Norsk Titanium ha comunicato ricavi e altri proventi per 2,1 milioni di dollari nel terzo trimestre 2026, rispetto a 0,7 milioni nello stesso periodo dell’anno precedente. La triplicazione è rilevante, ma parte da un livello di attività ancora contenuto rispetto alle dimensioni dei grandi fornitori aerospaziali. La composizione del dato aiuta a interpretarlo: 0,6 milioni provengono dalla produzione seriale, 1,2 milioni da programmi di sviluppo e servizi e 0,3 milioni da altri proventi. Nei primi nove mesi il totale raggiunge circa 5 milioni di dollari contro 2,8 milioni un anno prima.

La notizia industriale più importante è l’installazione della prima macchina Merke IV basata su Rapid Plasma Deposition (RPD) nello stabilimento Airbus di Varel, in Germania. Il sito acceptance test è stato completato in settembre e l’installazione rientra in un accordo di cooperazione e ricerca sottoscritto a giugno 2026. Non è quindi corretto attribuire al solo mese di novembre l’intero progetto. Airbus utilizzerà il sistema nella propria struttura, mentre Norsk Titanium manterrà il controllo della tecnologia di processo e del quadro di qualificazione.

Il metodo RPD impiega deposizione diretta di materiale metallico mediante una sorgente di plasma, in particolare per realizzare preforme in titanio che possono essere successivamente lavorate fino alle dimensioni richieste. Rispetto alla produzione sottrattiva da grandi blocchi, la fabbricazione di una forma vicina a quella finale può ridurre il materiale asportato, ma il vantaggio effettivo dipende da geometria, rendimento di deposizione, sovrametallo, trattamenti e controlli. In ambito aerospaziale servono inoltre un processo qualificato e la dimostrazione della costanza delle proprietà sui lotti produttivi.

L’accordo con Airbus mira a sviluppare una qualificazione più ampia a livello di processo, che potrebbe ridurre il lavoro necessario per inserire nuovi componenti; al momento si tratta di un obiettivo in fase di validazione. Norsk Titanium riferisce maggiori consegne di serie ad Airbus e il proseguimento delle forniture ad altri clienti del settore, inclusi Boeing e Leonardo. L’azienda segnala anche un ordine di Rolls-Royce per un componente in titanio ancora in valutazione per programmi di motori aeronautici civili: non è una conferma di utilizzo definitivo su un motore certificato.

Altre prospettive riguardano la qualificazione presso un prime contractor statunitense della difesa e un contratto di sviluppo da 4,2 milioni di dollari per applicazioni navali e sottomarine. La direzione prevede per l’intero 2026 ricavi e altri proventi intorno agli 8 milioni di dollari; la previsione rimane soggetta a completamento dei programmi e tempi dei clienti. L’interesse principale della vicenda è il modello commerciale: anziché limitarsi a vendere pezzi stampati, Norsk Titanium sta sperimentando l’inserimento della propria tecnologia direttamente negli stabilimenti dei grandi costruttori.

Questo articolo è stato redatto con il supporto di strumenti di intelligenza artificiale (AI).

Di Fantasy

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