Open House del 5 febbraio 2026: cosa ha mostrato AM Pioneers nel nuovo Technology Center
Il 5 febbraio 2026 AM Pioneers ha organizzato un Open House nel proprio Technology Center, impostando l’evento come momento di confronto tra utilizzatori e sviluppatori di manifattura additiva. L’impianto della serata è stato dichiaratamente tecnico: le presentazioni hanno toccato metallo, ceramica e micro-stampa 3D con un taglio centrato su dettagli di processo, catena produttiva e requisiti applicativi. La conduzione è stata affidata a Christian Pfleiderer (CEO, AM Pioneers), con un’introduzione aziendale a cura di Thomas Ihring (Head of Engineering, AM Pioneers).
Il Technology Center: perché un luogo “di catena processo” conta più di una singola macchina
Un Technology Center, quando è pensato per mostrare l’adozione industriale, serve a collegare fasi che nella pratica determinano tempi, costi e qualità: preparazione del materiale, parametri di processo, debinding/sinterizzazione quando previsti, post-processing, controlli dimensionali e proprietà funzionali. Nel caso di AM Pioneers, il centro nasce anche come spazio di collaborazione e networking per la comunità AM: un’impostazione coerente con una lettura “ecosistemica” dell’adozione, dove la capacità di fare rete e condividere casi d’uso incide sulla velocità con cui le tecnologie vengono portate in produzione.
Metallo: il punto sul binder jetting e su come si inserisce nei trend di mercato
Sul fronte metallico, uno dei momenti citati è l’intervento di Eyal Manzoor, indicato come riferimento della marca Desktop Metal (menzionata insieme alla Arc Impact Acquisition Corporation) con un focus su traiettorie e posizionamento del metal binder jetting rispetto ai trend di mercato. In termini industriali, il binder jetting metallico interessa perché sposta parte della complessità dal bagno di fusione alla combinazione “deposizione legante + debinding + sinterizzazione”, con implicazioni su produttività, vincoli geometrici, densità finale, ritiro e ripetibilità. In un contesto di Technology Center, il tema non è la sola stampante: è la capacità di governare tutta la sequenza fino alle tolleranze e alle proprietà richieste dal componente finito.
Settori regolati: esempi di ricerca e produzione su processi binder-based
Nel programma sono stati citati esempi che puntano esplicitamente a settori regolati. Peter Quadbeck (Hochschule Offenburg) ha presentato il binder jetting di componenti in molibdeno biodegradabile per applicazioni medicali; in parallelo Max Power Life Science ha richiamato impianti e strumentario come candidati tipici per processi metallici binder-based in ottica di serie. Al di là del singolo caso, il nodo tecnico per questi ambiti resta la qualificazione: controllo della materia prima, ripetibilità del debinding/sinter, tracciabilità del processo e correlazione tra microstruttura e prestazioni.
Ceramica tecnica: sinterizzazione, post-lavorazioni e catena delle tolleranze
La parte ceramica è stata affrontata da più angolazioni. Tassilo Moritz (Fraunhofer IKTS) ha descritto approcci di produzione additiva per componenti diamante–SiC, evidenziando come handling del materiale e strategia di sinterizzazione incidano sulle proprietà finali. Sul versante della ceramica tecnica “da prodotto”, Stefan Zilm (Maxon Group) e Nicolai Sauer (Sinto Advanced Ceramics) hanno discusso di stampa 3D ceramica in funzione di: scelta del materiale, finiture e soprattutto “catena” delle tolleranze, perché nelle ceramiche la combinazione tra ritiro in sinter e post-processing può determinare l’effettiva producibilità di una geometria.
Micro-stampa 3D: quando la scala cambia il tipo di applicazione
La chiusura del programma è stata affidata a Peter Hautke (BRIGHT) con un caso di connettore elettronico realizzato tramite micro-3D printing per requisiti automotive. Qui la “scala” porta in primo piano altre variabili: precisione e ripetibilità su micro-geometrie, gestione dei materiali (spesso polimerici o ibridi, a seconda della tecnologia), e integrazione con catene di assemblaggio e validazione tipiche dell’elettronica per veicoli. L’interesse industriale, in questo tipo di esempi, è mostrare dove la micro-fabbricazione additiva può ridurre passaggi di micro-lavorazione tradizionale o abilitare geometrie non ottenibili con processi sottrattivi alla stessa scala.
Formato Open House: partner, casi cliente e dimostrazioni dal vivo
Un elemento ricorrente nella comunicazione intorno a questi eventi è l’idea di “vedere dal vivo” non solo il risultato ma anche la filiera: partner, interventi cliente e dimostrazioni. In calendario, l’Open House viene presentato come occasione con partner, customer talks e live presentations su metallo, micro e ceramica, con spazio dedicato a conversazioni tecniche e networking. È un formato che, per chi deve decidere investimenti o industrializzazione, riduce l’ambiguità tipica delle sole schede tecniche: aiuta a capire vincoli, tempi di ciclo e punti critici della post-lavorazione.
