AMEXCI amplia la post-produzione: due nuovi sistemi Solukon per depolverare componenti LPBF di taglia media e grande

AMEXCI (service provider di additive manufacturing metallico) ha installato due ulteriori sistemi di depolverazione di Solukon per aumentare la capacità di post-processing su componenti prodotti in fusione laser a letto di polvere (LPBF). I nuovi impianti sono Solukon SFM-AT350 (pensato per parti di dimensioni medie) e Solukon SFM-AT1000-S (per parti grandi). L’operazione si inserisce nella continuità di una collaborazione iniziata nel 2018 con l’acquisto del primo sistema SFM-AT300, tuttora in uso.

Perché la depolverazione è un passaggio critico nella stampa 3D metallica (LPBF)

Nella LPBF, dopo la stampa resta sempre polvere non fusa intrappolata attorno al componente e, spesso, all’interno di cavità, canali e reticoli. Rimuoverla in modo coerente serve a: ridurre i rischi per gli operatori (esposizione a polveri metalliche fini), rendere più sicure le fasi successive di movimentazione e ispezione, e migliorare la ripetibilità del processo quando si lavora su produzioni più industrializzate. Per parti grandi e pesanti, la rimozione manuale può diventare poco praticabile o non sufficientemente controllabile, rendendo preferibili soluzioni automatizzate e chiuse.

Il contesto: il nuovo centro AM di AMEXCI a Örebro e il parco macchine LPBF

Le nuove installazioni sono collegate allo sviluppo della capacità produttiva di AMEXCI in Svezia: l’azienda ha aperto un nuovo impianto di additive manufacturing a Örebro (Svezia) progettato per aumentare efficienza, capacità e livelli di automazione, con l’obiettivo di coprire l’intero percorso dal co-sviluppo alla produzione in serie. Nel flusso produttivo citato, AMEXCI lavora con più piattaforme LPBF, tra cui EOS M290 e sistemi Nikon SLM Solutions (indicati come SLM 500 e NXG 600/NXG XII 600 a seconda delle comunicazioni). La depolverazione diventa quindi un nodo di raccordo fra macchine diverse e lotti/materiali differenti.

Tre sistemi, tre materiali: la scelta di separare le leghe per affidabilità e tracciabilità

Un dettaglio operativo rilevante è la preferenza di AMEXCI per l’uso “single-material” sui sistemi di depolverazione Solukon: in pratica, ogni macchina viene associata in modo stabile a una lega specifica. Nello schema descritto:

  • SFM-AT300 per acciaio inox 316L

  • SFM-AT350 per titanio Ti64 (Ti-6Al-4V)

  • SFM-AT1000-S per alluminio AlSi10Mg (in relazione alla produzione su piattaforme di grande formato)
    Questa impostazione mira a ridurre il rischio di contaminazioni incrociate e a rendere più controllabile la gestione delle polveri lungo l’intero ciclo (raccolta, setacciatura/riuso dove previsto, tracciabilità interna).

Cosa cambia con SFM-AT350 e SFM-AT1000-S: focus su scala e standardizzazione

Nel portafoglio Solukon, SFM-AT350 è collocata nella fascia “media” ed è stata posizionata dal produttore come soluzione adatta a gestire componenti con geometrie complesse con funzioni digitali dedicate; in documentazione Solukon viene citata come modello molto diffuso sul mercato dalla sua introduzione (ottobre 2021) e impiegato in numerosi Paesi. SFM-AT1000-S, invece, copre il segmento dei componenti grandi: è il tipo di taglia che diventa più comune quando si producono parti voluminose su piattaforme LPBF di grande formato e quando il componente incorpora canali interni o reticoli dove la polvere può accumularsi.

Efficienza di processo: il tema del “percorso” di depolverazione e il software SPR-Pathfinder

Oltre all’hardware, AMEXCI ha indicato di stare valutando l’adozione di SPR-Pathfinder (Solukon), un software pensato per supportare la definizione del movimento/posizionamento del pezzo durante la depolverazione, con l’obiettivo di aumentare l’efficienza e la ripetibilità quando le geometrie diventano articolate. In una logica di produzione, l’interesse non è solo “togliere la polvere”, ma farlo in modo consistente tra lotti e con impostazioni documentabili, riducendo tentativi manuali e variabilità operatore-dipendente.

Le dichiarazioni operative: sicurezza e gestione del pezzo “powder-free” il prima possibile

Nelle dichiarazioni riportate, Andreas Petersen (Head of Production, AMEXCI) collega in modo diretto la scelta dei sistemi Solukon alla necessità di avere parti “powder-free” il prima possibile: un aspetto legato sia alla sicurezza degli operatori sia alla sicurezza durante la movimentazione e consegna verso i clienti. In termini pratici, anticipare la rimozione della polvere può semplificare anche il passaggio ad altre fasi (controlli, trattamenti termici dove previsti, finiture), perché riduce la gestione di componenti ancora “carichi” di polvere in aree non dedicate.

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Di Fantasy

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