Nordic Alpha Partners entra in Additive Drives con una quota di minoranza: aumento di capitale “mid-double-digit” e rilancio sulla scalabilità industriale
Nordic Alpha Partners ha acquisito una quota di minoranza “significativa” in Additive Drives, azienda tedesca che sviluppa e produce componenti e soluzioni per motori elettrici ad alte prestazioni ottenuti tramite manifattura additiva. L’operazione è descritta come un investimento nell’ordine di decine di milioni di euro “a doppia cifra”, con contestuale apporto di nuovo capitale anche da parte dell’investitore storico AM Ventures, già presente dal seed.
Il punto centrale dell’ingresso di Nordic Alpha Partners è la combinazione tra capitale e supporto operativo per la crescita: Additive Drives dichiara di voler accelerare l’industrializzazione e l’espansione commerciale della propria tecnologia, che mira a ridurre perdite energetiche nei sistemi di trazione e in applicazioni industriali ad alto assorbimento. Nelle dichiarazioni riportate dalle testate di settore, il CFO di Additive Drives sottolinea di aver cercato un partner con competenze specifiche di industrial scaling; dal lato investitore, Nordic Alpha Partners inquadra Additive Drives come asset industriale europeo con margine di crescita in mercati trainati da elettrificazione ed efficienza energetica.
Che cosa fa Additive Drives e dove si colloca nella catena del valore dei motori
Additive Drives opera nell’area in cui progettazione elettromagnetica, produzione di conduttori e architetture di statore/rotore si incontrano con la produzione additiva. L’azienda si presenta come fornitore in grado di realizzare componenti e soluzioni personalizzate per motori elettrici, sfruttando processi di stampa 3D e competenze specifiche su rame e design del motore. A livello di proposta industriale, Additive Drives mette in evidenza lead time di prototipazione molto compressi e la possibilità di passare da lotti minimi fino a volumi più elevati, mantenendo la logica “design-to-performance” tipica dei componenti elettrici ad alta densità di potenza.
Un elemento ricorrente nelle comunicazioni è la lista clienti: vengono citati Amazon, Airbus, Audi, Schaeffler e BMW come realtà che avrebbero già lavorato con Additive Drives. In parallelo, viene indicata una crescita dell’organico fino a oltre 70 dipendenti in poco più di cinque anni, dettaglio utile per capire che non si tratta di un laboratorio early-stage ma di una struttura già in fase di esecuzione industriale.
Perché “magnet-free” e “rare-earth free” contano nei motori elettrici
Additive Drives insiste su architetture di motore senza magneti e quindi senza terre rare: nella lettura industriale, questo punto non è solo sostenibilità, ma anche rischio di supply chain. In un contesto in cui la domanda di magneti a terre rare è concentrata e cresce con e-mobility e rinnovabili, i motori a induzione o altre topologie che riducono o eliminano magneti permanenti diventano interessanti per chi vuole stabilizzare costi e disponibilità.
Le testate che riportano l’operazione collegano esplicitamente la domanda crescente di soluzioni magnet-free a due driver: pressioni geopolitiche sulle catene di fornitura e crescita di applicazioni energivore come data center e robotica. La conseguenza pratica è che un fornitore in grado di offrire design ad alta efficienza senza ricorrere a materiali critici può ottenere trazione commerciale anche in settori che privilegiano motori a magneti permanenti per massimizzare densità di potenza.
I numeri dichiarati: efficienza, perdite e classi IE
Sul piano prestazionale, Additive Drives viene accreditata di efficienze fino al 98% e di una riduzione delle perdite energetiche complessive indicata come -70%. Viene inoltre riportato un confronto con le classi di efficienza industriale: le prestazioni dichiarate sarebbero oltre i requisiti comunemente associati al benchmark IE5 e più vicine a uno scenario IE7. Qui il tema non è la singola percentuale, ma il fatto che nelle applicazioni ad alto duty cycle anche piccoli delta di efficienza spostano costo totale di proprietà, requisiti di raffreddamento e densità di installazione.
Un effetto pratico di perdite ridotte è la diminuzione della dissipazione termica e quindi la possibilità di ridurre l’infrastruttura di raffreddamento in alcune applicazioni. Nei sistemi reali il costo non è solo il motore, ma anche ingombri, impianti ausiliari e manutenzione associata al controllo termico.
Dalla prototipazione rapida alla produzione: perché l’additive può fare la differenza negli avvolgimenti e nello statore
Nella manifattura di motori elettrici, i colli di bottiglia possono arrivare molto presto: geometrie complesse, integrazione dei conduttori, ottimizzazione del riempimento rame, vincoli termici e costi di attrezzaggio se si iterano molte varianti. Additive Drives posiziona la stampa 3D come leva per ridurre tempi di sviluppo e aumentare la libertà progettuale, ad esempio per iterare rapidamente soluzioni di statore e conduttori. Viene anche riportata la possibilità di arrivare a prototipi in 21 giorni e di offrire quantità ordinabili da una singola unità fino a 10.000 unità, suggerendo un ponte tra prototipazione e piccole/medie serie.
Un altro punto è la necessità di chiudere il ciclo tra progettazione elettromagnetica, processo produttivo e validazione prestazionale: non basta stampare un componente, serve un’integrazione stretta tra design e produzione per ottenere prestazioni ripetibili.
Cosa cambia con Nordic Alpha Partners e perché AM Ventures resta nel round
L’ingresso di Nordic Alpha Partners avviene mentre AM Ventures sceglie di reinvestire. La lettura più lineare è una convergenza di competenze: AM Ventures porta profondità di settore sulla manifattura additiva; Nordic Alpha Partners punta a supportare scale-up industriali con ambizione internazionale. In questo schema, Additive Drives ottiene sia continuità con il socio storico sia una spinta su execution e crescita.
Per Additive Drives, la fase successiva alla tecnologia è l’espansione: capacità produttiva, supply chain, partnership industriali e penetrazione in mercati dove il valore dell’efficienza energetica è misurabile, dall’automotive all’aerospazio, fino a robotica e infrastrutture digitali. L’operazione si colloca esattamente qui: trasformare una proposta ad alte prestazioni in una piattaforma scalabile, mantenendo la promessa magnet-free e tempi rapidi di sviluppo.
