Nike Air Max 1000 “Multicolor”: Nike e Zellerfeld portano due colori nella stessa scarpa stampata in 3D

Che cosa cambia con la versione “Multicolor”
Nike e Zellerfeld hanno mostrato una nuova iterazione della Air Max 1000 in cui due colori vengono stampati direttamente nella scarpa durante un’unica produzione, invece di ottenere variazioni cromatiche tramite componenti separati o dettagli applicati dopo. Nella serie Air Max 1000, le versioni precedenti erano sostanzialmente monocromatiche, con eventuali contrasti legati soprattutto all’unità Air o a elementi specifici del design.

Come appare il prototipo e cosa implica per il processo
Le immagini diffuse mostrano una scarpa divisa in due zone cromatiche ben distinte, con una separazione ondulata: una porzione (in alcune foto) copre suola e parte dell’upper, mentre l’altra completa la tomaia; al tallone è visibile l’unità Air. L’elemento chiave non è soltanto “aggiungere un secondo colore”, ma farlo con la stessa precisione con cui si programma la geometria: in pratica, la distribuzione del colore diventa un parametro del processo produttivo e non un vincolo imposto dal materiale o dalle fasi di finitura.

Le dichiarazioni di Zellerfeld e l’obiettivo commerciale
Zellerfeld ha presentato la stampa “dual-color” come un passaggio che consente a brand e creatori di portare sul mercato calzature 3D-printed con palette più articolate, mantenendo l’idea di un prodotto stampato in modo integrato. Nelle dichiarazioni attribuite a Michael Krause (Chief Platform Officer di Zellerfeld) viene indicato che la Air Max 1000 è il primo modello su cui l’approccio viene applicato e che l’uscita è prevista nel corso del 2026.

Air Max 1000: come nasce il progetto e il ruolo di ComplexCon
Nike ha collocato Air Max 1000 dentro un percorso di sperimentazione sul footwear stampato in 3D, presentandolo anche come rielaborazione “print-first” dell’Air Max 1. La piattaforma è stata mostrata in modo prominente in occasione di ComplexCon, dove Nike ha raccontato l’uso di strumenti digitali e collaborazione con Zellerfeld per ripensare forma, produzione e possibilità di personalizzazione.

Dalla Air Max 1000 “Oat” ai drop su SNKRS: cosa sappiamo delle versioni già uscite
Nike ha pubblicato pagine prodotto/launch su SNKRS dedicate a Air Max 1000, tra cui la colorazione “Oat”, descritta come costruzione stampata in 3D con integrazione dell’unità Nike Air. Nelle schede compaiono anche indicazioni di prezzo e posizionamento del modello come silhouette sperimentale legata alla collaborazione con Zellerfeld. Questi elementi aiutano a capire che la “Multicolor” si inserisce su una base già pronta per rilasci limitati e comunicazioni strutturate, non come semplice concept isolato.

Materiali e costruzione: la logica “single-piece” di Zellerfeld
Zellerfeld descrive la propria produzione come stampa di scarpe in un unico pezzo, con una piattaforma orientata a design digitali e realizzazione on-demand. Per la linea Nike, le Air Max 1000 vengono presentate come scarpe stampate in 3D e realizzate con materiale indicato come zellerFOAM (TPU), con impostazione che riduce la dipendenza da cuciture e assemblaggi tradizionali. Questo approccio è coerente con l’idea che l’introduzione del “secondo colore” debba avvenire senza reintrodurre fasi complesse di post-produzione che annullerebbero parte dei vantaggi del processo.

Il “perché” della stampa a due colori: vincoli industriali e nuove possibilità di design
Nel footwear stampato in 3D, il colore è spesso limitato dal materiale base o da passaggi successivi (coating, inserti, componenti separati). La possibilità di gestire due colori “in macchina” amplia le combinazioni senza cambiare la struttura del flusso produttivo: per un brand come Nike, significa poter progettare linee, separazioni cromatiche e blocchi di colore come parte dell’architettura della scarpa, mantenendo la narrativa di un prodotto costruito digitalmente.

Il contesto più ampio: Air Max 95000 e la tecnologia “Project Nectar”
La collaborazione Nike–Zellerfeld non si limita alla Air Max 1000. Nike ha presentato anche la Air Max 95000, descrivendola come secondo modello sviluppato con Zellerfeld e primo legato a Project Nectar, un approccio “print-first” pensato per migliorare aspetti come durata e resa di dettagli superficiali e di trazione. La 95000 viene posizionata come reinterpretazione dell’Air Max 95 e viene indicata con disponibilità su SNKRS e sul canale Zellerfeld. In questa cornice, la Air Max 1000 “Multicolor” appare come un ulteriore step: non un cambio di silhouette, ma un potenziamento della “cassetta degli attrezzi” produttiva (in questo caso sul colore).

Zellerfeld oltre Nike: collaborazioni fashion e posizionamento come piattaforma
Zellerfeld sta lavorando anche con altri marchi e designer. Nel racconto di settore compaiono iniziative come la scarpa sviluppata con HUGO (Hugo Boss) e collaborazioni con designer come Sean Wotherspoon, oltre a progetti con brand come Mallet London. Queste partnership indicano l’obiettivo di Zellerfeld di essere non solo un fornitore, ma una piattaforma produttiva e software per calzature stampate, con modelli che puntano a ridurre inventario e passaggi di assemblaggio.

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Di Fantasy

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