bambu Lab registrava una crescita annuale delle spedizioni del 64%. Anche Flashforge ed Elegoo mostravano un andamento positivo.
A questi marchi si aggiunge Anycubic, altro produttore con una presenza consolidata sia nelle stampanti FDM sia nei sistemi a resina.
In un mercato di questo tipo, per un marchio più piccolo diventa complesso competere soltanto attraverso il prezzo.
Bambu Lab e Creality hanno modificato le aspettative degli utenti
Una delle trasformazioni più evidenti del segmento consumer riguarda la quantità di funzioni che gli acquirenti si aspettano da una stampante 3D.
Velocità elevate, calibrazione automatica, compensazione delle vibrazioni, connessione di rete, telecamere, controllo remoto e sistemi multicolore sono diventati elementi presenti su un numero crescente di prodotti.
Bambu Lab ha contribuito in modo significativo a innalzare queste aspettative, mentre Creality, Elegoo, Anycubic, Flashforge e altri produttori hanno progressivamente aggiornato le proprie piattaforme.
Questo crea un problema per i marchi che utilizzano ancora architetture sviluppate alcune generazioni fa.
Una stampante può continuare a produrre oggetti correttamente, ma deve confrontarsi con sistemi più veloci, automatizzati e integrati nell’utilizzo quotidiano.
La LONGER LK5 Pro, per esempio, offre un volume di costruzione di 300 × 300 × 400 millimetri, un telaio aperto e una struttura che ha avuto senso nella generazione di stampanti nella quale è stata progettata. Il mercato del 2026 propone però molte alternative con caratteristiche più moderne.
Sviluppare una piattaforma completamente nuova richiede investimenti in progettazione meccanica, elettronica, firmware, software, produzione, distribuzione e assistenza.
Per un’azienda come LONGER può quindi risultare più interessante investire in una categoria nella quale la concorrenza è ancora in fase di assestamento.
Kingroon rappresenta un altro esempio di cambiamento
Il caso di LONGER non sarebbe isolato.
Kingroon, altro marchio conosciuto dagli utenti delle stampanti 3D economiche, ha progressivamente concentrato la propria attività sui materiali di consumo.
L’offerta attuale di Kingroon mette in primo piano bobine di PLA, PETG, TPU e altri filamenti destinati alle stampanti 3D FDM.
In questo modo l’azienda continua a operare all’interno dell’ecosistema della fabbricazione additiva senza dover sostenere il ciclo continuo di sviluppo necessario per competere nel mercato delle nuove stampanti.
Sono strategie differenti, ma originate da un problema simile: quando l’hardware diventa altamente competitivo, un produttore può scegliere di specializzarsi in una parte diversa della catena del valore.
Kingroon ha puntato sui materiali. LONGER sembra orientarsi maggiormente verso incisione laser e stampa UV.
LONGER non sta necessariamente abbandonando l’intero ecosistema 3D
È importante evitare una conclusione troppo netta.
Anche nel caso in cui LONGER interrompesse effettivamente lo sviluppo di nuove stampanti FDM e a resina, non significherebbe necessariamente un completo distacco dal mondo della stampa 3D.
Gli oggetti realizzati con stampanti 3D rappresentano infatti uno dei possibili supporti per una stampante UV.
Un componente stampato in PLA, PETG, ABS o resina può essere successivamente decorato attraverso ePrint, aggiungendo colori, loghi, texture e dettagli superficiali che sarebbero difficili da ottenere direttamente con un sistema FDM tradizionale.
La produzione additiva e la stampa UV possono quindi diventare tecnologie complementari.
È possibile immaginare un piccolo laboratorio nel quale una stampante 3D produce la geometria dell’oggetto mentre una macchina come LONGER ePrint realizza la finitura grafica.
Da questo punto di vista, LONGER potrebbe spostarsi da produttore della macchina che crea il pezzo a produttore della macchina che ne completa la personalizzazione.
Il segnale principale resta l’assenza di una nuova gamma 3D
Il punto centrale non è quindi l’arrivo di ePrint preso singolarmente.
LONGER aveva già esteso la propria attività agli incisori laser senza abbandonare immediatamente le stampanti 3D.
La differenza è che oggi l’espansione della stampa UV coincide con una gamma di stampanti 3D in cui numerosi modelli risultano esauriti e nella quale non è evidente una nuova generazione pronta a sostituire i prodotti precedenti.
È questa combinazione a rendere plausibile l’interpretazione proposta da Fabbaloo.
Finché LONGER non comunicherà formalmente una decisione, non è possibile affermare che l’azienda abbia cessato definitivamente la produzione di stampanti 3D.
I segnali commerciali indicano però che il centro della strategia si sta spostando.
Per LONGER la sfida si trasferisce ora nel mercato UV
Uscire da un mercato competitivo non significa automaticamente entrare in uno più semplice.
Se LONGER intende costruire il proprio futuro attorno alla stampa UV desktop, dovrà confrontarsi con aziende che stanno investendo nello stesso settore.
eufyMake dispone del sostegno industriale di Anker Innovations e ha dimostrato attraverso la campagna di eufyMake E1 l’esistenza di una domanda consistente.
HeyGears sta portando sul mercato sistemi capaci di combinare stampa tridimensionale, colore e tecnologia UV.
Altri produttori potrebbero seguire la stessa direzione, soprattutto se la personalizzazione di oggetti destinati a piccoli negozi, attività Etsy, laboratori creativi e servizi di produzione continuerà ad attirare nuovi clienti.
LONGER possiede però una competenza maturata nella progettazione di sistemi cartesiani, elettronica di controllo, software, gestione del movimento e produzione hardware. Diverse di queste competenze possono essere trasferite dalle stampanti 3D e dagli incisori laser a una macchina UV.
La domanda diventa quindi meno legata alla capacità tecnica di costruire una macchina e più alla possibilità di differenziarla in termini di prezzo, affidabilità, software, gestione degli inchiostri, manutenzione e costi operativi.
Una trasformazione che racconta anche l’evoluzione del settore
Il possibile ridimensionamento della produzione di stampanti 3D da parte di LONGER rappresenta un caso interessante perché mostra come il mercato della fabbricazione digitale stia diventando più segmentato.
Per molti anni la stampante 3D desktop ha rappresentato il principale strumento associato al movimento maker.
Oggi sullo stesso tavolo possono convivere stampanti 3D, incisori laser, sistemi CNC, plotter da taglio e stampanti UV.
Le aziende non sono quindi obbligate a rimanere legate alla categoria con la quale sono nate.
LONGER sembra aver individuato nella stampa UV una possibilità di crescita più interessante rispetto allo sviluppo di un’altra stampante FDM destinata a confrontarsi direttamente con Bambu Lab, Creality, Elegoo, Anycubic e Flashforge.
La situazione del catalogo suggerisce una transizione già avanzata, ma resta necessario distinguere questa lettura da un annuncio ufficiale di uscita dal settore, che LONGER non ha pubblicato.
Il futuro del marchio potrebbe quindi essere meno legato alla costruzione tridimensionale dell’oggetto e più concentrato su ciò che accade dopo: incisione, colore, texture e personalizzazione.
Questo articolo è stato redatto con il supporto di strumenti di intelligenza artificiale (AI)
