The Elmet Group ha firmato un accordo definitivo per acquisire da OSRAM GmbH, società del gruppo ams OSRAM, le attività di produzione di tungsteno e molibdeno dello stabilimento di Schwabmünchen, in Baviera, creando così la prima base manifatturiera europea del gruppo statunitense dedicata ai metalli refrattari. L’operazione, annunciata l’8 settembre 2026 e prevista in chiusura nel primo trimestre del 2027, riguarda un impianto industriale attivo dal 1961 e dotato di una filiera fortemente integrata che parte dalla produzione delle polveri metalliche e prosegue attraverso pressatura, sinterizzazione, deformazione, trafilatura e lavorazioni finali. Per Elmet non si tratta quindi soltanto di acquisire capacità produttiva aggiuntiva, ma di trasferire in Europa il modello verticalmente integrato già utilizzato negli Stati Uniti per tungsteno, molibdeno e relative leghe.
L’acquisizione sarà realizzata tramite Elmet Technologies GmbH, nuova società tedesca costituita per l’operazione. La produzione di Schwabmünchen comprende polveri, barre, fili di diverso diametro, elettrodi e componenti lavorati, destinati storicamente in misura importante all’industria dell’illuminazione ma utilizzabili anche in settori come semiconduttori, medicale, automotive, difesa, ricerca sulla fusione nucleare e applicazioni industriali ad alta temperatura. Elmet intende inoltre ampliare nel tempo il portafoglio dello stabilimento introducendo TZM, una lega di molibdeno rinforzata con titanio e zirconio, e tungsten heavy alloy, famiglia di leghe pesanti a elevato contenuto di tungsteno.
Uno stabilimento che produce tungsteno e molibdeno dal 1961
Lo stabilimento di Schwabmünchen non è semplicemente un sito nel quale vengono lavorati semilavorati acquistati da fornitori esterni. La struttura comprende buona parte della catena metallurgica necessaria per trasformare la materia prima in prodotti finiti o semifiniti. Il processo inizia dalla preparazione delle polveri e prosegue attraverso pressatura, sinterizzazione, swaging, trafilatura e finitura.
Questo livello di integrazione assume particolare importanza nel caso dei metalli refrattari. Tungsteno e molibdeno possiedono temperature di fusione estremamente elevate e caratteristiche che rendono difficile utilizzare molti dei processi metallurgici convenzionali impiegati per acciai o leghe di alluminio. La metallurgia delle polveri costituisce quindi una delle tecnologie fondamentali: la polvere viene preparata con caratteristiche controllate, compattata e successivamente sinterizzata ad alta temperatura prima di passare alle successive operazioni di deformazione e lavorazione.
| Fase produttiva di Schwabmünchen | Funzione |
|---|---|
| Produzione/preparazione polveri | Creazione della materia prima metallica controllata |
| Pressatura | Compattazione della polvere |
| Sinterizzazione | Consolidamento termico del materiale |
| Swaging | Deformazione e riduzione progressiva della sezione |
| Trafilatura | Produzione di fili e sezioni sottili |
| Finitura | Ottenimento delle dimensioni e superfici richieste |
| Lavorazioni meccaniche | Componenti finiti secondo disegno |
| Laboratorio interno | Analisi chimiche e fisiche dei materiali |
Il sito dispone inoltre di un laboratorio interno per analisi chimiche e fisiche, elemento importante per una produzione nella quale purezza, microstruttura, granulometria, proprietà meccaniche e controllo delle contaminazioni possono determinare la possibilità di utilizzare il materiale in applicazioni particolarmente sensibili.
Circa 260 addetti e un impianto fortemente digitalizzato
Un elemento interessante dell’acquisizione riguarda il livello di digitalizzazione già raggiunto dal sito. Secondo la documentazione dell’Industrie 4.0 Award, Schwabmünchen impiega circa 260 persone e utilizza tecnologie IoT e sistemi digitali da circa vent’anni. Nel 2024 lo stabilimento di ams OSRAM è stato premiato nella categoria Smart Digitalization dell’Industrie 4.0 Award organizzato da EFESO.
La produzione presenta una complessità notevole. Lo stabilimento realizza prodotti intermedi utilizzati in una quota molto ampia delle attività OSRAM e il processo del tungsteno può comprendere circa 60 passaggi all’interno del sito, seguiti da ulteriori operazioni in altre strutture. Per gestire la tracciabilità, il sito ha sviluppato un sistema nel quale il materiale viene identificato lungo l’intera catena, dalla lavorazione della polvere alla produzione delle barre e successivamente dei fili grossi e sottili.
