AMufacture, azienda britannica di contract manufacturing specializzata in stampa 3D industriale, ha ampliato la propria infrastruttura produttiva presso lo stabilimento di Portsmouth con l’obiettivo di aumentare la capacità e rendere più continui i flussi di produzione. L’azienda collega l’investimento a una domanda in crescita per produzioni additive ripetitive e per servizi che includano anche design e industrializzazione del componente, non solo stampa del prototipo.

Il cuore dell’investimento: HP Multi Jet Fusion con cambio automatico e movimentazione robotizzata
Il potenziamento ruota attorno a più sistemi HP Multi Jet Fusion (MJF) integrati con cambio automatico (per ridurre i tempi morti tra un job e il successivo) e con handling robotizzato delle parti. In termini operativi, la logica è quella di ridurre le interruzioni legate alle fasi di sostituzione delle unità di lavoro e alle attività manuali, così da mantenere un tasso di utilizzo più stabile e avvicinare il modello produttivo a una vera continuità di linea.

“BB8” e automazione del cambio unità: come si riducono le fermate tra una build e l’altra
Sul proprio sito, AMufacture descrive che parte della flotta HP è dotata di unità di cambio automatico delle build (nominate internamente “BB8”), che consentono di avviare una stampa successiva senza richiedere l’intervento dell’operatore per la sostituzione. HP, dal canto suo, presenta accessori di automazione che puntano proprio a limitare operazioni manuali e inattività e ad abilitare stampe consecutive tramite sostituzione automatizzata delle unità di stampa. In un contesto di produzione seriale, questi elementi incidono soprattutto su pianificazione turni, saturazione impianti e prevedibilità dei tempi di consegna.

La dotazione impianti: sistemi MJF serie 5620 e una macchina per parti “bianche”
Secondo la ricostruzione di settore, AMufacture opera una flotta MJF che comprende più sistemi della serie 5620 e una HP 5420 destinata a componenti “white”. L’azienda indica inoltre di essere stata la prima nel Regno Unito a operare la 5420 White e di aver costruito attorno alla stampa un’offerta che include post-processing e finitura. La presenza di una macchina dedicata a parti bianche è rilevante perché amplia i casi d’uso dove colore e finitura estetica sono vincoli di progetto (consumer, medical device non impiantabili, parti funzionali con requisiti visivi).

Materiali e processi complementari: FDM ad alta temperatura e post-lavorazioni integrate
Accanto alla MJF, AMufacture dichiara capacità anche in FDM per polimeri ad alta temperatura (applicazioni tipiche: ambienti termici gravosi e parti tecniche). L’offerta viene completata da attività di post-lavorazione come colorazione, finitura e inserimento di elementi metallici. Sul sito aziendale viene anche citato l’uso di un ecosistema DyeMansion per ampliare le opzioni di finitura e colore mantenendo ripetibilità e proprietà meccaniche del componente.

Domanda da difesa e UAV: perché Portsmouth conta per supply chain e componenti leggeri
Nel racconto dell’evento e delle motivazioni commerciali, viene esplicitato l’interesse di fornitori dell’industria della difesa e un legame con la domanda di componenti per UAV/droni, dove peso e geometrie complesse spingono verso soluzioni additive. La localizzazione di Portsmouth viene descritta come vicina a un ecosistema di aziende legate a difesa e sicurezza, con un impatto diretto su opportunità di partnership e commesse.

Open House e messaggi al mercato: “end-use prima dei prototipi”
AMufacture ha promosso un Open House e Demo Day a Portsmouth (data indicata: 20 gennaio 2026) in collaborazione con HP, impostandolo come momento dimostrativo su produzione “production-scale”. Nella comunicazione aziendale compare un dato chiave: 9 componenti su 10 in uscita sarebbero ormai parti end-use e non prototipi; inoltre viene indicato un aumento di capacità sette volte in due anni collegato all’introduzione della 5420 White e all’espansione della produzione.

Sostenibilità dichiarata e gestione digitale: riciclo polimeri e “digital warehouse”
Sul fronte ambientale e di supply chain, AMufacture dichiara un’impostazione di produzione che utilizza 75% di polimero riciclato in ogni build. Sul fronte operativo, propone anche un modello di riordino e tracciamento (“digital warehouse” e dashboard) per rendere più semplice la ripetizione delle commesse e il controllo avanzamento, un aspetto che diventa centrale quando l’additive passa da “job spot” a produzione programmata.

Di Fantasy

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