Il round: 220 milioni di dollari e investitori coinvolti ,il capitale per scalare la manifattura digitale del metallo negli USA
Il 2 febbraio 2026 VulcanForms ha comunicato la chiusura di un finanziamento da 220 milioni di dollari in un round dichiarato oversubscribed (cioè con domanda superiore all’offerta di quote). L’operazione è stata guidata da Eclipse e 1789 Capital, con la partecipazione di Washington Harbour, Fontinalis Partners, IEQ Capital e altri investitori. Nel comunicato e nelle dichiarazioni pubbliche, la società collega l’esito del round all’esigenza di aumentare capacità produttiva domestica e resilienza delle filiere industriali statunitensi.

Il precedente del 2022: oltre 350 milioni e focus su infrastrutture produttive
Il nuovo aumento di capitale segue un round del 2022 in cui VulcanForms aveva raccolto circa 355 milioni di dollari, con una narrativa centrata sulla creazione di infrastrutture di produzione digitale su scala industriale e sull’integrazione di stampa 3D metallica e processi a valle (post-processing, machining, controllo qualità). Quel round aveva contribuito a posizionare l’azienda come piattaforma “integrata” più che come semplice service bureau AM.

Che cosa produce VulcanForms e come si presenta la piattaforma
VulcanForms si descrive come azienda che costruisce e gestisce infrastrutture di manifattura digitale del metallo combinando processi additivi e processi sottrattivi in una catena unica. Nelle descrizioni pubbliche ricorrono concetti come “digital thread” e controllo qualità basato su dati (simulazione, sensoristica di processo, algoritmi), con l’obiettivo di portare la produzione metallica da prototipazione a output industriale ripetibile e tracciabile.

Le fabbriche: Devens e Newburyport, e l’integrazione dei passaggi a valle
L’approccio “end-to-end” è legato anche alla struttura industriale: diverse ricostruzioni di settore descrivono VulcanOne a Devens (Massachusetts) come sito focalizzato sull’additive metallico ad alta produttività, e un secondo polo a Newburyport (Massachusetts) orientato a lavorazioni di precisione, assemblaggio e ispezione finale, così da accorciare la filiera tra parte stampata e componente finito. In fonti di settore viene citata anche l’espansione delle capacità tramite acquisizione/integrazione di realtà di machining locali (tema ricorrente quando si parla di industrializzazione AM).

Dalla “fase di sviluppo” alla produzione: settori citati e tipo di programmi
Nel materiale pubblicato sul round 2026, VulcanForms afferma di essere passata a produzione industriale scalata e di aver ottenuto programmi commerciali multi-miliardari in più verticali: medical devices, consumer products, aerospazio, difesa e segmenti industriali. Le comunicazioni non dettagliano nomi cliente o commesse specifiche, ma il messaggio è che la piattaforma venga adottata per componenti con requisiti stringenti (qualifica, tracciabilità, ripetibilità).

Come verranno usati i fondi: roadmap tecnologica, materiali e capacità
Secondo quanto riportato da TCT e nel comunicato dell’azienda, i 220 milioni di dollari finanzieranno la prosecuzione della roadmap tecnologica, programmi di R&S per rafforzare la piattaforma, l’avanzamento del portafoglio materiali e il supporto a future espansioni di capacità. In pratica: più macchine/capacità e più controllo del processo, insieme a materiali e parametri qualificabili per produzioni ripetute.

Le dichiarazioni: “supply chain domestica” e ruolo degli investitori
Nelle dichiarazioni riportate, Kevin Kassekert (CEO) collega l’operazione alla necessità di un’alternativa produttiva statunitense in grado di competere per scala, velocità e precisione, mentre Omeed Malik (President di 1789 Capital) enfatizza il tema della riduzione della dipendenza da fornitori esteri e del rientro di lavoro manifatturiero qualificato. Anche Greg Reichow (Partner di Eclipse) insiste sul ritorno onshore di componenti mission-critical e sulla capacità di consegnare output industriale già oggi. Kassekert è stato nominato CEO nel settembre 2024, in un passaggio di leadership presentato come funzionale alla fase di crescita e scalabilità.

 

Di Fantasy

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