Imaginarium adotta una setacciatura compatta per la polvere di titanio nel metal 3D printing

Il punto critico non è solo la stampa

Nel metal additive manufacturing la stabilità del processo non dipende soltanto dalla strategia di fusione o di esposizione del pezzo. Una parte decisiva del lavoro si gioca nella fase successiva al job, quando la polvere deve essere recuperata, separata, trasferita e reimmessa nel ciclo produttivo. Il caso di Imaginarium va letto proprio in questi termini: non come un semplice aggiornamento accessorio, ma come un intervento su una fase operativa che incide su continuità del processo, tempi di cambio materiale e gestione di polveri sensibili come il titanio.

Perché Imaginarium ha cambiato approccio

Imaginarium, azienda indiana attiva nella produzione digitale e nel 3D printing industriale, utilizzava inizialmente vagli di dimensioni più grandi in abbinamento ai sistemi di stampa in metallo proposti ai clienti. Questa configurazione funzionava, ma mostrava limiti pratici nel passaggio da materiali come l’acciaio inox a polveri più delicate o reattive come il titanio. La pulizia richiedeva più tempo, l’operazione di cambio materiale era meno agile e spesso occorreva accumulare una quantità più elevata di polvere prima che il ciclo di setacciatura risultasse efficiente. In un contesto dove i lotti possono essere piccoli e i cambi frequenti, questo riduce la flessibilità della linea e allunga i tempi operativi.

La soluzione scelta da Imaginarium e Russell Finex

Per rispondere a questi limiti, Imaginarium ha adottato la Russell AMPro®Lab Sieve Station di Russell Finex, una stazione pensata per il recupero di piccoli lotti di polvere destinata all’additive manufacturing. Il sistema è descritto come una soluzione “bottle-to-bottle”, integrabile direttamente con le stampanti 3D e compatibile con diversi formati di contenitori. Tra gli elementi principali figurano l’ugello di alimentazione regolabile, la variazione dell’angolo della mesh, il sistema di ultrasonic mesh deblinding e, nelle versioni aggiornate, una tenuta completamente dust-tight con possibilità di gas purging per polveri reattive e non reattive. In pratica, non si tratta solo di un setaccio più piccolo, ma di una macchina progettata per adattarsi ai flussi reali del metal AM.

Perché il titanio rende questa scelta particolarmente rilevante

Il titanio è uno dei materiali che rendono più evidente il problema. Le polveri di titanio richiedono una gestione controllata, sia per evitare contaminazioni tra leghe diverse sia per mantenere un flusso operativo ordinato nelle fasi di recupero e ricondizionamento. La AMPro®Lab Sieve Station viene presentata come adatta anche alla gestione in sicurezza delle polveri reattive, mentre il caso dedicato a Imaginarium sottolinea la capacità del sistema di trattare materiali speciali e materiali pericolosi come il titanio. La compattezza dell’unità, l’integrazione con la stampante e la migliore aderenza della capacità ai volumi tipici del processo aiutano quindi a ridurre tempi morti, passaggi intermedi e complessità nella gestione del materiale.

Che ruolo ha Imaginarium nel quadro industriale

Imaginarium è un operatore con oltre vent’anni di esperienza nel 3D printing, nato nel settore della gioielleria e poi ampliato verso engineering e healthcare. L’azienda serve clienti nei comparti aerospace, aviation, defence, automotive, energy e medical devices. Sul proprio sito mostra inoltre competenze e attività in aerospace, automotive & mobility, healthcare & medical devices, energy e robotics & automation, oltre a proporre servizi di additive manufacturing e hardware di partner come Colibrium Additive. Questo aiuta a capire perché la scelta di una stazione di setacciatura compatta non abbia un valore limitato alla singola macchina, ma riguardi una struttura che opera su materiali, clienti e casi d’uso differenti.

Un segnale per tutta la filiera del metal AM

L’aspetto più interessante del caso Imaginarium-Russell Finex è che la produttività viene letta come risultato dell’intera catena, non solo della stampante. La gestione della polvere, la facilità di pulizia, il cambio materiale, la possibilità di lavorare piccoli lotti e l’integrazione diretta con il sistema di stampa diventano fattori industriali veri e propri. In questo senso, la scelta di Imaginarium mostra come il rendimento del metal 3D printing dipenda anche dalle apparecchiature di supporto, soprattutto quando si lavora con materiali ad alto valore e con requisiti di manipolazione più severi come il titanio.

Un riscontro operativo diretto

Nel case study pubblicato da Russell Finex compare anche un riscontro attribuito a Parth Mody di Imaginarium Solutions, secondo cui la setacciatura con la macchina Russell Finex è diventata sensibilmente più rapida e la mesh si è dimostrata affidabile e durevole. È un dettaglio utile perché sposta il discorso dal solo posizionamento tecnico del prodotto a un risultato operativo percepito in uso: meno attrito nel processo e maggiore continuità nella fase di recupero della polvere.

Di Fantasy

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