Che cosa significa “stampa 3D da laboratorio” per materiali da costruzione
Nel mondo della stampa 3D per edilizia (calcestruzzo, malte e materiali minerali), molte soluzioni sono pensate per elementi di grandi dimensioni o per la costruzione in cantiere. Esiste però un’esigenza diversa: testare in modo ripetibile impasti reali (leganti, aggregati, fibre, additivi e acceleranti) in un contesto controllato, con attrezzature più compatte e meno onerose rispetto alle macchine “da costruzione”. Questo approccio è coerente con la necessità di prove di laboratorio per misurare proprietà come printability window, stabilità di forma e qualità di deposizione nelle miscele cementizie.

La nuova proposta di StoneFlower 3D
StoneFlower 3D (azienda con base nell’area di Monaco) ha presentato una nuova stampante progettata per ricerca e sviluppo su scala di laboratorio con calcestruzzo, malte, argille e altri materiali minerali avanzati, con l’obiettivo di colmare il divario tra test piccoli e produzione su scala industriale. L’idea è permettere a ricercatori, progettisti e ingegneri di lavorare con materiali reali senza passare subito a impianti di grandi dimensioni.

Materiali compatibili: dal calcestruzzo alle miscele speciali
Il punto chiave dichiarato è la compatibilità con miscele più “vere” rispetto a molti sistemi compatti: oltre a calcestruzzo e malte, vengono citati anche materiali fibrorinforzati, calcestruzzi alleggeriti/foam, argille, porcellana, terre e alcuni biomateriali. La documentazione tecnica descrive una stampante “laboratory-scale” in grado di gestire formulazioni mono- e bicomponente e aggregati nell’ordine di 4–6 mm, con alimentazione tramite pompe continue per malte/intonaci o estrusori a pistone più piccoli.

Testa di stampa con miscelazione continua: perché conta
Al centro del sistema c’è una testa di stampa con miscelazione pensata per lavorare sia materiali a 1 componente (1K) sia a 2 componenti (2K), ad esempio cemento + accelerante. Vengono indicati una portata fino a 3 litri/minuto e velocità fino a 150 mm/s: numeri che, su piattaforme da laboratorio, servono soprattutto a studiare deposizioni stabili con materiali a presa rapida o con composizioni più complesse, riducendo problemi di instabilità del flusso, segregazione o occlusioni.

Volume di stampa modulare e integrazione con pompe
Un’altra scelta progettuale è il volume di costruzione personalizzabile, con configurazioni che possono coprire un intervallo indicativo da circa 50 cm fino a 300 cm (a seconda della configurazione). L’obiettivo è adattare la macchina allo spazio di laboratorio e al tipo di campioni/prototipi. Per l’alimentazione materiale vengono citate opzioni con pompe e alternative più piccole, in modo da scegliere l’hardware in base alla miscela e al regime di test.

Controllo e workflow: G-code e profili pronti
Sul lato software viene indicato l’uso di G-code standard e la compatibilità con slicer comuni, con una configurazione pronta all’uso per Cura, oltre a interfaccia touchscreen e controllo via web. Per laboratori e centri R&D questo aspetto è pratico perché riduce il lavoro di integrazione e rende più semplice replicare prove e parametri.

Prezzo, configurazione base e formazione
Viene riportato un prezzo indicativo a partire da €13.900 per la configurazione base (telaio + testa miscelante), con costo finale dipendente da volume e sistema di pompaggio; viene inoltre citata la formazione operatore inclusa con l’ordine. In un contesto universitario o di laboratorio industriale, la formazione aiuta ad arrivare più rapidamente a prove ripetibili e ridurre errori operativi nelle prime campagne sperimentali.

Perché questo segmento sta crescendo: confronto con altre soluzioni compatte
Il posizionamento viene descritto come intermedio tra piccole soluzioni per argilla/ceramica e sistemi per stampa edilizia su larga scala. In parallelo, esistono proposte con obiettivi simili: Deltasys E-Forming ha presentato una soluzione compatta per ricerca, descritta con volume di lavoro 600×600×600 mm e con miscelazione/dosaggio integrati, pensata per sperimentare formulazioni cementizie in laboratorio. Eazao propone soluzioni per calcestruzzo con carico manuale per piccoli test e connessione a pompa per erogazione continua. AC3D promuove una piattaforma “lab” per R&D e prototipi in calcestruzzo con obiettivi di precisione e ripetibilità su piccola scala. Questa varietà di approcci suggerisce che la domanda non è solo stampare pezzi, ma misurare processabilità e prestazioni di mix design diversi, in condizioni controllate e documentabili.

Chi è StoneFlower 3D e come si inserisce nella sua linea prodotti
StoneFlower 3D comunica da tempo su stampanti per argilla/paste e materiali minerali, con un posizionamento orientato a ricerca, design e sperimentazione. Viene indicata una prima versione del sistema immessa sul mercato nel maggio 2018; sono inoltre presenti articoli storici su accessori e kit, utili a capire l’evoluzione del progetto e l’esperienza dell’azienda su estrusione di paste e componenti corrosivi/abrasivi. La nuova stampante “laboratory-scale” per calcestruzzo e malte si colloca quindi come estensione verso l’ambito cementizio/minerale con requisiti più severi su pompaggio, miscelazione e ripetibilità.

Di Fantasy

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