Il designer computazionale e architetto statunitense Nicholas Desbiens ha presentato Fahz 2.0, una nuova versione di un progetto che trasforma i profili dei volti in vasi personalizzati mediante stampa 3D. La novità non consiste soltanto nella forma dell’oggetto, ma soprattutto nell’automazione della catena produttiva: dalla fotografia caricata dal cliente alla generazione della geometria, fino all’invio del lavoro a un servizio di stampa esterno.
L’iniziativa è stata lanciata su Kickstarter il 7 ottobre 2026, con una campagna prevista fino al 2 novembre. Il 13 ottobre 3D Printing Industry ne ha approfondito il funzionamento e il modello di produzione.
Un vaso costruito attraverso un’illusione ottica
Fahz utilizza il principio del vaso di Rubin, una nota figura ambigua nella quale due profili umani contrapposti delimitano la sagoma di un vaso. Il progetto traduce questo principio visivo in un oggetto tridimensionale, adattando il contorno del recipiente ai profili fotografici delle persone selezionate.
Il cliente può caricare attraverso un browser fotografie laterali di un massimo di sei persone. Il sistema elabora i profili, li dispone intorno alla circonferenza dell’oggetto e genera un modello destinato alla stampa. Una visualizzazione tridimensionale consente di ruotare il vaso, modificare l’ordine dei volti e controllare il risultato prima dell’acquisto.
Non si tratta di una scansione facciale tridimensionale completa. Il software ricava principalmente le sagome dai profili fotografici, convertendole in geometrie utilizzabili per definire il contorno del prodotto.
Dal progetto artigianale del 2015 a un servizio digitale
L’idea originale risale al 2014, mentre la prima campagna Kickstarter era stata avviata nel gennaio 2015. Desbiens racconta di aver realizzato oltre mille vasi personalizzati utilizzando due stampanti installate nel proprio appartamento a Brooklyn.
La generazione del modello coinvolgeva Rhino e Grasshopper, ma il processo richiedeva ancora interventi manuali, in particolare per tracciare le sagome fotografiche. Anche preparazione dei pacchi e spedizione erano gestite direttamente dal progettista. Gli ordini erano stati interrotti nel 2018.
Fahz 2.0 nasce per eliminare proprio questi passaggi. Il programma analizza le immagini caricate dal cliente, costruisce automaticamente il modello tridimensionale e prepara il file di produzione senza richiedere l’intervento ripetitivo del designer.
La produzione viene affidata a Slant 3D
Una volta confermato l’ordine, il file viene trasmesso attraverso un’interfaccia software API a Slant 3D, servizio statunitense specializzato nella produzione additiva su richiesta. L’azienda realizza il vaso, lo confeziona e provvede alla spedizione.
I prodotti iniziali sono previsti in PLA nero o bianco mediante tecnologia FDM. La geometria è stata progettata per poter essere stampata senza supporti, un accorgimento utile a ridurre materiale aggiuntivo, interventi di rimozione e tempi di post-processing.
Secondo Desbiens, durante una prova il sistema è riuscito a trasferire un ordine dallo smartphone alla fabbrica in circa otto secondi. Il dato riguarda la trasmissione digitale della commessa, non il tempo necessario alla stampa dell’oggetto o alla sua consegna.
Ogni vaso è inoltre associato a un modello digitale consultabile online e contiene riferimenti che permettono di identificare la posizione dei singoli profili.
Prezzi, dimensioni e limiti della campagna
La campagna Kickstarter parte da 30 dollari per il modello alto tre pollici, circa 7,6 centimetri, e da 55 dollari per quello da cinque pollici, circa 12,7 centimetri. Il traguardo finanziario iniziale è fissato a 10.000 dollari. Le prime consegne sono previste per dicembre 2026.
Desbiens indica anche l’intenzione di avviare gli ordini ordinari a novembre, con prezzi previsti di 35 e 70 dollari rispettivamente per i due formati. Sono condizioni commerciali annunciate, non la conferma di una produzione e distribuzione già completate.
Materiali come ceramica e metallo vengono citati come possibili sviluppi, ma non fanno parte dell’offerta produttiva iniziale verificata.
Il valore industriale di un piccolo oggetto personalizzato
Il caso Fahz mostra un modello di produzione nel quale il progettista sviluppa il prodotto e il sistema digitale, mentre una piattaforma esterna si occupa della fabbricazione. La possibilità di generare automaticamente geometrie differenti a partire dagli ordini consente di trasformare la personalizzazione da attività manuale a funzione integrata nel processo commerciale.
Rimangono alcune variabili da valutare, fra cui qualità delle immagini caricate, affidabilità dell’estrazione dei profili, percentuale di stampe conformi, costi logistici e tutela delle fotografie personali.
Il principale interesse di Fahz 2.0 è quindi l’integrazione fra progettazione parametrica, commercio elettronico e fabbricazione distribuita. La stampante 3D è un componente essenziale, ma non l’unico: il risultato dipende dalla capacità di coordinare software, produzione e distribuzione senza dover riprogettare manualmente ogni pezzo.
Questo articolo è stato redatto con il supporto di strumenti di intelligenza artificiale (AI).
