L’azienda britannica Filamentive, specializzata in materiali per stampa 3D a basso impatto ambientale, ha lanciato rPA12, un filamento in nylon 12 (PA12) prodotto al 100% da polvere di scarto proveniente da sistemi Multi Jet Fusion (MJF). Il nuovo materiale è pensato per applicazioni FFF/FDM industriali e professionali in cui il PA12 è già ampiamente specificato, offrendo una via di riutilizzo per la polvere esausta che non può più essere rigenerata all’interno del ciclo MJF. Filamentive descrive rPA12 come, a oggi, “probabilmente il primo filamento commercialmente disponibile composto interamente da scarto di polvere MJF riciclata”, posizionandolo come strumento concreto di economia circolare nella filiera della produzione additiva in polimeri.

Dalla polvere MJF esausta al filamento rPA12: collaborazione con 3devo

Nel processo MJF, la polvere di PA12 può essere riutilizzata solo entro determinati refresh ratio: a ogni ciclo viene aggiunta una quota di materiale vergine per mantenere stabili le proprietà, ma nel tempo una parte della polvere invecchia e non risulta più idonea alla stampa. Finora, per molti operatori, questa frazione “esausta” finiva come rifiuto o veniva utilizzata in applicazioni di valore molto inferiore. Con rPA12, Filamentive propone un modello alternativo: raccogliere la polvere MJF scartata, trattarla e riciclarla meccanicamente in filamento estruso, mantenendo il PA12 all’interno della catena additiva. Lo sviluppo del materiale è avvenuto in collaborazione con 3devo, azienda olandese specializzata in sistemi di estrusione e riciclo per materiali di stampa 3D, che ha contribuito alla definizione del processo di trasformazione della polvere in filamento con qualità idonea all’uso industriale.

Proprietà del materiale e formato di fornitura

Dal punto di vista prestazionale, rPA12 ricalca il comportamento tipico del PA12 per additive manufacturing, combinando tenacità e flessibilità funzionale con resistenza a calore, usura, oli, grassi e carburanti. Come per altre formulazioni in nylon 12, l’assorbimento di umidità è inferiore rispetto al nylon 6, ma il pre‑essiccamento del filamento rimane necessario per garantire estrusione stabile e qualità superficiale costante, soprattutto in applicazioni tecniche. Il filamento viene fornito in diametro 1,75 mm su bobine da 1 kg, con colorazione di base bianco naturale leggermente avorio: Filamentive segnala che possono verificarsi lievi variazioni di tonalità tra i lotti, tipiche dei polimeri riciclati meccanicamente, senza però compromettere le caratteristiche meccaniche dichiarate. Il prodotto è disponibile da stock nel Regno Unito tramite lo shop online dell’azienda, con distribuzione orientata a utenti professionali interessati a materiali tecnici con contenuto riciclato tracciabile.

Esempi d’uso: alternativa al PA12 vergine e modello di “closed loop” per i service MJF

Filamentive evidenzia due principali casi d’uso per rPA12. Il primo riguarda le applicazioni ingegneristiche su stampanti FFF/FDM che oggi impiegano PA12 vergine: grazie a un comportamento simile in termini di resistenza, resilienza e stabilità dimensionale, rPA12 può sostituire il nylon “nuovo” in molte applicazioni strutturali, supportando obiettivi di riduzione dell’impatto ambientale e di utilizzo di materiale riciclato certificato. Il secondo è l’impiego del materiale come caso di studio per operatori MJF ad alto volume (service bureau, reparti interni di grandi OEM) che vogliono sperimentare modelli di produzione a ciclo chiuso: la polvere non più idonea alla stampa a letto di polvere viene trasformata in filamento da reimpiegare in linea per prototipi, attrezzature o componenti ausiliari. In questo modo, la stessa materia prima – il PA12 – rimane all’interno della filiera additiva, riducendo il bisogno di nuova produzione di nylon e spostando parte del flusso di scarto dalla discarica o dal semplice downcycling a una nuova applicazione funzionale.

Contesto: filamenti tecnici e sfide industriali tra prestazioni e sostenibilità

Il lancio di rPA12 si inserisce in una tendenza più ampia del mercato dei filamenti tecnici, in cui i produttori puntano sempre più a soglie prestazionali specifiche (meccaniche, elettriche, termiche) e a modelli produttivi efficienti. Un esempio è Polymaker, che ha introdotto Fiberon PA612‑ESD, un nylon 612 rinforzato con nanotubi di carbonio e fibre di carbonio per applicazioni che richiedono dissipazione delle cariche elettrostatiche (ESD) in contesti come elettronica e automazione industriale: il materiale offre resistenza a trazione elevata, temperatura di deflessione al calore oltre i 150 °C e proprietà elettriche che dipendono strettamente dalla temperatura di estrusione, imponendo l’uso di ugelli temprati per via dell’abrasività del rinforzo. Sul fronte dei processi, realtà come 3D‑Fuel mostrano come scala produttiva e controllo di processo (asciugatura in linea, tolleranza sul diametro di ±0,02 mm, avvolgimento automatizzato) permettano di ridurre i prezzi dei filamenti mantenendo costanza tra lotti. In questo scenario, la proposta di Filamentive si distingue non tanto per una nuova formulazione “high‑tech”, quanto per l’origine del feedstock: intervenendo sul lato del rifiuto di polvere MJF, rPA12 punta a dimostrare che è possibile combinare prestazioni da nylon 12 con una strategia di riciclo interno alla filiera AM.

Di Fantasy

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