Ursa Major ha completato con successo un nuovo ciclo di hot-fire test della più recente variante del suo motore Hadley, un propulsore a razzo a propellenti liquidi che integra in modo estensivo la manifattura additiva metallica per camera di combustione, iniettori e componenti critici del circuito propellente. Questo step si inserisce in un programma più ampio con cui l’azienda statunitense punta a qualificare versioni sempre più performanti e industrializzabili dei propri motori, con l’obiettivo di supportare missioni che spaziano dall’hypersonic testing alla space mobility, passando per piccoli lanci orbitali e applicazioni difesa.

Ursa Major è un’azienda aerospace & defense con sede a Berthoud, Colorado, che sviluppa motori a razzo liquidi e solidi destinati a lanciatori, testbed ipersonici e sistemi missilistici, con una forte enfasi sulla produzione tramite manifattura additiva interna e partner specializzati. Il portafoglio comprende famiglie di motori liquidi come Hadley, Ripley e Arroway e una linea di solid rocket motors Lynx, tutti progettati per sfruttare la stampa 3D metallica al fine di ridurre il numero di componenti, integrare passaggi di raffreddamento complessi e accorciare la supply chain rispetto alla lavorazione tradizionale per asportazione di truciolo.

L’azienda ha installato capacità di additive manufacturing in Ohio, in particolare a Youngstown, in sinergia con l’ecosistema America Makes, mentre le attività di sviluppo e test rimangono concentrate in Colorado. Questo modello distributivo consente di mantenere vicino al banco prova le competenze di progettazione e validazione, sfruttando al tempo stesso una base industriale additiva già qualificata per produzione serie e programmi governativi.

Hadley è il motore liquido “workhorse” di Ursa Major, progettato per fornire circa 5.000 libbre di spinta al livello del mare con un ciclo oxygen-rich staged combustion alimentato da ossigeno liquido e cherosene. Questa combinazione di ciclo avanzato e combustibili convenzionali permette di raggiungere prestazioni elevate mantenendo una buona compatibilità con infrastrutture di test e sistemi propellenti esistenti.

Nel portafoglio dell’azienda, Hadley copre il segmento dei piccoli lanciatori, dei veicoli dimostratori ipersonici e di alcune applicazioni space mobility, fungendo da piattaforma per dimostrare maturità tecnica, affidabilità e scalabilità produttiva della manifattura additiva applicata alla propulsione. È stato impiegato, ad esempio, come motore per il testbed Talon‑A di Stratolaunch, con missioni che hanno raggiunto velocità prossime a Mach 5, consolidando la credibilità di Ursa Major nel settore hypersonic.

Una parte importante dell’evoluzione di Hadley riguarda le varianti ottimizzate per condizioni diverse, in particolare la versione “vacuum” pensata per funzionare in alto regime o in vuoto, con una camera di combustione e un ugello ridisegnati per massimizzare l’espansione dei gas. In questo contesto, Ursa Major ha esteso la collaborazione con America Makes per concentrarsi sulla qualifica delle camere di combustione in additive manufacturing destinate proprio alla variante in vuoto del motore liquido.

L’obiettivo congiunto è dimostrare che componenti di motore critici, come le camere di combustione raffreddate rigenerativamente con canali interni stampati in 3D, possono essere prodotti, testati e certificati con processi additivi ripetibili, riducendo tempi di sviluppo e costi rispetto alle tecniche tradizionali. America Makes fornisce know‑how, infrastrutture di qualifica e una rete di partner industriali e accademici, mentre Ursa Major contribuisce con requisiti di motore reali, dati di test e progettazione orientata alla produzione.

La nuova campagna di hot-fire test descritta da TCT Magazine si inserisce in una sequenza di prove pensate per verificare stabilità di combustione della camera additiva, integrità strutturale dei canali di raffreddamento e delle pareti sottili, prestazioni in termini di spinta, impulso specifico e margini rispetto ai limiti termici e meccanici. I test a fuoco caldo sono essenziali per correlare i modelli numerici e le simulazioni con il comportamento reale del motore, soprattutto quando la camera di combustione è realizzata con leghe di rame o superleghe tramite stampa 3D.

