Scenario di mercato: un Q3 2025 di segnale, non di rimbalzo generalizzato
Nel terzo trimestre 2025 il mercato globale delle stampanti 3D (hardware) mostra un incremento dei ricavi del +5% anno su anno, un dato che indica una ripresa selettiva più che un cambio di ciclo uniforme. La crescita viene attribuita a tre aree di domanda: aerospazio, difesa e mercato domestico cinese, mentre altre fasce restano sotto pressione. In parallelo, il sentiment sul segmento “alto di gamma” viene descritto come prudente ma meno difensivo: l’attenzione si sposta da una logica di espansione rapida verso ambiti dove la manifattura additiva genera valore economico misurabile (tempi, prestazioni, qualifica, disponibilità supply chain).
Perché aerospazio e difesa “tirano” le macchine industriali
Nei settori aerospaziale e difesa, la spinta all’adozione non dipende solo dal costo pezzo: contano anche riduzione dei lead time, gestione di parti a bassa reperibilità, produzione di componenti complessi in leghe metalliche e requisiti di qualifica e tracciabilità. In questo contesto, le piattaforme di stampa 3D industriali più costose (soprattutto metalliche) tendono a beneficiare di ordini legati a programmi specifici e a piani di capacità pluriennali, anche quando altri comparti rinviano investimenti capex. Il dato riportato per il trimestre è coerente: i sistemi oltre 100.000 dollari crescono +3% in unità, con contributi determinanti da Cina e, in misura minore, da clienti occidentali in aerospazio/difesa.
Cina: domanda interna e OEM domestici sostengono la fascia >100.000$
Il dato più netto del trimestre riguarda la Cina: le spedizioni di sistemi sopra i 100.000 dollari risultano +22%, trainate da OEM domestici tra cui ZRapid Tech e BLT (Bright Laser Technologies). La dinamica descritta è in larga parte “interna”: molte macchine rimangono nel mercato locale, con clienti attivi in aerospace e private space. Questo dettaglio conta perché riduce la dipendenza da export e rende la crescita più legata a piani industriali nazionali e a filiere locali (materiali, service, integrazione di processo). In termini di posizionamento, ZRapid Tech e BLT sono esempi di fornitori cinesi con portafogli che includono soluzioni industriali (anche metalliche) e una presenza crescente nelle statistiche di spedizione dei report di settore.
Metallo in evidenza: la ripresa passa dalla Powder Bed Fusion
Il recupero della fascia alta viene collegato soprattutto alle vendite di sistemi metal Powder Bed Fusion (PBF): +25% anno su anno. Dentro questo dato, i vendor cinesi di metal PBF arrivano a +35% in spedizioni, mentre le piattaforme polimeriche comparabili (sempre nella fascia alta) risultano più deboli. È un’indicazione di mix: quando gli investimenti ripartono, lo fanno più facilmente dove l’AM metallica risolve problemi di prestazione, peso e consolidamento di assiemi, e dove i percorsi di qualifica sono già stati avviati.
Occidente: EOS e Nikon SLM Solutions beneficiano dei programmi A&D (ma con volumi più moderati)
Sul fronte occidentale, l’attività d’acquisto in aerospazio e difesa viene descritta come in ripresa ma meno intensa rispetto alla Cina. Nel trimestre, EOS viene accreditata di un +20% anno su anno nei ricavi, mentre Nikon SLM Solutions mantiene la propria posizione nei grandi formati metallici grazie alla continuità di domanda sulla piattaforma NXG. In pratica: una parte della spesa si concentra su piattaforme considerate “abilitanti” per produzione e pre-serie metallica ad alta produttività, dove contano automazione, stabilità di processo e scaling di throughput.
Fascia media in contrazione: pressione su 20.000–100.000$
Nella fascia “mid-range” (macchine tra 20.000 e 100.000 dollari) le spedizioni scendono -13% anno su anno. È un segmento in cui convivono esigenze molto diverse (uffici tecnici evoluti, reparti prototipazione, piccola produzione, service) e dove spesso il confronto economico con alternative tradizionali è più diretto. In questo scenario, la leadership per unità (considerando industrial + midrange) include un mix ampio di aziende: UnionTech, Stratasys, ZRapid Tech, Formlabs, 3D Systems, Flashforge, HP, Nano Dimension (inclusa Markforged), EOS e BLT. Tra queste, vengono segnalate crescite annue di spedizione per UnionTech, ZRapid Tech, BLT, EOS e HP, suggerendo che alcuni player riescono a guadagnare quota anche dentro un segmento in calo.
Professionale sotto pressione, ma la fotopolimerizzazione regge e Formlabs pesa ~40%
La fascia “professional” (circa 2.500–20.000 dollari) chiude a -14% anno su anno, con una causa precisa: calo della domanda per sistemi a material extrusion, mentre molti acquirenti si spostano verso macchine entry-level più economiche. All’interno della fascia professional, però, le tecnologie a vat photopolymerisation tengono meglio, e Formlabs viene stimata intorno al 40% di quota nel segmento. È un segnale di polarizzazione: quando il budget si riduce, una parte del mercato “scala verso il basso”; quando resta in fascia professional, tende a privilegiare workflow resina consolidati (applicazioni dentali, modelli, componenti di precisione, prototipi estetici/funzionali).
Entry-level in crescita: +18% e Cina dominante con Bambu Lab e Creality al 57%
Il segmento “entry-level” (sotto 2.500 dollari) continua invece a crescere: +18% anno su anno nelle spedizioni globali. La spinta viene ancora una volta attribuita soprattutto a vendor cinesi, con Bambu Lab e Creality che insieme arrivano al 57% delle spedizioni globali del trimestre. Questo andamento ha due effetti a catena: riduce la domanda per alcune macchine professional “di ingresso” e amplia la base installata, spostando parte del valore verso accessori, materiali, ricambi e servizi.
Geopolitica e procurement: il nodo “Cina” entra anche nelle regole della difesa USA
Mentre la domanda cinese sostiene una parte del mercato hardware, negli Stati Uniti cresce l’attenzione normativa su provenienza delle macchine e componenti digitali (software, networking, storage). Un esempio è quanto riportato sulla NDAA FY2026, che tratta la manifattura additiva come infrastruttura critica e introduce limiti per l’uso o procurement da parte del Dipartimento della Difesa di sistemi collegati a “covered nations” (tra cui la Cina), con eccezioni per specifici scopi (test, training, intelligence). Questo tipo di misure può influenzare strategie di supply chain, partnership, localizzazione software e architetture di rete, soprattutto per OEM che lavorano con clienti difesa.
Cosa significa per il 2026: una domanda “a isole” e una competizione più netta per fasce
I numeri del Q3 2025 descrivono un mercato in cui la crescita non è uniforme: la fascia alta metallica beneficia di investimenti legati a programmi aerospaziali e difesa e a domanda interna cinese; la fascia media soffre perché è più esposta a rinvii capex e a sostituzione con alternative più economiche; la fascia professional perde volumi in estrusione, ma mantiene spazi dove la fotopolimerizzazione è integrata in workflow produttivi; l’entry-level cresce e aumenta la pressione competitiva “dal basso”, con vendor cinesi in posizione dominante. Questa configurazione tende a premiare chi riesce a collegare la vendita macchina a un ecosistema (materiali certificati, automazione, qualifica, servizi, software) e chi ha canali solidi in settori dove la stampa 3D è già dentro ai processi, non solo nei laboratori.
