SolidCraft, il nuovo CAD open source sviluppato in Rust: modelli parametrici anche dal browser e dagli agenti AI

Un sistema CAD tridimensionale con sketch vincolati, cronologia parametrica, operazioni sui solidi, scambio STEP e un’interfaccia utilizzabile anche da agenti di intelligenza artificiale: è la proposta di SolidCraft, progetto open source pubblicato su GitHub da bherbruck e presentato inizialmente con il nome SolveCraft. La variazione del nome non è un dettaglio secondario, perché la documentazione corrente indica esplicitamente che il repository è stato rinominato SolidCraft e che gli indirizzi GitHub precedenti vengono reindirizzati alla nuova denominazione; alcuni eseguibili, pacchetti e file continuano invece a chiamarsi solvecraft, per compatibilità. Il progetto viene descritto dall’autore come una riscrittura indipendente, in Rust, di numerose funzioni del workspace Design di Autodesk Fusion. Non significa che Autodesk partecipi allo sviluppo, né che il programma sia già equivalente per affidabilità e copertura funzionale a Fusion.

La notizia pubblicata nel weekend dell’11 ottobre 2026 merita attenzione soprattutto per la combinazione fra modellazione B-rep parametrica, software libero e Model Context Protocol (MCP). La capacità di programmare un CAD mediante un agente non è di per sé nuova, ma un ambiente progettato con un registro di comandi, un’interfaccia a riga di comando e funzioni di ispezione strutturata del modello può rendere più semplice verificare e riprodurre le operazioni svolte automaticamente.

Che cosa distingue un CAD parametrico da un modellatore di mesh

Per la stampa 3D esistono molte applicazioni che permettono di creare o modificare un oggetto STL. Un CAD parametrico lavora però a un livello diverso. La geometria non è soltanto un insieme di triangoli: può essere descritta mediante entità geometriche, vincoli, quote e operazioni successive. L’utente può creare uno sketch, imporre che due linee siano perpendicolari, definire il diametro di un foro e costruire un solido mediante estrusione. Se una quota cambia, il software prova a ricostruire automaticamente le operazioni dipendenti.

SolidCraft implementa un feature timeline con operazioni come extrude, revolve, sweep, loft, shell, fillet, chamfer, mirror, pattern, combine e split. Il modello interno gestisce inoltre parametri ed espressioni che comprendono unità di misura. Un esempio documentato dal progetto è modificare larghezza e spessore di un contenitore elettronico e osservare il modello ricostruito con le nuove dimensioni.

Questo è diverso da ingrandire semplicemente la mesh finale. Quando il sistema funziona correttamente, un foro associato a uno sketch può spostarsi mantenendo le relazioni geometriche che lo definiscono. È ciò che rende il CAD parametrico particolarmente utile per parti meccaniche destinate a successive revisioni.

Sketch solver, quote e gradi di libertà

Uno dei componenti tecnicamente più impegnativi di un CAD è il solver dei vincoli dello sketch. SolidCraft dichiara di utilizzare una propria implementazione basata su Gauss–Newton smorzato e sull’analisi dei gradi di libertà. Fra i vincoli supportati vengono citati coincidenza, orizzontalità, verticalità, parallelismo, perpendicolarità, tangenza, uguaglianza, concentricità, simmetria e fissaggio della geometria.

Il risultato non è soltanto una funzione grafica. Un sistema di vincoli deve individuare configurazioni sovra-definite, evitare deformazioni inattese e mantenere la stabilità della soluzione quando una quota cambia. I problemi numerici che ne derivano possono diventare significativi con sketch complessi, tangenti, spline e profili contenenti molte dipendenze.

La presenza di un solver è quindi un prerequisito per un CAD parametrico credibile, ma il numero delle funzioni elencate non dimostra di per sé che siano tutte robuste in scenari industriali. Saranno importanti le verifiche su casi reali, sketch degeneri, importazioni difettose e sequenze di modifiche ripetute.

Rust non è una scorciatoia verso un CAD completo

La scelta di Rust riguarda sicurezza della memoria, gestione esplicita dei tipi e architettura del software. Può contribuire a ridurre determinate categorie di errori, ma non risolve automaticamente le difficoltà matematiche del CAD. Operazioni booleane, offset di superfici, intersezioni, raccordi, identificazione persistente delle facce e importazione di file STEP sono problemi complessi indipendentemente dal linguaggio.

Il progetto dichiara una struttura modulare con componenti per geometria, sketch, kernel, rendering, documenti, scambio file, engine e interfaccia. Utilizza un kernel B-rep nel proprio stack. Questo rappresenta un approccio assai diverso rispetto a un progetto che si limiti ad accumulare triangoli: il CAD deve preservare superfici geometriche, bordi, vertici e relazioni topologiche.

L’autore cita 76 parti di riferimento su 76 ricostruite con volume, area e topologia coerenti rispetto ai propri test comparativi. È un indicatore interessante del lavoro di test, ma è un benchmark interno del repository, non una convalida indipendente di equivalenza con Fusion su modelli industriali complessi.

STEP, IGES, STL e 3MF non sono formati intercambiabili

La documentazione indica importazione di STEP e IGES e supporto a STL, OBJ e 3MF. La distinzione è essenziale: un file STEP può contenere rappresentazioni di solidi B-rep utilizzabili per successive operazioni CAD; un STL descrive invece una superficie discretizzata in triangoli, normalmente senza feature tree e senza dimensioni parametriche native.