Nelle campagne più recenti, Ursa Major ha integrato sensori e diagnostica avanzata per misurare gradienti termici, vibrazioni e condizioni di flusso, alimentando cicli rapidi di redesign che sfruttano la flessibilità dell’additive manufacturing. L’approccio di Ursa Major alla manifattura additiva per Hadley punta a ridurre il numero totale di parti del motore, saldature e giunzioni, integrare in un singolo componente funzioni che prima richiedevano assiemi complessi, accorciare i tempi di iterazione tra una versione di progetto e la successiva.

Nel caso di Hadley, camere di combustione, ugelli e componenti strutturali vengono stampati in 3D con leghe ad alta conducibilità o superleghe, con canali di raffreddamento integrati e geometrie interne impossibili da ottenere con metodi convenzionali. Questo consente non solo di migliorare l’efficienza del raffreddamento rigenerativo, ma anche di ridurre il rischio di difetti di fabbricazione associati a saldature e lavorazioni manuali, rendendo più semplice la qualifica per programmi difesa e space.

Parallelamente a Hadley, Ursa Major sta costruendo un’offerta di motori solidi con la piattaforma Lynx, che utilizza anch’essa la manifattura additiva per case, ugelli e igniter, combinata con tooling flessibile per produrre varianti sulla stessa linea. L’azienda inquadra questo sforzo come una risposta a un problema di base industriale nel settore dei solid rocket motors, dove tempi di produzione lunghi e supply chain rigide limitano la capacità di soddisfare la domanda di sistemi missilistici a lunga gittata.

Ursa Major cita collaborazioni con il Dipartimento della Difesa statunitense, la US Navy e partner come Raytheon, oltre a progetti cofinanziati per sviluppare prototipi di motori a razzo stampati in 3D destinati a sistemi operativi. Queste iniziative rafforzano il ruolo dell’azienda come fornitore di propulsione che consente a startup e grandi prime contractor di esternalizzare lo sviluppo del motore concentrandosi su veicoli, payload e sistemi di missione.

Negli ultimi anni Ursa Major ha raccolto diversi round di finanziamento, tra cui un Series D/D‑1 da 138 milioni di dollari e un successivo Series E da 100 milioni di dollari accompagnato da linee di debito aggiuntive. Gli investitori principali vedono nella combinazione di motori liquidi e solidi stampati in 3D e nella pipeline di ordini già acquisiti un segnale di maturità industriale del modello Ursa Major.

Nel 2025 l’azienda ha dichiarato oltre 115 milioni di dollari di ordini nei primi tre trimestri, con contratti che coprono sia clienti governativi sia player commerciali come Stratolaunch e BAE Systems. All’inizio del 2026 Ursa Major ha inoltre nominato un nuovo CEO, con il mandato esplicito di scalare la capacità produttiva di motori liquidi come Hadley e di piattaforme come Lynx per rispondere alla crescente domanda di sistemi hypersonic, solid rocket motors e space mobility.

La riuscita della campagna di hot-fire sulla nuova variante Hadley dimostra che la manifattura additiva può essere impiegata non solo per prototipi ma per hardware destinato a missioni ripetute e a programmi difesa dove contano affidabilità e throughput produttivo. La possibilità di iterare rapidamente il design di camere e ugelli in funzione dei risultati di test reali, senza dipendere da supply chain tradizionali, offre a Ursa Major un vantaggio competitivo in un momento in cui lo sviluppo di motori interni rappresenta un collo di bottiglia per molti lanciatori emergenti.

Se Hadley continuerà a dimostrare prestazioni stabili in contesti come il programma Talon‑A di Stratolaunch e le future missioni in vuoto, l’azienda potrà estendere lo stesso approccio a motori di classe superiore come Ripley e Arroway, trasferendo know‑how sulla progettazione additiva e sulla qualifica di hardware critico. In parallelo, la sinergia tra motori liquidi e solidi stampati in 3D rafforzerà la posizione di Ursa Major come partner chiave per la modernizzazione della base industriale di propulsione negli Stati Uniti.

Di Fantasy

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