Il sistema di digitalizzazione raccoglie circa 1.000 set di dati provenienti da processi differenti, comprendendo riduzione chimica, sinterizzazione e deformazione meccanica. I dati vengono utilizzati anche attraverso algoritmi sviluppati internamente per controllo della produzione, ottimizzazione dei processi e gestione della qualità. Per Elmet significa acquisire non soltanto macchine e capacità metallurgica, ma anche un’infrastruttura digitale già strutturata attorno alla tracciabilità di materiali particolarmente sensibili.
Il tungsteno: densità elevata e temperature estreme
Il tungsteno è uno dei metalli con la più alta temperatura di fusione, circa 3.422 °C, ed è caratterizzato da una densità di circa 19,3 g/cm³. Queste proprietà spiegano l’impiego in applicazioni nelle quali sono richieste resistenza alle temperature elevate, elevata densità o capacità di mantenere caratteristiche meccaniche in condizioni difficili.
Tra le applicazioni tradizionali figurano elettrodi, componenti per forni industriali, contatti elettrici, fili, schermature, utensili e sistemi destinati all’elettronica. Il tungsteno ha inoltre un ruolo crescente nelle applicazioni per difesa, aerospazio e fusione nucleare.
Nella ricerca sulla fusione, in particolare, viene studiato e utilizzato come materiale destinato alle superfici esposte al plasma grazie alla combinazione di temperatura di fusione, resistenza all’erosione e caratteristiche termiche. Elmet considera esplicitamente la fusione e la ricerca sulle alte energie tra i mercati che potranno beneficiare della nuova capacità europea.
Il molibdeno completa il portafoglio dei metalli refrattari
Il molibdeno presenta una temperatura di fusione di circa 2.623 °C e una densità significativamente inferiore a quella del tungsteno, nell’ordine di 10,2 g/cm³. Viene impiegato nei forni ad alta temperatura, nell’elettronica, nei semiconduttori, negli elettrodi per la lavorazione del vetro, nei sistemi medicali e in numerose applicazioni nelle quali occorrono stabilità dimensionale e resistenza termica.
| Proprietà indicativa | Tungsteno (W) | Molibdeno (Mo) |
|---|---|---|
| Temperatura di fusione | circa 3.422 °C | circa 2.623 °C |
| Densità | circa 19,3 g/cm³ | circa 10,2 g/cm³ |
| Famiglia | Metallo refrattario | Metallo refrattario |
| Lavorazione tipica | Metallurgia delle polveri | Metallurgia delle polveri |
| Applicazioni | Fusione, difesa, semiconduttori, medicale, alte temperature | Forni, semiconduttori, medicale, vetro, elettronica |
| Disponibilità futura a Schwabmünchen | Già prodotto | Già prodotto |
Per Elmet, tungsteno e molibdeno non rappresentano attività nuove. Negli Stati Uniti il gruppo gestisce già stabilimenti dedicati alla produzione e lavorazione di questi materiali in Maine, Ohio e Michigan, con capacità che comprendono produzione delle polveri, pressatura, sinterizzazione, deformazione e lavorazione meccanica. Schwabmünchen estende quindi in Europa una struttura industriale che il gruppo conosce già.
Elmet vuole aggiungere TZM e tungsten heavy alloy
L’operazione non si limiterà a mantenere l’attuale catalogo dello stabilimento. Elmet ha comunicato l’intenzione di investire negli impianti, nella capacità produttiva, nei sistemi qualità e nelle competenze commerciali e di ampliare la gamma con TZM e tungsten heavy alloy.
La lega TZM è basata prevalentemente sul molibdeno con piccole aggiunte di titanio, zirconio e carbonio. Rispetto al molibdeno puro offre maggiore resistenza meccanica alle alte temperature e migliore resistenza alla ricristallizzazione. Viene utilizzata per utensili di formatura a caldo, componenti per forni, applicazioni aerospaziali e parti sottoposte a forti carichi termici.
