Solukon ha presentato la SFM-AT850, una nuova piattaforma automatizzata per rimuovere la polvere residua dai componenti metallici prodotti mediante Laser Powder Bed Fusion. Il sistema, annunciato ufficialmente il 15 ottobre 2026 e ripreso dalla stampa internazionale il giorno successivo, è progettato per pezzi particolarmente voluminosi e pesanti: la capacità dichiarata arriva a 1.000 chilogrammi, con ingombri standard fino a 650 × 650 × 800 millimetri. La novità comprende una variante SFM-AT850-E con eccitazione ultrasonica, pensata soprattutto per strutture reticolari delicate e lunghi canali interni. La macchina sarà presentata a Formnext 2026 e le prime consegne sono previste entro il terzo trimestre 2027.

La polvere residua come problema industriale

Nei processi a letto di polvere, il componente viene costruito all’interno di un volume riempito da materiale non consolidato. Al termine della fabbricazione occorre recuperare la polvere esterna e soprattutto rimuovere quella rimasta intrappolata nelle cavità. La difficoltà aumenta quando il progetto contiene canali tortuosi, celle reticolari, elementi cavi o percorsi con sezioni variabili.

Una geometria può essere perfettamente stampabile e tuttavia difficile da pulire. Se una parte della polvere rimane al suo interno, massa, prestazioni fluidodinamiche e comportamento termico possono differire da quelli previsti. Nel caso di componenti destinati a impieghi medicali o a sistemi per fluidi, la presenza di materiale residuo può inoltre impedire il rispetto di requisiti di pulizia particolarmente severi. Il depowdering deve quindi essere considerato già nella fase di progettazione, non come semplice operazione di finitura.

Una capacità massima di una tonnellata

La SFM-AT850 è progettata per gestire componenti e piastre di costruzione fino a 1.000 chilogrammi. Il valore costituisce un aumento rilevante rispetto ai sistemi SFM-AT800-S e SFM-AT1000-S che la nuova piattaforma sostituirà progressivamente. Solukon specifica che l’ingombro esterno della macchina è inferiore a quello di uno dei modelli precedenti, pur offrendo una capacità di carico superiore.

La dimensione standard ammessa è di 650 × 650 × 800 millimetri. È disponibile un braccio orientabile opzionale che consente di lavorare su componenti alti fino a 1.050 millimetri. Le due configurazioni non devono essere confuse: un’altezza di 1.050 millimetri non rappresenta la dotazione standard della SFM-AT850.

La capacità nominale non significa neppure che ogni pezzo di una tonnellata possa essere mosso con qualunque traiettoria. Il rispetto dei limiti di sicurezza dipende da geometria, baricentro, fissaggio e spazio necessario per la rotazione.

Rotazione programmata e vibrazione controllata

Il principio operativo utilizzato da Solukon, indicato come Smart Powder Recuperation, combina movimenti di rotazione su due assi e stimolazione meccanica per favorire lo scorrimento della polvere verso le aperture del pezzo. La possibilità di orientare il componente in posizioni differenti permette di sfruttare la gravità per svuotare canali e cavità che non sarebbero accessibili con una semplice aspirazione dall’esterno.

Il processo richiede di definire una sequenza di movimenti coerente con il percorso dei canali. Una rotazione che libera un tratto può spostare la polvere verso un altro punto chiuso; l’ordine delle operazioni diventa quindi parte del progetto di pulizia. La macchina esegue programmi configurabili, ma l’efficacia dipende dalle caratteristiche della geometria e dalle condizioni della polvere.

La novità della versione ultrasonica

La SFM-AT850-E introduce l’eccitazione a ultrasuoni per applicazioni in cui una vibrazione convenzionale potrebbe non essere la soluzione più adatta. Solukon la presenta come un’alternativa particolarmente delicata per strutture reticolari, elementi sottili e canali interni molto lunghi. L’azienda aveva già applicato questa tecnologia alla SFM-AT350-E, destinata a componenti di dimensioni inferiori.

Il vantaggio previsto è riuscire a mettere in movimento la polvere limitando le sollecitazioni meccaniche indesiderate su determinate geometrie. Non significa che qualsiasi reticolo possa essere pulito senza danni né che il sistema ultrasonico sia universalmente superiore. La scelta del metodo deve essere verificata rispetto a spessori, frequenze di risonanza, materiale e configurazione del componente.

