QIDI Smart5 compare nei documenti FCC: compatta CoreXY, QIDI Box e focus su PLA/PETG

Una nuova stampante 3D QIDI non ancora presente nel catalogo commerciale ufficiale è comparsa nei documenti della Federal Communications Commission statunitense. Il modello si chiama QIDI Smart5, FCC ID 2A5FV-SMART5, e la certificazione è stata concessa il 10 settembre 2026 a Zhejiang Qidi Technology Co., Ltd. Il filing è particolarmente interessante perché QIDI non ha richiesto la riservatezza temporanea per manuale e fotografie: sono quindi disponibili il Quick Start Guide, immagini esterne e interne, test radio e informazioni tecniche sufficienti a ricostruire buona parte della macchina prima del lancio. Fabbaloo la interpreta come una compatta enclosed FFF pensata per un pubblico più generalista rispetto alle QIDI orientate ai materiali engineering. La lettura è sostanzialmente corretta, ma il manuale FCC rivela qualcosa in più: Smart5 è già predisposta per QIDI Box e quindi per il cambio automatico del filamento, integra una videocamera con AI detection, filtro HEPA H12 + carbone attivo, nozzle-based automatic leveling e un filament cutter. Non è quindi semplicemente una piccola stampante monocolore chiusa. Al tempo stesso le specifiche confermano un posizionamento molto lontano dalle macchine QIDI high-temperature: l’hotend si ferma a 300 °C, il piano a 80 °C e il manuale dichiara come materiali supportati soltanto PLA e PETG, sconsigliando esplicitamente ABS e ASA.

Il nome Smart5 è ormai confermato da documentazione regolatoria, non da un leak anonimo

Il filing FCC identifica chiaramente il prodotto come SMART5, prodotto da Zhejiang Qidi Technology Co., Ltd. La domanda è datata 10 settembre 2026 e riguarda un dispositivo classificato come Digital Transmission System operante nella banda 2,4 GHz, 2412–2462 MHz. La potenza RF condotta dichiarata è circa 0,0285 W.

Questo significa che la macchina ha superato la procedura FCC relativa alle emissioni radio necessaria per commercializzare negli Stati Uniti un dispositivo con Wi-Fi. Non significa però che la FCC abbia certificato qualità di stampa, sicurezza meccanica, temperature o prestazioni dell’hotend. La FCC sta autorizzando essenzialmente la parte radio del prodotto.

È altrettanto importante non trasformare la data del filing in una data di lancio. L’hardware è chiaramente sufficientemente maturo da avere manuale, enclosure definitivo e software operativo, ma QIDI non ha ancora pubblicato prezzo o data ufficiale di commercializzazione.

Il manuale FCC è già praticamente un manuale di prodotto

Il Quick Start Guide è stato creato il 19 agosto 2026 e modificato l’8 settembre, appena due giorni prima della domanda FCC. Non è quindi un documento concettuale preliminare. Contiene unboxing, impostazione iniziale, collegamento Wi-Fi, registrazione nell’app QIDI Maker, caricamento del filamento, utilizzo di QIDI Box, parametri suggeriti per PLA/PETG e una tabella completa delle specifiche.

Le immagini FCC mostrano inoltre una macchina fisica finita, non un rendering. Il design è molto compatto, prevalentemente bianco, con porta frontale trasparente, finestre laterali, copertura superiore scorrevole e touchscreen orientabile sulla parte frontale superiore.

Questo non garantisce che il prodotto commerciale sarà identico: lo stesso manuale avverte che le immagini sono illustrative e che il prodotto può cambiare durante l’ottimizzazione. Ma le modifiche da qui al lancio saranno più probabilmente di dettaglio che di architettura.

Il volume di stampa è soltanto 180 × 180 × 180 mm

La caratteristica che distingue immediatamente Smart5 dal resto dell’attuale gamma QIDI è la dimensione. Il volume nominale è 180 × 180 × 180 mm, mentre l’intera macchina misura 322 × 344 × 410 mm e pesa soltanto 10 kg.

