Protolabs, fornitore di servizi di produzione digitale e on-demand, ha comunicato l’installazione di un terzo sistema Lumia X1 di Axtra3D per aumentare la capacità produttiva nella stampa 3D a resina destinata non solo a prototipi estetici, ma anche a componenti funzionali e piccole/medie serie. Nel modello tipico dei service bureau, l’interesse è ridurre i tempi di consegna e rendere più prevedibile la qualità su lotti ripetibili: da qui l’attenzione a piattaforme SLA che promettono velocità elevate senza perdere precisione e finitura superficiale.

Che cos’è Lumia X1 e cosa distingue la “Hi-Speed SLA” di Axtra3D
Lumia X1 è la piattaforma di punta di Axtra3D per la stampa 3D a resina. Il posizionamento tecnologico ruota attorno alla Hybrid PhotoSynthesis (HPS), un approccio che combina laser (stile SLA) e proiezione (stile DLP) nello stesso processo di esposizione, con l’obiettivo di tenere insieme velocità e dettaglio. Axtra3D abbina a HPS anche meccanismi proprietari per la gestione e separazione dello strato e un’impostazione “da produzione” orientata a ripetibilità, uptime e workflow materiali. In pratica, la macchina viene proposta come piattaforma pensata per portare la fotopolimerizzazione verso volumi più stabili e pianificabili.

Il terzo impianto in 18 mesi: cosa significa per capacità e flusso produttivo
Protolabs ha introdotto il primo Lumia X1 a inizio 2025 e ha poi scalato l’infrastruttura fino ad arrivare al terzo sistema nell’arco di circa 18 mesi. Per un service questo scaling conta in due modi: più ore macchina disponibili per assorbire picchi di domanda e più possibilità di standardizzare parametri e post-process su più linee, riducendo variabilità tra lotti. Non è solo “più macchine”, ma più margine per stabilizzare la stampa a resina come processo ripetibile per parti finali.

Quattro soluzioni materiale “ottimizzate”: l’ecosistema conta quanto la macchina
Un punto centrale è l’adozione, e l’ampliamento, di un set di quattro soluzioni materiale dichiarate come ottimizzate per la tecnologia Hi-Speed SLA. Nella resina “da produzione” non basta una stampante veloce: servono profili di stampa, post-cura e processi validati per ciascun materiale e, idealmente, per ciascuna applicazione. L’obiettivo è ridurre il rischio di risultati incoerenti quando si passa da un prototipo singolo a una mini-serie.

I materiali citati: Loctite (Henkel), Arkema e Forward AM
Nel perimetro menzionato rientrano: Henkel con il portfolio LOCTITE 3D Printing, Arkema con la famiglia di resine N3xtDimension e Forward AM con resine della linea Ultracur3D, incluse formulazioni rigide e caricate. In chiave industriale, queste famiglie sono rilevanti quando servono proprietà meccaniche e funzionali più mirate, insieme a stabilità e ripetibilità di processo.

Ceramic-filled photopolymer: perché interessa a produzione e attrezzaggi
I sistemi “ceramic-filled” si collocano tra le leve per avvicinare la finitura tipica della SLA a un comportamento più tecnico, utile per attrezzaggi, dime e componenti rigidi che richiedono maggiore stabilità. Le resine caricate portano vincoli specifici su gestione della viscosità, stabilità della sospensione e controllo della polimerizzazione: per questo la loro adozione in produzione tende a passare da validazioni e procedure più rigorose.

Velocità, precisione e post-process: dove si gioca la “serie” in fotopolimerizzazione
Quando un service parla di “serie” in ambito resina, i colli di bottiglia tipici sono tempo di stampa su lotti, rimozione supporti e finitura, post-cura controllata e scarti per variabilità. Il messaggio associato alla piattaforma Lumia X1 è aumentare il throughput mantenendo dettaglio e finitura, mentre l’approccio basato su ecosistema materiali e profili validati mira a rendere più prevedibile il passaggio dalla prototipazione alla produzione ripetuta.

Implicazioni per i clienti Protolabs: più prevedibilità su tempi e prestazioni
Per chi acquista tramite Protolabs, più sistemi identici e un set di materiali e processi già strutturati significa maggiore probabilità di lead time stabili, continuità di fornitura su piccole serie e più opzioni materiale senza dover riprogettare ogni volta il flusso. In particolare, materiali con proprietà funzionali dedicate possono essere un tassello per estendere l’uso della resina verso componenti industriali e non solo estetici.

Di Fantasy

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