Il contesto: un impegno preso durante la campagna Kickstarter

Snapmaker, produttore cinese di stampanti 3D noto per la serie Artisan e J1, aveva preso un impegno esplicito durante la campagna Kickstarter lanciata nell’agosto 2025 per la stampante Snapmaker U1: rilasciare il codice sorgente modificato dei componenti open source alla base del firmware della macchina entro la fine di marzo 2026. L’impegno era stato formalizzato anche nelle FAQ della campagna, che specificavano che i fork di Klipper e Moonraker sarebbero stati resi disponibili, insieme a Fluidd, la cui versione originale non modificata era già di per sé open source.

Il 30 marzo 2026, con un giorno di anticipo rispetto alla scadenza promessa, Snapmaker ha pubblicato sul proprio account GitHub i tre repository:

  • u1-klipper: https://github.com/Snapmaker/u1-klipper.git
  • u1-moonraker: https://github.com/Snapmaker/u1-moonraker.git
  • u1-fluidd: https://github.com/Snapmaker/u1-fluidd.git

La notizia ha ricevuto immediata attenzione dalla comunità Klipper, dove diversi sviluppatori avevano già iniziato ad analizzare il codice in anticipo, confrontandolo con il ramo principale di Klipper per identificare le modifiche apportate da Snapmaker.

Perché la U1 ha richiesto modifiche profonde a Klipper

Klipper è un firmware open source per stampanti 3D che separa l’elaborazione ad alta intensità di calcolo — pianificazione del percorso, calcoli cinematici, interfaccia utente — da un processo che gira su un computer host (tipicamente un Raspberry Pi o simile), delegando solo il controllo del movimento in tempo reale ai microcontrollori della stampante. Questa architettura è diventata la base di molte stampanti desktop di fascia medio-alta, e Snapmaker l’ha adottata per la U1 sostenendo che abbia permesso di portare la macchina “online rapidamente” mantenendo buona qualità di stampa già nelle prime fasi di sviluppo.

Il problema è che Klipper, nella sua versione standard, non supporta nativamente un sistema multi-toolhead parallelo come quello della U1: la macchina monta fino a quattro estrusori indipendenti che vengono scambiati automaticamente tramite il meccanismo SnapSwap, senza i lunghi cicli di spurgo tipici dei sistemi basati su cambio filamento a monte. Snapmaker dichiara di aver modificato circa il 20% del codebase di Klipper per supportare questo sistema, una percentuale significativa che va ben oltre le personalizzazioni di configurazione tipiche di altri produttori.

Le funzionalità aggiunte al fork di Klipper

L’elenco delle modifiche apportate al fork di Klipper da parte di Snapmaker è articolato e copre diverse categorie funzionali:

  • Sistema di cambio utensile parallelo: il flusso di lavoro per il cambio testina è stato riprogettato per gestire la commutazione in parallelo tra le quattro teste, un approccio più coordinato rispetto a un semplice profilo toolchanger
  • Livellamento del piano con sonda eddy-current: invece dei classici sensori di contatto o induttivi, la U1 usa una sonda a correnti parassite per il rilevamento del piano, richiedendo un workflow di probing personalizzato
  • Calibrazione degli offset XYZ multi-testina: ogni testa ha il proprio offset spaziale rispetto alle altre, e il sistema deve mantenere queste differenze calibrate nel tempo
  • Homing ad alta precisione CoreXY: personalizzato per la cinematica specifica della U1
  • Ripristino in caso di interruzione di corrente (power-loss recovery)
  • Caricamento e scaricamento automatico del filamento
  • Rilevamento dei grovigli di filamento (filament tangle detection)
  • Riconoscimento del filamento tramite tag RFID: le bobine di filamento Snapmaker montano tag Mifare Classic 1K con un formato proprietario; il sistema riconosce automaticamente tipo e colore del materiale al momento del caricamento
  • Gestione avanzata dei job di stampa, miglioramenti alla diagnostica e gestione degli errori
  • Funzionalità timelapse