Per confronto, QIDI Q2 e Q2C offrono 270 × 270 × 256 mm e pesano rispettivamente circa 18,1 e 16,9 kg. La nuova Smart5 è quindi molto più piccola sia internamente sia esternamente.

CaratteristicaSmart5 – FCCQIDI Q2CQIDI Q2
Volume di stampa180×180×180 mm270×270×256 mm270×270×256 mm
Dimensioni macchina322×344×410 mm402×438×494 mm402×438×494 mm
Peso netto10 kg16,9 kg18,1 kg
Hotend max300 °C370 °C370 °C
Piano max80 °C120 °C120 °C
Camera riscaldataNoNo65 °C
Velocità toolhead max600 mm/s600 mm/s600 mm/s
Accelerazione max20.000 mm/s²20.000 mm/s²20.000 mm/s²
QIDI BoxSì, da manuale FCC
CameraIntegrata, fino a 1080pOpzionaleIntegrata
Materiali ufficialmente indicatiPLA, PETGEngineering + compositiEngineering + compositi

La tabella chiarisce immediatamente che Smart5 non è una Q2 semplicemente rimpicciolita. Mantiene molta dell’elettronica e dell’automazione delle macchine QIDI moderne, ma riduce drasticamente il sistema termico e il ventaglio dei materiali.

I 180 × 180 mm non sono completamente disponibili di default

Nel manuale compare inoltre una particolarità che difficilmente emergerebbe da una normale scheda marketing. Nell’angolo inferiore destro del piano è presente una zona di 11 × 22 mm non stampabile per default, occupata dall’interferenza con il supporto del filament cutter.

QIDI dichiara che per sfruttare l’intera superficie nominale 180 × 180 mm è necessario rimuovere il cutter bracket seguendo istruzioni ufficiali e modificare i relativi parametri in QIDI Studio.

Il volume nominale di 180 × 180 × 180 mm è quindi tecnicamente ottenibile, ma la configurazione standard non dispone di un rettangolo totalmente libero di 180 × 180 mm su ogni layer.

È un dettaglio piccolo, ma importante quando una macchina ha già un build volume relativamente ridotto.

CoreXY e 600 mm/s: piccola non significa lenta

Smart5 utilizza una cinematica CoreXY con assi X e Y su alberi ottici in acciaio ad alta resistenza da 8 mm. L’asse Z utilizza un singolo motore con trasmissione sincronizzata a cinghia e guide da 8 mm.

La velocità massima dichiarata della testa è 600 mm/s, con accelerazione fino a 20.000 mm/s², valori identici alle specifiche massime di Q2 e Q2C.

Come sempre, 600 mm/s non significa che ogni oggetto venga effettivamente stampato a quella velocità. I parametri consigliati nel manuale sono molto più conservativi: 260 mm/s per QIDI PLA Rapido, 180 mm/s per QIDI PETG-Tough, 200 mm/s per PLA generico e 120 mm/s per PETG generico.

La velocità massima indica quindi soprattutto la capacità della cinematica nei movimenti appropriati; la produttività effettiva dipenderà da geometria, portata dell’hotend, qualità richiesta e materiale.

L’hotend è completamente diverso da quello delle QIDI più orientate ai materiali tecnici

Il print head raggiunge al massimo 300 °C, contro i 370 °C di Q2, Q2C e Max4. Il piano si ferma a 80 °C, mentre gli altri modelli raggiungono 120 °C.

Il manuale è ancora più esplicito: nella tabella “Supported Filament” compaiono solamente PLA e PETG, mentre ABS e ASA sono inseriti nella voce “Not Recommended Filament”.

È una scelta piuttosto insolita per QIDI, marchio che negli ultimi anni ha costruito gran parte della propria identità proprio su camere riscaldate e materiali engineering.

