L’azienda irlandese WAZP, con sede nella contea di Kerry, ha sviluppato il sistema METIS, una piattaforma produttiva che ripensa la realizzazione di calzature puntando su stampa 3D, produzione locale e gestione digitale dell’intera catena di fornitura. L’obiettivo è sostituire il modello tradizionale basato su grandi lotti, lunghi trasporti e magazzini centralizzati con una produzione on‑demand, attivata solo in presenza di un ordine effettivo.

Dal modello offshore al modello digitale‑locale

Nel settore calzaturiero, la produzione convenzionale si appoggia spesso a stabilimenti offshore, attrezzature per stampaggio o formatura e a strutture multistrato incollate, che richiedono strumenti dedicati e rendono più complesso sia il design for manufacturing sia la riparabilità. METIS ribalta questo paradigma con una catena interamente digitalizzata, in cui i modelli sono file, gli ordini vengono instradati via software e le parti vengono prodotte da impianti distribuiti, rimuovendo utensili tradizionali, forme rigide e incollaggi chimici tra strati.

Questa impostazione riduce tempi e costi di attrezzaggio, permette di controllare con maggiore precisione l’uso di materiale e gli scarti e rende meno rischioso il lancio di varianti di prodotto, perché non è necessario impegnarsi in grandi pre‑serie o in scorte stagionali. Per marchi che vivono di collezioni legate alle stagioni e dipendono da previsioni di domanda, un sistema localizzato e on‑demand riduce l’esposizione a stock invenduti e consente di reagire più rapidamente alle tendenze.

La piattaforma WAZP+ e il ruolo della stampa 3D

La base tecnologica del progetto è la piattaforma proprietaria WAZP+, che integra gestione dei dati prodotto, flusso ordini, pianificazione della produzione locale e logistica di consegna in un unico ambiente digitale. Questa infrastruttura è già stata impiegata da WAZP per fornire prodotti 3D personalizzati a livello internazionale e con METIS viene applicata alle calzature, trasformando il sistema in un vero ecosistema di fabbricazione più che in un singolo prodotto.

All’interno di questo flusso, la stampa 3D consente di produrre componenti di scarpa senza stampi, con materiali riciclabili e con geometrie mirate a facilitare smontaggio e recupero a fine vita, evitando incollaggi permanenti tra strati. L’architettura dei modelli tiene conto della demontabilità e della possibilità di reimmissione dei materiali in circuiti di riciclo, allineando la progettazione di prodotto con obiettivi di economia circolare.

Sostenibilità, circolarità e riconoscimenti internazionali

Nel modello METIS, le scarpe sono pensate per essere riportate nel sistema dopo l’uso, smontate e avviate a processi di recupero, con la prospettiva di reimpiegare materiali e componenti nella produzione di nuovi lotti. Questo approccio si sposa con la logica di produzione decentralizzata: realizzare le scarpe vicino al mercato di sbocco e chiudere il ciclo di vita all’interno della stessa rete riduce trasporti, emissioni correlate e dipendenza da hub logistici lontani.

Per questa impostazione, WAZP è stata selezionata come “Change Pioneer” per il summit sulla sostenibilità ChangeNOW di Parigi, un riconoscimento che evidenzia la rilevanza della combinazione tra additive manufacturing, piattaforme digitali e modelli circolari nella trasformazione dell’industria della moda e della calzatura. Nel comparto scarpe, la stampa 3D viene così sempre più considerata non solo come strumento per prototipi o midsoles sperimentali, ma come parte integrante di linee di produzione industriali con obiettivi ambientali misurabili.

Prospettive per la personalizzazione e la produzione su misura

WAZP descrive METIS come un sistema progettato anche per supportare in futuro calzature personalizzate, con adattamenti di forma e struttura senza la necessità di creare una catena di utensili dedicata per ogni variante. In questo scenario, parametri come misure individuali, preferenze di comfort e requisiti di utilizzo potrebbero tradursi in modifiche digitali direttamente applicate ai modelli 3D, con produzione avviata solo al momento dell’ordine.

Per i brand, un ecosistema di questo tipo significa poter combinare produzione locale, lead time ridotti, sperimentazione su piccole serie e gestione più trasparente del fine vita, integrando la stampa 3D in un workflow digitale continuo che va dal design alla logistica inversa. Il caso WAZP + METIS si colloca quindi nel panorama più ampio in cui altre aziende della calzatura esplorano moles, intersuole o intere scarpe stampate in 3D, ma aggiunge una forte componente di orchestrazione di filiera e di infrastruttura digitale.

Di Fantasy

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