Le tungsten heavy alloys, invece, contengono percentuali molto elevate di tungsteno combinate generalmente con metalli come nichel, ferro o rame. Permettono di conservare gran parte dell’elevata densità del tungsteno ottenendo contemporaneamente una lavorabilità e una duttilità superiori rispetto al metallo puro.
| Materiale | Caratteristica principale | Applicazioni indicative |
|---|---|---|
| Tungsteno puro | Temperatura di fusione e densità molto elevate | Fusione, alte temperature, elettronica |
| Molibdeno puro | Stabilità alle alte temperature con densità inferiore | Forni, semiconduttori, vetro |
| TZM | Molibdeno rinforzato con Ti-Zr-C | Utensili, forni, aerospazio |
| Tungsten Heavy Alloy | Elevata densità e migliore lavorabilità | Difesa, schermature, contrappesi, medicale |
L’introduzione di queste due famiglie permetterebbe allo stabilimento tedesco di avvicinarsi ulteriormente all’attuale portafoglio produttivo di Elmet negli Stati Uniti.
L’additive manufacturing fa già parte della strategia di Elmet
Per il settore della stampa 3D metallica l’acquisizione è interessante soprattutto perché Elmet sta investendo parallelamente nell’additive manufacturing dei metalli refrattari. L’azienda produce già polveri di tungsteno e molibdeno e ha sviluppato processi specifici per ottenere particelle destinate sia alla metallurgia delle polveri tradizionale sia alla produzione additiva.
Nell’aprile 2026 Elmet Technologies ha annunciato l’ottenimento del brevetto statunitense US 12,571,080, “Fabrication of Metallic Parts by Additive Manufacturing”. Il brevetto riguarda metodi per produrre oggetti metallici tridimensionali utilizzando letti di polvere composti da particelle sostanzialmente sferiche e materiali comprendenti anche leghe pesanti di tungsteno con aggiunte controllate di nichel, ferro, rame, cobalto o manganese.
Nel 2025 l’azienda aveva inoltre ottenuto un brevetto dedicato alla produzione di powder per tungsten heavy alloys, basato su processi che comprendono spray drying e, opzionalmente, densificazione al plasma per ottenere particelle composite più sferiche e scorrevoli. La fluidità e la regolarità granulometrica sono parametri particolarmente importanti nei processi Powder Bed Fusion, dove ogni nuovo strato deve essere distribuito uniformemente sulla superficie di costruzione.
È però importante distinguere tra le capacità complessive del gruppo e quelle annunciate per Schwabmünchen. Elmet non ha comunicato, al momento dell’acquisizione, l’installazione immediata di sistemi additive manufacturing nello stabilimento tedesco. La rilevanza per l’AM deriva soprattutto dalla possibilità di avere in Europa una filiera interna di produzione e controllo delle polveri di tungsteno e molibdeno collegata a un gruppo che possiede già proprietà intellettuale e programmi di investimento specifici nella stampa 3D dei refrattari.
Un investimento statunitense da 4,3 milioni di dollari comprende anche l’AM
Nel giugno 2026 Elmet Technologies ha ricevuto negli Stati Uniti un contratto governativo da 4,3 milioni di dollari destinato allo sviluppo di capacità produttive per componenti in molibdeno e altri metalli refrattari utilizzati nei programmi della difesa statunitense.
Il programma comprende investimenti in additive manufacturing, lavorazioni meccaniche di precisione, automazione della produzione, sistemi di alimentazione dei materiali, post-processing, finitura e controllo. Anche questo progetto mostra come Elmet non consideri la stampa 3D come una tecnologia isolata, ma come una fase integrabile nella stessa catena che comprende preparazione della polvere, produzione, trattamenti successivi e ispezione.
Per tungsteno e molibdeno questo approccio è particolarmente importante. Stampare il componente rappresenta soltanto una parte del problema: caratteristiche della polvere, contenuto di ossigeno, densità, formazione di cricche, tensioni residue, trattamento termico e lavorazioni finali possono determinare il risultato finale.
Schwabmünchen potrebbe rafforzare il controllo europeo sulle polveri
La capacità di produrre direttamente la polvere assume quindi una rilevanza che va oltre l’attuale catalogo dello stabilimento. Elmet produce negli Stati Uniti tungsteno con purezze dichiarate fino al 99,999% e molibdeno standard al 99,95%, adattando distribuzione granulometrica e caratteristiche delle polveri alle diverse applicazioni.
Per la produzione additiva non è sufficiente utilizzare la stessa polvere destinata alla pressatura tradizionale. Powder Bed Fusion e altri processi AM richiedono generalmente morfologia, granulometria, fluidità e densità apparente specifiche. Tuttavia, controllare internamente la trasformazione dal precursore metallico fino alla polvere costituisce un vantaggio nella fase di sviluppo perché permette di intervenire direttamente sui parametri del materiale anziché dipendere completamente da un fornitore esterno.