SPR-Pathfinder e la progettazione per la pulizia

La nuova macchina è compatibile con SPR-Pathfinder, software che utilizza il modello CAD per calcolare una sequenza di orientamenti. L’obiettivo è prevedere già nella progettazione se una geometria può essere svuotata e stimare il tempo necessario all’operazione.

Questo approccio introduce un criterio ulteriore nel Design for Additive Manufacturing: non basta considerare se il pezzo può essere costruito e se i supporti possono essere rimossi, ma anche se le cavità possono essere pulite in modo controllabile. Un progettista potrebbe modificare la posizione delle aperture o la continuità di un canale prima di avviare una lavorazione lunga e costosa.

La simulazione non elimina la verifica sul componente effettivo. Rugosità interna, piccoli residui consolidati e aggregati di particelle possono modificare il comportamento rispetto alla previsione digitale. In produzioni regolamentate la procedura deve essere completata con controlli adeguati della pulizia raggiunta.

Caricamento e movimentazione dei pezzi pesanti

Solukon ha progettato un sistema di caricamento frontale e superiore che facilita l’utilizzo di un carroponte. Aprendo la copertura, una parte del telaio superiore si sposta per consentire l’accesso alla zona di fissaggio senza dover abbassare il componente attraverso un’apertura stretta.

La soluzione risponde a un problema concreto: quando una piastra pesa centinaia di chilogrammi, l’ergonomia non può dipendere soltanto dalla presenza di una porta più ampia. Occorre considerare l’intero percorso del carico sospeso, i punti di presa e le operazioni di fissaggio. Ridurre la complessità del montaggio può contribuire a diminuire il tempo complessivo di lavorazione, purché la procedura rimanga compatibile con le norme di sicurezza.

Atmosfera protettiva e gestione delle polveri

La camera può essere inertizzata per lavorare in condizioni appropriate con materiali reattivi come alcune leghe di titanio e alluminio. Il sistema comprende connessioni supplementari per aria compressa e gas protettivo, utilizzabili per attrezzature e operazioni addizionali. La polvere recuperata può essere raccolta in un contenitore compatibile o convogliata verso la stazione di raccolta SFM-PCU.

La presenza di un’atmosfera protettiva non sostituisce le misure necessarie per gestire le polveri metalliche. Occorrono procedure di contenimento, controllo delle atmosfere, prevenzione delle sorgenti di innesco e valutazione delle caratteristiche del materiale. Il recupero della polvere apre inoltre questioni sulla sua riutilizzabilità: un materiale estratto dopo la stampa può richiedere setacciatura e controlli prima di rientrare nel ciclo produttivo.

Software, manutenzione e disponibilità commerciale

La SFM-AT850 introduce una gestione dei profili utente con differenti livelli di autorizzazione, una organizzazione più flessibile dei programmi di pulizia e nuove funzioni di manutenzione remota. Le modifiche rispondono a un’esigenza tipica degli impianti industriali: evitare che ogni operatore possa alterare parametri di base senza un controllo autorizzato.

La presentazione pubblica è prevista a Formnext 2026. Gli ordini saranno aperti in occasione della manifestazione e le consegne sono attese entro la fine del terzo trimestre 2027. Al momento del comunicato non è quindi corretto parlare di una macchina già normalmente consegnata agli utilizzatori. Non sono stati diffusi prezzi ufficiali né dati indipendenti sui tempi medi di depowdering ottenuti sui differenti materiali.

Perché il post-processing diventa una tecnologia strategica

La tendenza a costruire componenti più grandi e complessi sposta parte del problema produttivo dalla stampa alle operazioni successive. Un sistema LPBF può richiedere molte ore per completare un pezzo, ma la qualità e il costo finale dipendono anche dalla possibilità di rimuovere completamente la polvere, eseguire i trattamenti e controllare le superfici interne.

La SFM-AT850 rappresenta una risposta industriale a questa evoluzione: maggiore capacità di carico, gestione programmata delle rotazioni, possibilità di ultrasuoni e integrazione software per pianificare la pulizia. Il risultato operativo dovrà essere verificato attraverso installazioni reali, tempi ciclo, percentuali di polvere residua e compatibilità con le geometrie più complesse. Già dalla presentazione emerge però un punto essenziale: nella stampa 3D metallica avanzata la progettazione per la rimozione della polvere sta diventando importante quanto la progettazione per la costruzione.

Questo articolo è stato redatto con il supporto di strumenti di intelligenza artificiale (AI).

Di Fantasy

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