Smart5 sembra quindi progettata con una filosofia opposta: non cercare di portare PPS-CF o nylon tecnico sulla scrivania, ma rendere più semplice e compatta la stampa dei materiali più comuni.

L’enclosure non deve essere confusa con una heated chamber

La macchina è fisicamente chiusa da una porta frontale, finestre laterali e una copertura superiore, ma non viene dichiarato alcun sistema di riscaldamento attivo della camera.

Anzi, la guida ai materiali inserisce una X alla voce “Print With Enclosure” sia per PLA sia per PETG. È un’indicazione importante: QIDI non suggerisce di trattenere tutto il calore all’interno quando vengono utilizzati i due materiali ufficialmente supportati.

Questo conferma che l’enclosure della Smart5 sembra avere soprattutto funzioni di protezione, contenimento, controllo del flusso d’aria, riduzione dell’accesso alle parti mobili e gestione delle emissioni, più che quella di creare l’ambiente termico elevato tipico di Q2 o Max4.

Il sistema di filtrazione è invece sorprendentemente completo per una macchina così piccola

Nel retro è presente un chamber exhaust fan e il manuale specifica un filtro composto da HEPA H12 + carbone attivo da guscio di cocco + mesh traspirante.

È una dotazione interessante soprattutto se il prodotto verrà proposto per utilizzo domestico, scolastico o in piccoli uffici. Non bisogna però interpretarla come garanzia di completa eliminazione di particelle ultrafini o VOC: efficienza reale dipende da portata dell’aria, tenuta dell’enclosure, superficie e frequenza di sostituzione del filtro.

Il manuale FCC non pubblica test quantitativi sulla qualità dell’aria né una percentuale certificata di abbattimento delle emissioni. Possiamo quindi dire che Smart5 integra filtrazione HEPA/carbone, non che renda automaticamente innocua qualsiasi emissione di stampa.

Il printhead utilizza un hotend quick-release con riscaldamento ceramico

Il manuale specifica Ceramic Plate Heating e un Quick Release Integrated Hot End, con nozzle standard da 0,4 mm e filamento da 1,75 mm. L’estrusore utilizza invece un singolo ingranaggio in acciaio temprato.

Questa è un’altra differenza rispetto alle QIDI più robuste, che utilizzano frequentemente sistemi direct-drive dual gear per i materiali tecnici. La scelta del single gear è coerente con una macchina progettata prevalentemente intorno a PLA e PETG.

Il manuale cita ugelli bimetallici o in carburo di tungsteno nella guida ai materiali, quindi QIDI sembra voler mantenere almeno una certa flessibilità nella scelta dell’ugello, anche se non vengono elencati filamenti abrasivi fra quelli ufficialmente supportati dalla Smart5.

Il livellamento automatico avviene direttamente attraverso l’hotend

La Smart5 integra un load cell sensor nell’hotend, utilizzato per l’automatic leveling. È lo stesso principio generale già adottato sulle QIDI più recenti: è il nozzle stesso a entrare in contatto con il piano durante la misura.

Questo elimina il problema dell’offset geometrico fra una sonda separata e l’ugello e permette di misurare direttamente il punto realmente utilizzato durante la stampa.

Il sistema dispone inoltre di resonance compensation, quindi è ragionevole aspettarsi una procedura di input shaping o equivalente destinata a compensare vibrazioni della cinematica alle alte accelerazioni.

La sorpresa principale del manuale è QIDI Box

Fabbaloo descrive correttamente una testina apparentemente convenzionale a singolo nozzle, ma il manuale FCC dimostra che single nozzle non significa single material.

Sul pannello posteriore compare esplicitamente una BOX Port. Una sezione completa della guida è intitolata “QIDI BOX Load Filament” e spiega come collegare il sistema esterno, inserire le bobine e caricare il materiale.

