Una cabina di sicurezza in calcestruzzo stampata in 3D entra in servizio nel campus dell’IIT Bombay
All’Indian Institute of Technology Bombay (IIT Bombay) è stata messa in funzione una cabina di sicurezza realizzata interamente con stampa 3D del calcestruzzo. L’inaugurazione è avvenuta il 5 gennaio 2026 e il manufatto è stato presentato come dimostrazione concreta di come la fabbricazione additiva possa trasferirsi dal laboratorio a infrastrutture di uso quotidiano all’interno di un grande campus universitario.

Chi ha realizzato il progetto e come si è organizzato il lavoro
La cabina è stata sviluppata dal Department of Civil Engineering dell’IIT Bombay in collaborazione con il laboratorio interno dedicato al 3D Concrete Printing. Un elemento centrale del progetto è che l’intero flusso — dalla geometria digitale alla verifica strutturale fino alla fabbricazione — è stato gestito da studenti, con supervisione accademica e presentazione istituzionale da parte della direzione dell’ateneo. L’obiettivo dichiarato è trasformare competenze di modellazione parametrica, calcolo e controllo di processo in un output immediatamente utilizzabile.

Dal digitale al cantiere: cosa significa “stampa 3D del calcestruzzo” in questo caso
Nel caso dell’IIT Bombay si parla di deposizione strato su strato di una miscela cementizia pompabile ed estrudibile, controllata da un sistema automatico. L’impostazione di laboratorio descrive un processo robotizzato che integra parametri di macchina e materiale tramite software, con ugelli disponibili in un intervallo indicativo di 10–50 mm, proprio per adattare portata, dettaglio e produttività alla geometria richiesta. Questo tipo di impostazione rende più semplice passare da prototipi a elementi funzionali (come una cabina presidiata), dove contano precisione, tempi e ripetibilità.

La miscela: perché la formulazione del calcestruzzo è parte del progetto
La notizia non riguarda solo “una cabina stampata”, ma anche la formulazione del materiale: la miscela è stata sviluppata internamente per raggiungere requisiti di durabilità e capacità portante, mantenendo al tempo stesso una lavorabilità compatibile con pompaggio e deposizione. Nella stampa 3D del calcestruzzo le prestazioni non dipendono solo dalla resistenza finale: sono cruciali anche proprietà come pumpability, extrudability e buildability, cioè la capacità del materiale di uscire dall’ugello in modo stabile e sostenere gli strati successivi senza collassi o deformazioni eccessive.

Tempi di produzione e destinazione d’uso sul campus
Secondo le informazioni diffuse dall’IIT Bombay, il processo di stampa si è completato in un tempo nell’ordine di circa 30 ore. La cabina verrà utilizzata nell’area di Hostel 10 del campus e, oltre alla funzione operativa, rimarrà un oggetto dimostrativo per attività di ricerca e divulgazione tecnica. In questo senso, la scelta di una cabina di sicurezza è significativa: è un volume relativamente contenuto ma con vincoli reali su accessi, ergonomia, resistenza e manutenzione.

Materiale “a misura di geometria”: meno casseri, più controllo su spessori e cavità
Uno dei vantaggi citati per la fabbricazione additiva nel costruito è la possibilità di controllare spessori, curvature e cavità direttamente dal modello digitale, riducendo la dipendenza da casserature tradizionali e limitando gli sfridi legati a forme non standard. In applicazioni come una cabina, questo può tradursi in pareti con geometrie ottimizzate per rigidità locale, predisposizioni per passaggi impiantistici o integrazione di vani, senza introdurre lavorazioni aggiuntive equivalenti.

Comfort termico e prestazioni d’uso: un tema che affianca la sola “resistenza”
Nel racconto del progetto emerge anche un riferimento ai potenziali vantaggi sul comfort termico delle strutture stampate. Il tema è coerente con studi che analizzano come configurazione delle pareti, cavità e stratigrafie stampate influenzino comportamento termico e valutazioni di ciclo di vita rispetto a soluzioni tradizionali. Per contesti climatici complessi, la progettazione di pareti stampate non riguarda soltanto la statica, ma anche ventilazione, inerzia e trasmittanza.

Il nodo del rinforzo: dal prototipo funzionale alla standardizzazione
Come per molte strutture in 3D concrete printing, il passaggio a elementi più grandi o portanti introduce il tema del rinforzo e della sua integrazione nel processo. La ricerca internazionale sta esplorando più approcci (barre, reti, fibre, soluzioni ibride e strategie di posa durante o dopo la deposizione) per rendere più prevedibile il comportamento strutturale e facilitare la conformità alle normative. La cabina dell’IIT Bombay, per dimensioni e funzione, è un buon banco di prova: abbastanza reale da imporre requisiti, ma sufficientemente controllabile per sperimentare soluzioni replicabili.

Il contesto indiano: altri casi d’uso e perché questi progetti contano
L’India è uno dei mercati dove l’edilizia additiva viene spesso collegata a esigenze di rapidità e scalabilità. In precedenza, Larsen & Toubro Construction (L&T) ha comunicato la realizzazione di un edificio a due piani stampato in 3D in 106 ore, mentre l’ecosistema di startup e organizzazioni non profit ha visto progetti come la casa dimostrativa realizzata con Tvasta Manufacturing Solutions insieme a Habitat for Humanity (abitazione a un piano, circa 56 m², completata in pochi giorni in termini di processo costruttivo dichiarato). La cabina dell’IIT Bombay si inserisce in questa traiettoria, ma con un taglio “campus-based”: formazione, ricerca applicata e prototipazione per servizi di infrastruttura leggera.

Materiali a minore impronta carbonica: perché si parla sempre più di cementi alternativi anche nel 3D printing
Parallelamente alla diffusione delle stampanti, cresce l’attenzione verso leganti e formulazioni con minori emissioni. Un esempio molto discusso è l’LC3 (Limestone Calcined Clay Cement), che mira a ridurre le emissioni di CO₂ diminuendo la quota di clinker e utilizzando argille calcinabili e calcare. Per il 3D concrete printing l’interesse è duplice: riduzione dell’impronta ambientale e possibilità di calibrare reologia e tempi di presa in modo più fine, a seconda delle esigenze di estrusione e stabilità degli strati.

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Di Fantasy

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