L’eventuale sviluppo futuro di polveri AM nello stabilimento tedesco non è stato ancora annunciato, ma l’acquisizione crea la base industriale dalla quale Elmet potrebbe servire il mercato europeo con una gamma più ampia di materiali refrattari.
Tungsteno strategico anche per l’Unione Europea
L’operazione assume un significato particolare nel contesto europeo delle materie prime critiche. Il Critical Raw Materials Act dell’Unione Europea include il tungsteno sia nell’elenco delle materie prime critiche sia tra quelle strategiche. L’UE considera questo metallo importante per difesa, aerospazio e altre tecnologie strategiche e ha fissato obiettivi per aumentare entro il 2030 capacità interna di estrazione, lavorazione e riciclo.
La Commissione europea indica per il tungsteno una significativa dipendenza dalle forniture esterne, soprattutto nella fase di trasformazione. Per le materie prime strategiche il regolamento europeo punta complessivamente a una capacità interna di lavorazione pari ad almeno il 40% del consumo annuale dell’Unione entro il 2030, oltre a una maggiore diversificazione geografica delle importazioni.
L’acquisizione di Schwabmünchen da parte di un gruppo statunitense non rende naturalmente il tungsteno una materia prima estratta in Europa, ma mantiene e potenzialmente amplia nel territorio dell’UE una capacità industriale di trasformazione. Questo aspetto può diventare importante per clienti appartenenti a difesa, energia, semiconduttori e aerospazio che cercano catene di approvvigionamento più corte e diversificate.
Fusione nucleare: il tungsteno come materiale rivolto verso il plasma
Uno dei mercati espressamente indicati da Elmet è la ricerca sulla fusione nucleare. Il tungsteno è considerato uno dei principali materiali per le superfici dei reattori sperimentali direttamente esposte al plasma. La sua temperatura di fusione molto elevata, la bassa erosione e le proprietà termiche lo rendono adatto ad applicazioni come divertori e componenti sottoposti ad elevati flussi termici.
La produzione di componenti in tungsteno per questi sistemi rimane però tecnicamente complessa. Il metallo è difficile da lavorare, presenta comportamento fragile a determinate temperature e la produzione di geometrie particolarmente articolate può essere costosa. È proprio per questo che l’additive manufacturing dei refrattari sta attirando l’interesse della ricerca: permette potenzialmente di realizzare forme e sistemi di raffreddamento che sarebbero difficili da produrre attraverso lavorazioni convenzionali.
Per Elmet, un sito europeo significa trovarsi fisicamente più vicino a numerosi programmi di ricerca sulla fusione condotti nell’Unione Europea e nel Regno Unito.
Semiconduttori, EUV e processi ad alta temperatura
Un altro settore individuato da Elmet è quello dei semiconduttori. Tungsteno e molibdeno vengono utilizzati in attrezzature per litografia EUV, processi termici, deposizione di film sottili e componenti sottoposti ad alte temperature o che richiedono grande stabilità dimensionale.
Il tungsteno viene inoltre utilizzato nei processi di Chemical Vapor Deposition attraverso precursori come l’esafluoruro di tungsteno, mentre il molibdeno trova applicazione in target per sputtering, strutture ad alta temperatura e componenti di processo.
Avere una produzione europea può ridurre tempi logistici e semplificare il supporto tecnico per clienti che operano nell’industria europea dei semiconduttori, un settore nel quale la qualità del materiale e la ripetibilità della fornitura hanno un peso molto maggiore del solo costo per chilogrammo.
Medicale, automotive e industria continuano a essere mercati importanti
Accanto alle nuove applicazioni, lo stabilimento continuerà a servire settori consolidati. I fili di tungsteno hanno una lunga storia nell’illuminazione, mentre tungsteno e molibdeno vengono utilizzati in sistemi per raggi X, apparecchiature medicali, elettrodi per la fusione del vetro, saldatura, thermal spray e componenti per forni industriali.
Nel medicale le leghe pesanti di tungsteno vengono impiegate anche per schermature radiologiche grazie alla loro elevata densità. Rispetto al piombo permettono in determinate applicazioni di ottenere schermature compatte e parti meccanicamente più robuste.
Questa diversificazione è importante per comprendere l’interesse di Elmet per Schwabmünchen: la nuova struttura non dipenderà necessariamente dal solo mercato dell’illuminazione che ne ha storicamente giustificato lo sviluppo.
