Divergent e MACH portano il prototipo UAV “Venom” in configurazione flight‑ready in 71 giorni grazie alla produzione additiva
L’azienda californiana Divergent Technologies, nota per la sua piattaforma di produzione digitale DAPS (Divergent Adaptive Production System), ha collaborato con il costruttore MACH per sviluppare e consegnare il prototipo di velivolo senza pilota “Venom” in soli 71 giorni, dalla definizione dei requisiti alla configurazione pronta al volo. Il progetto unisce progettazione generativa, produzione additiva di strutture complesse e integrazione rapida di sistemi, con l’obiettivo di dimostrare a clienti governativi e industriali quanto la produzione digitale possa ridurre tempi e rischi nello sviluppo di nuovi sistemi aerei.
Il ruolo di Divergent e della piattaforma DAPS
Divergent Technologies ha costruito la propria reputazione sviluppando DAPS, un sistema integrato che combina progettazione algoritmica, ottimizzazione strutturale e produzione additiva metallica per realizzare strutture leggere e altamente performanti, inizialmente nel settore automotive e poi nell’aerospazio. Attraverso DAPS, l’azienda è in grado di progettare, stampare in 3D, post‑processare e assemblare sottosistemi strutturali complessi con grande flessibilità, senza dipendere da attrezzaggi tradizionali e linee dedicate.
Nel caso del programma Venom, Divergent ha messo a disposizione l’intera infrastruttura DAPS per la realizzazione delle principali parti strutturali del velivolo: elementi di fusoliera, telai interni, nodi di giunzione, strutture di supporto per ala e coda sono stati progettati con logica di “building blocks” modulare, che consente rapide iterazioni di progetto. Questo approccio riduce in modo sensibile il tempo necessario per passare da un concept iniziale a un asset fisico collaudabile, passando per cicli di test e modifiche digitali molto ravvicinati.
MACH e il programma Venom: un UAV tattico ad alto contenuto digitale
MACH, azienda focalizzata su sistemi aerei senza pilota e soluzioni per la difesa, ha definito i requisiti tecnico‑operativi del dimostratore Venom, concepito come UAV tattico con struttura ottimizzata per manovrabilità, capacità di carico utile e modularità di missione. La collaborazione con Divergent ha permesso a MACH di concentrare le proprie risorse su avionica, sensoristica, architettura di controllo e concetto d’impiego operativo, delegando a DAPS la rapida realizzazione delle strutture chiave.
Il prototipo Venom mira a dimostrare come un UAV possa essere concepito e portato alla configurazione di test di volo in tempi molto inferiori rispetto ai programmi tradizionali, mantenendo al contempo la possibilità di modificare rapidamente geometrie e layout interni in funzione di nuove richieste di missione. La filosofia di MACH è quella di sviluppare una famiglia di sistemi adattabili, in cui lo stesso “core” digitale progettato con Divergent possa essere declinato in varianti con diversi carichi utili, raggio d’azione o profili di missione.
Dal requisito al prototipo flight‑ready in 71 giorni
L’aspetto più evidenziato dalle aziende coinvolte è il tempo complessivo di 71 giorni necessario per passare dalla definizione delle specifiche del cliente al prototipo Venom pronto per le prove di volo, compresi design, produzione delle parti strutturali, integrazione dei sistemi e attività di validazione iniziale. Questo intervallo temporale comprende più cicli iterativi di progettazione, stampa di sottosistemi, assemblaggio e test, resi possibili dall’uso estensivo della simulazione numerica, della progettazione generativa e della produzione additiva metallica e polimerica.
La riduzione dei tempi è resa possibile da una serie di fattori: l’assenza di stampi e attrezzaggi rigidi, la possibilità di produrre strutture leggere e topologicamente ottimizzate direttamente da file digitali, la modularità dei nodi strutturali che consente di riconfigurare rapidamente lunghezza della fusoliera, apertura alare o punti di fissaggio di payload, e l’integrazione di strumenti software per la gestione del ciclo di vita del prodotto. Rispetto ai programmi aerospaziali tradizionali, che possono richiedere anni per arrivare a un dimostratore di volo, Venom viene presentato come un esempio concreto di compressione del time‑to‑flight ottenuta grazie alla produzione additiva.