La schermata mostra quattro bobine all’interno della QIDI Box e indica inoltre che i filamenti QIDI dotati di RFID vengono riconosciuti automaticamente.

La Smart5 possiede anche filament cutter, filament clog detection e tangle detection quando viene utilizzata la QIDI Box, oltre a un vero excess chute posteriore destinato presumibilmente a gestire gli scarichi derivanti dai cambi di materiale.

Quindi la macchina appare chiaramente progettata fin dall’origine per l’ecosistema QIDI Box.

Non possiamo però ancora dire con certezza che Smart5 supporti 16 colori

La QIDI Box commerciale contiene quattro bobine e QIDI dichiara per i modelli compatibili la possibilità, in determinate configurazioni, di collegare fino a quattro box per arrivare a 16 materiali/colori.

Il manuale Smart5 dimostra il supporto alla QIDI Box, ma non specifica quanti box possano essere collegati contemporaneamente alla nuova stampante.

È quindi corretto dire che Smart5 è multimateriale/multicolore tramite QIDI Box, almeno con un box. Sarebbe prematuro attribuirle automaticamente l’intera configurazione a 16 colori disponibile su altre piattaforme.

Il filament cutter spiega anche la zona morta sul piano

La presenza del cutter e dell’excess chute suggerisce un’architettura nella quale i cambi colore/materiale avvengono nello stesso hotend. Il filamento viene tagliato, ritirato e sostituito da quello proveniente da un altro canale del QIDI Box.

Questa soluzione mantiene il printhead relativamente semplice rispetto a IDEX o toolchanger, ma genera inevitabilmente del materiale di purga e richiede una zona nella quale effettuare le operazioni di taglio e scarico.

È proprio il bracket del cutter che crea la piccola zona non stampabile 11 × 22 mm nell’angolo del piano.

Quella che a prima vista potrebbe sembrare una limitazione progettuale senza motivo è quindi probabilmente una conseguenza diretta dell’integrazione multimateriale.

La videocamera è integrata e QIDI dichiara funzioni AI

Le specifiche indicano una low-framerate camera fino a 1080p, compatibile con timelapse. Nella sezione sensori compare inoltre esplicitamente AI Camera Detection: Yes.

Il documento non specifica però quali difetti vengano riconosciuti. Non sappiamo quindi se il sistema distingua spaghetti, distacco dal piano, accumuli sull’ugello o altre classi di errore né con quale accuratezza.

È meglio descriverla come camera con AI detection dichiarata da QIDI, evitando di attribuirle un sistema di controllo qualità autonomo che il manuale FCC non documenta.

L’elettronica è sorprendentemente completa

Smart5 dispone di 32 GB di memoria eMMC, USB 2.0 e Wi-Fi 2,4 GHz. Il display è un touchscreen da 4 pollici con risoluzione 800 × 480 pixel.

È curioso che la risoluzione sia superiore a quella del display 4,3 pollici da 480 × 272 utilizzato sulle Q2/Q2C, almeno secondo le rispettive schede tecniche.

La macchina supporta QIDI Studio, ma il manuale cita esplicitamente anche software terzi come OrcaSlicer e PrusaSlicer. I formati elencati comprendono STL, OBJ, 3MF e persino STEP/STP come input allo slicer.

La connettività appare però più semplice di Q2 e Q2C: nella tabella Smart5 compaiono solamente Wi-Fi 2,4 GHz e USB, mentre Q2/Q2C includono anche Ethernet.

Il consumo nominale di 150 W è molto basso rispetto alle QIDI più grandi

Il manuale indica una potenza nominale di appena 150 W, sia per versione 115 V sia per 220 V.

La Q2 utilizza invece 350 W per il sistema principale più altri 280 W per il riscaldamento attivo della camera. Il confronto non deve essere interpretato come misura diretta del consumo durante una stampa reale, ma evidenzia quanto Smart5 appartenga a una classe termica differente.