Una fabbrica Industria 4.0 diventa parte del modello verticalizzato di Elmet
L’incontro tra il modello industriale di Elmet e quello dello stabilimento tedesco presenta un elemento particolarmente interessante. Elmet punta sull’integrazione verticale delle lavorazioni, mentre Schwabmünchen ha sviluppato una forte integrazione digitale lungo il processo.
Nel sito tedesco, la tracciabilità del tungsteno segue le diverse fasi produttive e collega dati di materiale, ordini, utensili e processo. L’Industrie 4.0 Award segnala 34 operazioni di lettura e scrittura dei dati lungo la catena interessata e l’impiego di identificativi individuali dei prodotti.
Questo patrimonio digitale potrebbe diventare particolarmente utile nell’espansione verso settori come difesa, medicale, semiconduttori e additive manufacturing, nei quali la possibilità di documentare precisamente origine e processo di un lotto di materiale assume un’importanza crescente.
La struttura finanziaria dell’acquisizione è più complessa di un normale prezzo di acquisto
La documentazione depositata da The Elmet Group presso la Securities and Exchange Commission statunitense fornisce dettagli che non emergono immediatamente dal comunicato commerciale. Il prezzo finale dell’operazione non è stato fissato in una cifra unica e verrà determinato al closing attraverso una formula che tiene conto di attività pensionistiche, passività pensionistiche, capitale circolante e altre componenti.
La formula parte da un importo fisso negativo di 18 milioni di euro, al quale vengono applicate diverse rettifiche. Questo dato non deve essere interpretato semplicemente come un pagamento di 18 milioni di euro da OSRAM a Elmet: il valore definitivo dipenderà infatti da obblighi pensionistici, working capital, inventario e altri aggiustamenti previsti dal contratto.
Tra gli elementi significativi figura l’inventario del sito, che comprende quantità importanti di ammonium paratungstate (APT), polvere di molibdeno, prodotti in lavorazione e prodotti finiti. Il valore di queste scorte verrà determinato utilizzando i prezzi di mercato disponibili al momento della chiusura e potrà quindi modificare in modo sostanziale l’importo finale della transazione.
La volatilità del tungsteno entra direttamente nel prezzo dell’operazione
Elmet evidenzia nella documentazione SEC proprio il rischio legato alle oscillazioni del tungsteno. Il mercato ha sperimentato una forte volatilità tra il 2025 e il 2026 e una parte dell’inventario acquistato sarà valutata alle quotazioni disponibili al closing.
Di conseguenza il costo finale dell’acquisizione potrebbe risultare significativamente differente rispetto alle aspettative formulate alla firma del contratto. È un elemento insolito ma comprensibile per una transazione nella quale una parte importante del valore è costituita da scorte di una materia prima strategica caratterizzata da prezzi molto variabili.
L’immobile non viene acquistato da Elmet
Un’altra precisazione significativa riguarda la proprietà dello stabilimento. Secondo il Form 8-K, Elmet non acquisterà l’immobile sul quale operano le attività di Schwabmünchen. OSRAM manterrà la proprietà dell’area e continuerà a svolgere nello stesso sito le attività che non fanno parte della vendita.
Al closing saranno quindi sottoscritti anche un accordo di locazione, contratti per servizi transitori e altri accordi operativi. L’operazione riguarda sostanzialmente gli asset industriali, i rapporti contrattuali pertinenti e le attività produttive di tungsteno e molibdeno, non il trasferimento completo della proprietà immobiliare.
La separazione è uno dei motivi per cui la chiusura è prevista soltanto nel primo trimestre 2027: prima del completamento sarà necessario rendere l’attività acquistata sufficientemente autonoma rispetto alle operazioni che rimarranno a OSRAM.
Continuità produttiva per ams OSRAM e per gli altri clienti
Dopo il closing, Elmet Technologies GmbH continuerà a fornire prodotti ad ams OSRAM e a una società recentemente separata dal gruppo attraverso specifici accordi di produzione. L’obiettivo dichiarato è garantire continuità anche ai clienti esterni già serviti da Schwabmünchen.
Elmet assumerà progressivamente responsabilità relative a produzione, qualità e assistenza tecnica e vuole sviluppare parallelamente le vendite verso nuovi clienti europei e britannici.
