Nella stampa FFF/FDM la qualità finale non dipende solo da velocità e temperature impostate “a spanne”: ogni punto del pezzo attraversa una storia termica (riscaldamento, deposizione, raffreddamento) che influenza adesione tra layer, ritiro e tensioni interne. Helio Additive imposta il proprio approccio su un modello termico fisico (non “a tentativi”), con l’idea di prevedere dove il processo sta andando verso surriscaldamento, raffreddamento troppo rapido o raffreddamento disomogeneo—condizioni che si traducono in difetti come deformazioni, perdita di precisione e problemi di bonding.
Come funziona Helio dentro lo slicer: Assess e Enhance
Nel workflow “desktop-first” di Helio Additive, Assess serve a simulare la stampa e segnalare aree a rischio prima di avviare la macchina, mentre Enhance interviene sull’ottimizzazione del piano di stampa (soprattutto sui tempi di layer e sulle velocità locali) per migliorare produttività e ripetibilità senza uscire dalla finestra di lavorabilità del materiale. Sul fronte commerciale, Helio indica Assess come gratuito e Enhance con piani a partire da 9,99 USD/mese per uso personale non commerciale e 29,99 USD/mese per uso commerciale desktop, con prova gratuita di 14 giorni; la compatibilità dichiarata include 11+ stampanti e 36+ materiali nel contesto Bambu Studio.
La partnership tra Helio Additive e 3D-Fuel: Pro PCTG entra nella libreria materiali
3D-Fuel (produttore statunitense di filamenti) e Helio Additive hanno annunciato una partnership in cui dati materiali validati di Pro PCTG vengono integrati nel motore di simulazione/ottimizzazione termica di Helio, con l’obiettivo di prevedere e mitigare problematiche legate al calore quando si stampa Pro PCTG in Bambu Studio. Nel comunicato 3D-Fuel la lista degli effetti che la simulazione mira a prevenire include warping, stress residui e delaminazione, con accesso ai profili e avvio delle simulazioni direttamente nel flusso di lavoro dello slicer.
PCTG in breve: che cos’è e perché viene scelto al posto del PETG
Il PCTG è un copoliestere spesso proposto come alternativa al PETG quando servono maggiore resistenza all’urto, migliore stabilità e finitura più “pulita” su parti funzionali. In ambito filamenti, Fiberlogy riporta per il proprio PCTG una resistenza all’impatto (Izod intagliato) nell’ordine di ~90 kJ/m², con indicazioni di temperatura d’esercizio superiore (fino a 76 °C) e note su riciclabilità e versioni BPA-free/food contact (in base alla variante). Dal lato “copertura mercato”, l’articolo di Fabbaloo che ha rilanciato la notizia evidenzia 3D-Fuel e Fiberlogy come fornitori di riferimento in Nord America ed Europa per questo tipo di materiale.
Dati tecnici e prestazioni dichiarate per 3D-Fuel Pro PCTG
3D-Fuel posiziona Pro PCTG come upgrade del PETG, sottolineando tenacità, resistenza chimica e facilità di stampa; per alcune varianti mette in evidenza anche un utilizzo “open printer” senza necessità di enclosure e una minore sensibilità all’umidità rispetto al PETG. Sul piano numerico, una scheda tecnica pubblicata da Wevolver (basata su TDS del prodotto) riporta una tenacità all’impatto 15–35× rispetto al PETG e valori termici come Tg ~84 °C e HDT 74/64 °C (a 0,455 MPa), oltre a riferimenti a resistenza UV e chiarezza ottica.
Profili di stampa e compatibilità con Bambu Lab AMS: attenzione al nome materiale
Per chi utilizza sistemi Bambu Lab con AMS, la nomenclatura del profilo materiale può incidere sulla selezione a bordo macchina. 3D-Fuel indica che il 6 gennaio 2026 ha aggiornato la struttura del nome dei profili Pro PCTG in Bambu Studio: da “Pro PCTG” a “PCTG Pro”, perché l’AMS fa affidamento sul “tipo materiale” come prima parte del nome; viene anche segnalato che potrebbe essere necessario aggiornare i materiali personalizzati tramite l’icona di update nell’interfaccia.
Impostazioni di stampa di partenza e gestione dell’umidità (indicazioni operative)
Nelle indicazioni operative riportate da 3D-Fuel per Pro PCTG, un approccio pragmatico è partire da un profilo PETG e poi intervenire su pochi parametri chiave: aumento della temperatura hotend (range indicato 250–280 °C), letto caldo (es. 80 °C su PEI testurizzato), riduzione delle ventole al minimo compatibile con il pezzo e, se presente un enclosure, uso di porte/chiusure per schermare da correnti (con riferimento a 45 °C se l’enclosure è riscaldato). Per la gestione dell’umidità, 3D-Fuel indica essiccazione a 65 °C per 6–8 ore e conservazione in contenitore ermetico con essiccante; inoltre specifica che la variante “Matte Black” contiene una piccola quota di fibra (<5%) e richiede ugello temprato.
Cosa cambia per chi stampa parti funzionali: dall’intuizione alla “mappa del rischio”
L’integrazione tra dati materiali (come Pro PCTG) e simulazione termica ha senso soprattutto quando la geometria alterna zone “massive” e dettagli minuti: sono i casi in cui i tempi di layer oscillano e il pezzo accumula calore in modo non uniforme. Helio descrive il proprio indice (TQI) come una sintesi di quanto le condizioni termiche rimangano in un intervallo “sano” per bonding e stabilità dimensionale, distinguendo tra componente media (bias caldo/freddo) e variabilità layer-to-layer; in parallelo, 3D-Fuel collega l’uso di Helio in Bambu Studio alla possibilità di evitare difetti termici tipici (warping, stress residui, delaminazione) prima che si traducano in scarti e rilavorazioni.
Disponibilità del materiale e alternative: 3D-Fuel e Fiberlogy
Per l’approvvigionamento, 3D-Fuel propone Pro PCTG in più colori e taglie bobina (inclusa opzione 1 kg e 4 kg), con profili scaricabili per facilitare l’adozione su Bambu Studio; in Europa, Fiberlogy rimane un riferimento sul PCTG per chi cerca alternative locali e varianti orientate a requisiti specifici (ad esempio indicazioni food-contact per determinate versioni). Nel complesso, la disponibilità di profili pronti e l’aggancio a strumenti di simulazione/ottimizzazione tende a ridurre la barriera d’ingresso per materiali “meno standard” rispetto a PLA/PETG.