Produzione additiva per strutture aeronautiche leggere
Nel programma Venom, Divergent fa leva sulle proprie competenze nella stampa 3D metallica di grandi strutture, maturate in progetti automotive e aerospaziali ad alte prestazioni. Le parti principali del velivolo, come elementi di fusoliera, supporti alari e nodi di giunzione, sono realizzate con tecniche di produzione additiva che consentono geometrie alleggerite, reticoli interni complessi e percorsi di carico ottimizzati rispetto a lavorazioni tradizionali da pieno o a strutture rivettate. Il risultato è una struttura complessiva con un rapporto peso‑rigidezza elevato e una forte integrazione funzionale, in cui più funzioni strutturali e di cablaggio possono essere concentrate in un singolo componente.
L’uso di leghe metalliche ad alte prestazioni, stampate in 3D e successivamente trattate termicamente e lavorate ove necessario, permette di soddisfare i requisiti di resistenza meccanica e durabilità richiesti per un UAV tattico, pur mantenendo margini di adattamento nella configurazione. La possibilità di modificare in tempi rapidi lo spessore di pareti, le sezioni dei longheroni o la disposizione dei punti di attacco dei sistemi interni rende la piattaforma Venom particolarmente adatta a cicli di sviluppo iterativi, in cui i feedback dei test di volo si traducono velocemente in aggiornamenti geometrici.
Integrazione software e controllo dell’intera catena digitale
Divergent ha in passato annunciato collaborazioni con realtà come Palantir per integrare dati di produzione, monitoraggio in‑process e controllo qualità all’interno di piattaforme software enterprise. Nel contesto del programma Venom, un’infrastruttura digitale di questo tipo permette di orchestrare design, stampa, ispezioni e logistica delle parti in modo coordinato, garantendo tracciabilità dei lotti, controllo dei parametri di processo e gestione centralizzata delle revisioni di progetto. Questo approccio è particolarmente rilevante in ambito difesa, dove la certificazione e la ripetibilità della produzione sono aspetti critici.
L’integrazione di strumenti software avanzati consente anche di valutare scenari di produzione distribuita, in cui la stessa definizione digitale del velivolo Venom potrebbe essere prodotta su più siti di stampa certificati, avvicinando la fabbricazione al teatro operativo. Una catena digitale forte, combinata con la produzione additiva, abilita quindi non solo lo sviluppo rapido del prototipo, ma anche possibili strategie di dispiegamento e manutenzione più flessibili per flotte di UAV.
Implicazioni per il settore difesa e aerospazio
Il progetto Venom viene presentato da Divergent e MACH come un caso concreto di come la produzione additiva e i flussi di lavoro digitali possano cambiare i tempi e i costi di sviluppo nel settore difesa, in cui la rapidità di risposta ai nuovi scenari operativi è sempre più importante. Dimostrare che un UAV tattico può passare in poco più di due mesi dalla definizione delle specifiche al test di volo con strutture stampate in 3D e pienamente integrate ha implicazioni dirette per programmi futuri, soprattutto in ambito dimostratori tecnologici, droni sacrificabili o sistemi a bassa serie.
Per i grandi player e per i ministeri della difesa, la collaborazione tra Divergent e MACH offre un modello di riferimento su come combinare la flessibilità della produzione additiva con requisiti di certificazione e durabilità tipici dell’aerospazio. Se replicato su scala maggiore, un approccio di questo tipo potrebbe ridurre il rischio di programmi pluriennali, permettendo di testare velocemente più concept e selezionare solo quelli che dimostrano valore in esercizio, con una filiera industriale più snella e meno vincolata a infrastrutture rigide.
