Nel mondo della stampa 3D i repository di modelli sono diventati un’infrastruttura centrale: ospitano file, descrizioni, immagini, profili dei creator e, sempre più spesso, integrazioni dirette con slicer e dispositivi. Negli ultimi anni una parte consistente di questi cataloghi è stata sviluppata (o acquisita) da produttori di stampanti, con piattaforme che funzionano anche come canali di distribuzione e fidelizzazione. In questo scenario si inserisce Manyfold, progetto open source che propone un repository gestibile in autonomia e collegabile ad altri server, con un’impostazione “federata”.
Il problema dei cataloghi legati ai produttori (e l’effetto “ecosistema”)
Secondo l’analisi di Fabbaloo, diversi grandi repository di modelli 3D sono associati a marchi specifici (ad esempio Creality Cloud con Creality, Printables con Prusa Research, MakerOnline con Anycubic, MakerWorld con Bambu Lab, Thingiverse con UltiMaker). L’osservazione chiave è che un repository “di marca” può rendere più semplice la vita a chi usa quel determinato ecosistema (account, profili stampa, invio allo slicer, ecc.) e può anche incentivare dinamiche di esclusività dei contenuti. Manyfold nasce esplicitamente come tentativo di offrire un’uscita tecnica da questa traiettoria: un software installabile da chiunque, che replica le funzioni essenziali di un repository senza dipendere da un vendor.
Che cos’è Manyfold, in pratica
Manyfold si presenta come un digital asset manager per file legati alla stampa 3D: permette di organizzare modelli e allegati con tag, creator e collezioni, aggiungere metadati (come provenienza, note, stato “supportato/non supportato”), visualizzare i modelli con anteprima 3D e decidere se condividere i contenuti in modo pubblico o privato. Oltre alla gestione locale, il progetto punta a rendere i contenuti “seguibili” anche dall’esterno, agganciandosi alla logica del Fediverse.
Cosa significa “federazione” per Manyfold: ActivityPub e scambio tra istanze
La federazione di Manyfold è basata su ActivityPub, lo stesso protocollo usato da molte piattaforme del Fediverse. In termini operativi, l’obiettivo è far sì che più istanze (server) possano “vedere” e scambiarsi informazioni su creator e contenuti, riducendo la necessità di un unico catalogo centrale. La documentazione tecnica del progetto descrive l’implementazione ActivityPub e cita l’uso della gem Ruby Federails come componente per aggiungere ActivityPub a un’app Rails; vengono anche menzionate come riferimento documentazioni di implementazioni mature (ad esempio Bookwyrm e Pixelfed) per coerenza con pratiche del Fediverse.
La release v0.132.0: focus su creator, gruppi utenti e automazioni
La release v0.132.0 (citata anche da Fabbaloo) completa un set di funzioni pensate per chi distribuisce modelli a gruppi di utenti, per esempio creator che gestiscono community e abbonamenti. Dopo l’introduzione dei “user groups” nella release precedente, ora è possibile aggiungere persone a un gruppo tramite indirizzo email: se non hanno ancora un account locale, ricevono un invito a crearlo; se sono già utenti, vengono notificati dell’aggiunta al gruppo. Il progetto evidenzia inoltre che queste operazioni sono eseguibili anche via API oltre che da interfaccia web.
API keys e OAuth: più autonomia per chi carica contenuti
Un altro punto della v0.132.0 è l’estensione dei permessi: la creazione di OAuth apps e API keys non è più limitata a ruoli amministrativi, ma è disponibile anche per utenti con permesso “contributor” (in pratica, chi ha diritti di upload). Questo dettaglio è rilevante perché abilita integrazioni “self-service” per creator e team: dall’automazione della gestione utenti (inviti/gruppi) fino a flussi esterni con strumenti di terze parti. Il team cita anche l’intenzione di pubblicare una guida d’uso per collegare automazioni (nell’esempio: Zapier e Patreon) alla gestione dei gruppi.
Supporto 3MF e apertura in Bambu Studio: cosa cambia davvero
Tra le note pratiche riportate, Manyfold aggiunge supporto all’apertura dei file 3MF direttamente in Bambu Studio tramite URL. La precisazione importante è che (almeno nel caso descritto) altri formati non avrebbero lo stesso comportamento “apri via link”, e per gli STL potrebbe restare necessario scaricare il file. In parallelo, nelle note di release su GitHub vengono citati anche miglioramenti lato prestazioni (riduzione dell’uso memoria su pagine con molti renderer 3D) e una migliore gestione dei nomi file quando si apre un contenuto nelle app di slicing.
A che punto è il progetto (e perché è ancora in 0.x)
Fabbaloo sottolinea che Manyfold è ancora in versione 0.x, quindi con funzionalità in crescita e con l’aspettativa che una parte delle “rifiniture” tipiche di prodotti maturi arrivi più avanti. Il progetto, però, sta costruendo pezzi concreti: dalla federazione via ActivityPub (con un percorso di evoluzione già visibile nelle release precedenti) fino agli strumenti per la distribuzione controllata dei modelli ai gruppi. In un post sul Fediverse, l’account ufficiale collega la v0.132.0 alla chiusura di un ciclo di lavoro coperto da un round di finanziamento del 2024 (citato come NGI Zero), segnale che lo sviluppo è stato sostenuto anche da fondi esterni oltre che dalla community.
Come provarlo: istanze pubbliche e self-hosting
Per chi vuole testare senza installare nulla, esistono istanze pubbliche (Fabbaloo cita Manyfold.social come istanza “flagship”). In alternativa, Manyfold è pensato per l’installazione in proprio: repository e documentazione sono pubblici su GitHub e sul sito del progetto, con una sezione manuale/guida utente dedicata alle funzioni e alle integrazioni.