SolidCraft specifica che i file mesh importati vengono trattati come mesh bodies: possono essere visualizzati, misurati, spostati ed esportati, ma le operazioni solide richiedono un corpo B-rep. Di conseguenza, il supporto agli STL non significa che il software sappia ricostruire automaticamente da ogni mesh la sequenza storica di sketch, fori e fillet che l’ha generata.

Per chi utilizza modelli scaricati da archivi di stampa 3D questa precisazione è particolarmente importante. La possibilità di importare un STL e quella di riconvertirlo in un CAD modificabile sono due funzionalità molto diverse.

Un CAD progettato anche per lavorare senza interfaccia grafica

Accanto all’applicazione desktop viene descritta una CLI headless. Attraverso comandi e script è possibile creare geometrie, modificare parametri, misurare proprietà come volume e area, generare immagini di anteprima ed esportare file. Questa impostazione rende il CAD più facilmente integrabile in procedure automatiche di progettazione e verifica.

Un caso pratico potrebbe riguardare la generazione di una famiglia di supporti con dimensioni differenti: un programma crea un modello base, varia larghezza e interassi, misura il volume finale ed esporta una serie di file STEP o 3MF. Non sarebbe necessario ripetere manualmente le stesse operazioni nel viewport.

Non significa comunque che il codice possa decidere autonomamente quali geometrie siano sicure o stampabili. Un CAD può generare un file geometricamente valido che possiede pareti troppo sottili, accoppiamenti errati o resistenza insufficiente. La verifica ingegneristica rimane distinta dalla sola validità topologica.

MCP: l’agente AI impartisce comandi, il CAD esegue

Il Model Context Protocol permette a un agente di utilizzare strumenti esterni mediante un’interfaccia definita. In SolidCraft il server MCP è integrato nella CLI e mette a disposizione funzioni come elenco dei comandi, esecuzione singola o in batch, ispezione del progetto, misurazione, lettura della topologia, modifica dei parametri, screenshot, salvataggio ed esportazione.

L’AI non scrive direttamente un file STEP «immaginando» il contenuto: chiede al CAD di effettuare operazioni e può controllare almeno alcuni risultati. Questa separazione rende possibile costruire procedure più verificabili rispetto a un sistema che generi soltanto mesh da un prompt testuale.

Rimane però un problema fondamentale: l’agente può scegliere operazioni formalmente valide ma progettualmente sbagliate. Può, per esempio, creare un foro nella faccia sbagliata, scegliere una quota non coerente o utilizzare un vincolo eccessivo. Il fatto che il software produca un solido chiuso non garantisce che la parte corrisponda alle intenzioni dell’utente.

Browser, desktop e problemi ancora aperti

Il progetto prevede un’interfaccia desktop basata su egui e wgpu, una versione web con rendering tramite WebGPU e una modalità CLI. Il supporto browser è interessante per laboratori, scuole e maker che non vogliono installare una suite CAD pesante. Ma un’applicazione web non implica automaticamente che il modello venga elaborato nel cloud: il comportamento dipende dall’architettura e dai componenti effettivamente eseguiti nel browser.

Il repository dichiara esplicitamente uno stato iniziale, utilizzabile per parti semplici. Issue e roadmap documentano funzionalità da migliorare, limitazioni dei kernel geometrici e comportamenti non ancora paragonabili a quelli di sistemi commerciali consolidati. È un dato da mantenere in primo piano soprattutto perché le descrizioni delle funzionalità sono molto estese e possono indurre a pensare a un sostituto già completo di Fusion.

Licenza e rapporto con Autodesk

La distribuzione utilizza licenze MIT oppure Apache-2.0 e lo sviluppatore dichiara di seguire una metodologia clean-room. La parola «reimplementation» descrive l’obiettivo di ricostruire funzionalità tramite un codice proprio, non un’associazione commerciale con Autodesk. Il marchio Fusion rimane di Autodesk.

La disponibilità pubblica del codice consente almeno in linea di principio una verifica da parte di terzi su algoritmi, dipendenze, sicurezza e qualità dei risultati, ma richiede tempo e partecipazione della comunità. Un repository con molte feature implementate rapidamente può essere promettente e nello stesso tempo presentare regressioni, vulnerabilità o errori numerici non ancora individuati.

Dove può essere utile per la stampa 3D

La combinazione più interessante riguarda le piccole parti parametriche: contenitori, adattatori, staffe, dime e supporti meccanici. La possibilità di modificare una quota mantenendo la cronologia e poi esportare verso lo slicer è molto più importante della sola generazione di una forma esteticamente plausibile.

Per chi sviluppa automazioni, il server MCP potrebbe consentire di costruire un primo ciclo istruzione → modello CAD → misura → revisione → esportazione. Rimane da aggiungere l’eventuale verifica mediante simulazione, controlli sulle tolleranze e analisi di stampabilità.

SolidCraft non dimostra ancora la sostituzione delle suite professionali, ma presenta un progetto tecnicamente interessante: il CAD parametrico viene trattato come un motore di geometria interrogabile e automatizzabile, non esclusivamente come un’interfaccia da usare con il mouse. Il suo valore dipenderà dalla stabilità del kernel e dalla capacità di ricostruire modelli reali dopo molte modifiche, non dalla velocità con cui cresce la lista delle funzioni annunciate.

Questo articolo è stato redatto con il supporto di strumenti di intelligenza artificiale (AI).

Di Fantasy

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