Questo passaggio è importante perché riduce il rischio di trasformare l’acquisizione in una semplice dismissione di capacità industriale. La struttura produttiva rimane operativa e viene inserita in un gruppo che intende utilizzarla come base per espandere la presenza commerciale nei refrattari.
Personale, pensioni e rapporti sindacali fanno parte dell’accordo
The Elmet Group ha dichiarato l’intenzione di mantenere il gruppo dirigente e la squadra operativa del sito e di investire nelle competenze esistenti. La documentazione regolamentare mostra inoltre che il trasferimento comprende responsabilità relative ai dipendenti e a determinate passività pensionistiche.
Tra le condizioni per il closing figurano la copertura pensionistica dei lavoratori trasferiti e accordi relativi alla contrattazione collettiva. Elmet ha inoltre indicato l’intenzione di collaborare con il works council e con il sindacato tedesco IG Metall.
Per un’attività costruita in oltre sessant’anni, il mantenimento delle competenze ha un valore particolare. Processi come produzione delle polveri, sinterizzazione, swaging e trafilatura dei refrattari dipendono non soltanto dagli impianti, ma da conoscenze metallurgiche e operative accumulate nel tempo.
Elmet riceverà anche un vendor loan da 2,5 milioni di euro
La documentazione SEC indica inoltre che, subordinatamente alla chiusura, OSRAM concederà a Elmet un vendor loan da 2,5 milioni di euro senza interessi, finanziato alla data del closing. Il prestito dovrà essere rimborsato in due rate uguali entro dodici mesi.
Anche questo elemento mostra come l’accordo sia stato strutturato per accompagnare la separazione dell’attività da OSRAM e la trasformazione in una struttura autonoma sotto il controllo di Elmet Technologies GmbH.
Una base europea per una strategia che va dalle polveri al componente finito
L’aspetto più significativo dell’acquisizione è quindi la combinazione tra capacità industriale già esistente e strategia futura. Schwabmünchen possiede una filiera che parte dalla polvere e arriva al filo, all’elettrodo e al componente lavorato; Elmet dispone negli Stati Uniti di competenze analoghe e sta sviluppando tecnologie specifiche per additive manufacturing e nuove polveri refrattarie.
L’azienda non ha ancora annunciato che Schwabmünchen diventerà un centro europeo per la stampa 3D del tungsteno o del molibdeno, e attribuirgli oggi questo ruolo sarebbe prematuro. La presenza di una produzione europea di polveri, tuttavia, crea una base industriale interessante per future applicazioni AM, soprattutto se verranno introdotti TZM e tungsten heavy alloys come previsto.
La combinazione di metallurgia delle polveri, tracciabilità digitale, laboratorio interno e capacità di trasformare il materiale fino al componente finito può diventare particolarmente rilevante in settori nei quali la qualifica della materia prima è parte integrante della qualifica del pezzo.
Da stabilimento OSRAM a piattaforma europea per i metalli refrattari
Per ams OSRAM la transazione rappresenta la cessione di una produzione storicamente sviluppata per supportare il business dell’illuminazione. Per Elmet, invece, lo stesso impianto viene reinterpretato come base europea per una gamma molto più ampia di applicazioni nei metalli refrattari.
Il successo dell’operazione dipenderà da diversi fattori: completamento della separazione da OSRAM, approvazioni regolamentari, integrazione della forza lavoro, andamento dei prezzi del tungsteno, investimenti necessari per TZM e tungsten heavy alloys e capacità di conquistare nuovi clienti al di fuori della filiera dell’illuminazione.
Sul piano industriale, però, il sito possiede caratteristiche difficili da creare rapidamente partendo da zero: oltre sessant’anni di esperienza, produzione integrata dalla polvere al prodotto finito, laboratorio interno, circa 260 addetti e un sistema avanzato di tracciabilità digitale. È questo insieme di infrastrutture e conoscenze che Elmet sta acquisendo.
Per il settore dell’additive manufacturing l’operazione merita quindi attenzione anche se la stampa 3D non è il centro immediato della transazione. Lo sviluppo dell’AM nei metalli refrattari dipende infatti in misura rilevante dalla disponibilità di polveri controllate, competenze metallurgiche e capacità di post-processing. L’ingresso di Elmet in Europa con una produzione integrata di tungsteno e molibdeno crea un collegamento potenziale tra una delle filiere tradizionali più mature del continente e le tecnologie additive che il gruppo sta sviluppando negli Stati Uniti.
Questo articolo è stato redatto con il supporto di strumenti di intelligenza artificiale (AI).