Un piccolo bed da 180 mm limitato a 80 °C e un hotend da 300 °C richiedono evidentemente meno potenza di una macchina 270 mm con bed da 120 °C e camera attiva da 65 °C.

Questo può diventare uno degli elementi interessanti per chi stampa prevalentemente PLA: meno massa da riscaldare, minore potenza installata e macchina più piccola.

L’aspetto più insolito è il “tool box” interno

Durante l’unboxing il manuale mostra una grande scatola verticale alloggiata direttamente all’interno della camera, che contiene accessori e componenti di imballaggio. Una volta rimossa non ha naturalmente alcuna funzione durante la stampa.

Il kit include supporto esterno per la bobina, raccordo pneumatico doppio con PTFE, USB flash drive, campione di filamento, olio lubrificante, grasso, thermal grease, colla, ricambi, chiavi esagonali, spatola e cacciavite.

La presenza del double-head pneumatic fitting già nel kit sembra ancora una volta coerente con un percorso filamento progettato per passare facilmente dalla bobina singola al QIDI Box.

La bobina standard rimane esterna

Senza QIDI Box la bobina viene posizionata su un supporto montato posteriormente. Il filamento passa attraverso un raccordo e un tubo PTFE verso il feed port superiore, quindi entra direttamente nell’estrusore.

Questo consente di mantenere molto compatta la macchina ma aumenta naturalmente lo spazio effettivamente necessario sulla scrivania rispetto ai soli 322 × 344 mm del telaio.

Quando si valutano le dimensioni della Smart5 bisogna quindi aggiungere lo spazio posteriore per bobina, bracket e PTFE; con QIDI Box l’ingombro dell’intero sistema aumenta ulteriormente.

PLA e PETG sono chiaramente il centro del progetto

Il manuale non si limita a indicare questi materiali nella tabella delle specifiche, ma dedica l’intera “Filament Guide for Beginners” soltanto a PLA Rapido, PETG-Tough, PLA e PETG generici.

Per QIDI PLA Rapido viene suggerito:

  • nozzle 200–230 °C;
  • piano 60 °C;
  • velocità 260 mm/s;
  • cooling fan 100%.

Per PETG-Tough:

  • nozzle 240–270 °C;
  • piano 80 °C;
  • velocità 180 mm/s;
  • ventola 60%.

Non vengono fornite ricette per ABS, ASA, nylon, policarbonato, TPU o compositi.

Questa non sembra quindi una semplice omissione momentanea: la Smart5 appare effettivamente sviluppata per un utilizzo mainstream PLA/PETG.

Il confronto più interessante è in realtà con QIDI Q2C

Q2C è già presentata da QIDI come entry-level, costa attualmente nell’ordine dei 350 euro/dollari e dispone di un volume 270 × 270 × 256 mm, hotend 370 °C, piano 120 °C e supporto ufficiale ad ABS, ASA, TPU, PA, PC e compositi rinforzati.

Smart5 è molto più piccola e termicamente meno capace, ma integra di serie alcune funzioni che sulla Q2C sono opzionali: camera AI e filtrazione, oltre all’enclosure compatta.

Di conseguenza non sembra necessariamente una “Q2C più economica”. Potrebbe rappresentare una linea diversa: minore volume e minor materiale range in cambio di dimensioni ridotte, design più domestico, integrazione completa e automazione.

Il prezzo sarà quindi decisivo per capire il posizionamento reale.

Il nome Smart5 non sembra seguire la nomenclatura storica QIDI

QIDI utilizza oggi nomi come Q2, Q2C, Plus4, Max4 e QIDI Box. “Smart5” introduce una nomenclatura diversa.

Fabbaloo ipotizza che possa essere l’inizio di una famiglia più generalista. È possibile, ma non abbiamo documenti QIDI che confermino questa strategia di naming.