Le modifiche a Moonraker e Fluidd

Moonraker è il layer API che si interpone tra Klipper e le interfacce utente, gestendo la coda di stampa, le comunicazioni con il client e l’accesso ai file. Snapmaker dichiara di aver modificato oltre il 15% del codebase di Moonraker, con interventi che includono:

  • Integrazione con i servizi cloud Snapmaker, per permettere il trasferimento di job tra workflow locale e remoto
  • Supporto per il download e l’elaborazione di file 3MF, il formato container usato da Snapmaker Orca per i progetti multi-materiale
  • Gestione dei client sulla rete locale
  • Miglioramenti alla comunicazione interna e alla gestione dei file

Fluidd — l’interfaccia web browser-based per Klipper — ha invece ricevuto modifiche più limitate, orientate principalmente a sincronizzare la nomenclatura dei dispositivi tra lo schermo touch della stampante e l’interfaccia web, e a migliorare la coerenza tra controllo locale e remoto.

Cosa rimane chiuso: calibrazione del flusso e rilevamento dei difetti

Snapmaker è esplicita nel delimitare il perimetro di ciò che viene reso pubblico. Alcune funzionalità avanzate della U1 sono implementate attraverso moduli sviluppati indipendentemente che si interfacciano con lo stack open source tramite interfacce definite, ma non derivano da Klipper, Moonraker o Fluidd. L’azienda cita esplicitamente due esempi:

  • Calibrazione automatica intelligente del flusso (intelligent flow rate auto-calibration)
  • Rilevamento dei difetti (defect detection)

Questa scelta significa che chiunque voglia costruire un clone funzionale della U1 a partire dal solo codice open source disponibile non potrà replicare completamente il comportamento della macchina originale. I moduli chiusi rappresentano il differenziatore più difficile da replicare, verificare o mantenere nel tempo se Snapmaker dovesse cambiare direzione strategica.

Il contesto più ampio: la comunità open source e i fork Klipper

La pubblicazione del codice ha già prodotto effetti concreti nella comunità. Prima ancora della pubblicazione ufficiale, un utente aveva avviato un progetto di firmware custom — SnapmakerU1-Extended-Firmware (su GitHub con il profilo paxx12) — che aggiunge funzionalità non presenti nel firmware ufficiale, tra cui il supporto per tag NTAG215/216 con il formato OpenSpool, compatibile con tag NFC generici acquistabili separatamente invece dei tag Mifare proprietari Snapmaker.

Il rilascio dei repository ufficiali ha anche riacceso il dibattito sulla community Klipper su come le modifiche di Snapmaker si confrontino con il ramo principale del progetto, e se alcune delle funzionalità sviluppate — in particolare quelle relative al multi-toolhead — abbiano potenziale per essere integrate a monte come contributi generici.

Il confronto con altri produttori è favorevole a Snapmaker: Elegoo ha rilasciato il codice del firmware Centauri Carbon su GitHub con tempi simili, mentre altri produttori tendono a ritardare o limitare i rilanci open source, pubblicando codice difficile da compilare o incompleto. La disponibilità di repository specifici per componente, con link diretti e documentazione, è considerata dalla comunità un approccio più utile rispetto ai dump generici.

Snapmaker U1: disponibilità e tempistica di lancio

Il rilascio del firmware su GitHub è stato annunciato con la U1 che si trovava, secondo le dichiarazioni di Snapmaker, a una settimana dall’essere disponibile in stock globalmente — confermando che lo stack software ha raggiunto la configurazione definitiva di spedizione. Il prezzo di preordine era fissato a 849 dollari (o euro nella versione europea), destinato a salire a 999 a partire dal 10 aprile 2026, data di piena disponibilità nei magazzini regionali in Europa, Nord America e Asia.

Di Fantasy

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