Il “5” potrebbe riferirsi a una generazione, a una famiglia interna o semplicemente a una scelta commerciale. Finché QIDI non presenterà ufficialmente il prodotto, qualsiasi interpretazione resta speculativa.

Non sappiamo ancora prezzo, data di vendita e mercati

Il filing FCC dice molto sull’hardware ma quasi nulla sulla commercializzazione. Non esiste al 16 settembre 2026 una pagina Smart5 indicizzata sul negozio ufficiale QIDI e il manuale non contiene prezzo o data di disponibilità.

La presenza di un indirizzo e-mail di supporto specifico — Smart5support@qidi3d.com e Smart5support02@qidi3d.com — dimostra comunque che il modello è sufficientemente avanzato da avere già una struttura di assistenza predisposta.

È quindi ragionevole considerarlo un prodotto destinato alla commercializzazione, ma non stabilire quando arriverà.

Un filing FCC non è una presentazione ufficiale, ma questo rivela quasi tutta la macchina

In alcuni casi i documenti regolatori mostrano soltanto un codice modello e informazioni radio. Qui accade l’opposto: il Quick Start Guide fornisce quasi tutte le caratteristiche che normalmente QIDI metterebbe sulla propria pagina prodotto.

Possiamo affermare con buona sicurezza che Smart5 sarà una CoreXY enclosed da 180 mm, 600 mm/s e 20.000 mm/s², con nozzle da 300 °C, bed da 80 °C, load-cell leveling, camera, AI detection, filtro HEPA/carbone, Wi-Fi, QIDI Maker App, QIDI Studio, power-loss recovery, filament sensor e integrazione QIDI Box.

Rimangono sconosciuti aspetti altrettanto importanti: prezzo, portata volumetrica massima dell’hotend, rumorosità, qualità reale dell’AI detection, numero massimo di QIDI Box collegabili, velocità dei cambi materiale e quantità di purga.

La Smart5 sembra quindi molto meno “engineering” e molto più ecosistema

Negli ultimi anni QIDI ha differenziato le proprie macchine puntando fortemente sulle alte temperature. Q2 arriva a 370 °C con camera attiva a 65 °C; Max4 arriva anch’essa a 370 °C e abbina una grande area di stampa alla gestione termica dei materiali avanzati.

Smart5 percorre quasi la strada inversa. Riduce hotend, piano, volume e materiali supportati, ma mantiene gran parte dell’intelligenza software e dell’automazione: CoreXY veloce, leveling automatico, camera AI, QIDI Box, RFID, cutter e app.

È possibile che il vero target non sia l’utente che vuole stampare PPS-CF, ma quello che vuole una piccola stampante chiusa, automatizzata e multicolore senza dover gestire materiali tecnici.

In questo senso il filing FCC racconta qualcosa di più interessante della semplice esistenza di un nuovo modello. QIDI potrebbe stare provando ad allargare la propria offerta verso il segmento delle desktop compatte e consumer-friendly, mantenendo però l’ecosistema sviluppato per la generazione QIDI Box.

Il dato più importante, e che emerge soltanto leggendo attentamente il manuale, è proprio questo: Smart5 non è soltanto una mini CoreXY monocolore. Il BOX port, il filament cutter, l’excess chute, il riconoscimento RFID e un’intera sezione del manuale dedicata al QIDI Box dimostrano che il multimateriale è già parte del progetto.

Quello che manca per valutarla davvero è ora soprattutto il prezzo. Con un volume di appena 180 mm e materiali ufficialmente limitati a PLA/PETG, Smart5 dovrà essere economicamente abbastanza distante dalle più capaci Q2C e Q2 oppure offrire un vantaggio molto forte in termini di compattezza e semplicità. Fino alla presentazione QIDI, questo rimane l’elemento decisivo ancora nascosto dal filing FCC.

Questo articolo è stato redatto con il supporto di strumenti di intelligenza artificiale (AI).

Di Fantasy

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