PrusaSlicer 3.0 si avvicina: Prusa Research prepara una revisione importante dello slicer

Prusa Research sta lavorando alla versione 3.0.0 di PrusaSlicer, uno degli slicer più utilizzati nel mondo della stampa 3D FFF e resin. La novità non riguarda soltanto nuove funzioni visibili all’utente, ma una revisione profonda del codice, pensata per ridurre il debito tecnico accumulato e rendere il software più semplice da mantenere e aggiornare negli anni successivi.

Nelle note di rilascio pubblicate su GitHub per PrusaSlicer 2.9.5-beta2, il team di sviluppo ha spiegato che il lavoro su PrusaSlicer 3.0.0 sta richiedendo più tempo del previsto perché una parte consistente dell’intervento riguarda la pulizia e la riorganizzazione del codice. La base della serie 3.x viene descritta come già impostata, la maggior parte delle funzioni risulta portata sulla nuova struttura e il team è ora concentrato su interfaccia utente e correzione dei bug. Il rilascio viene indicato in termini di “settimane”, anche se Prusa Research specifica che potrebbero essere più di quattro.

Perché PrusaSlicer 3.0 non è un semplice aggiornamento numerico

Quando un software passa da una versione 2.x a una 3.x, il numero può suggerire un aggiornamento di facciata. In questo caso il tema principale sembra essere più strutturale. Prusa Research parla apertamente di debito tecnico, cioè quella parte di codice, architettura e scelte interne che nel tempo permette al programma di funzionare, ma rende più faticoso aggiungere funzioni, correggere problemi e mantenere il progetto ordinato.

Per l’utente finale questo lavoro non sempre si vede al primo avvio. Una nuova icona o una nuova schermata sono facili da notare; una base software più pulita lo è meno. Eppure, per uno slicer usato da hobbisti, maker, service, scuole e aziende, la manutenzione del codice è una questione concreta. PrusaSlicer deve gestire geometrie complesse, profili materiali, stampanti diverse, supporti, multi-materiale, resin printing, anteprima del G-code, comunicazione con stampanti e servizi esterni. Se la base interna diventa troppo difficile da modificare, ogni nuova funzione richiede più tempo e aumenta il rischio di regressioni.

Il team di PrusaSlicer ha anche ammesso di essere stato meno presente nel tracciamento delle segnalazioni su GitHub proprio per la concentrazione sul nuovo ciclo di sviluppo. L’obiettivo dichiarato è tornare a rilasci più frequenti dopo la pubblicazione della nuova versione e riprendere un rapporto più regolare con la community.

Dalla versione 2.0 alla 3.0: un percorso lungo

PrusaSlicer non nasce dal nulla. Il software deriva da Slic3r, progetto open source creato da Alessandro Ranellucci e dalla comunità RepRap. Prusa Research ha poi sviluppato la propria edizione, nota in passato come Slic3r Prusa Edition, prima di rinominarla PrusaSlicer con la versione 2.0.

Il passaggio a PrusaSlicer 2.0, annunciato da Josef Průša nel maggio 2019, aveva già rappresentato un cambio importante: nuova interfaccia, supporto alla stampa MSLA, riorganizzazione del progetto e progressiva uscita dal vecchio codice Perl per accelerare sviluppo e compilazione. All’epoca Prusa Research parlava di oltre 21.000 ore uomo, migliaia di commit e decine di release per arrivare a quella tappa.

La versione 3.0 sembra inserirsi nello stesso tipo di passaggio: meno appariscente nella comunicazione, ma rilevante per chi dovrà usare e sviluppare lo slicer negli anni successivi. Se la versione 2.0 aveva consolidato il nome PrusaSlicer e portato un’interfaccia nuova, la 3.0 punta a costruire fondamenta più manutenibili.

Che cos’è oggi PrusaSlicer

PrusaSlicer è lo slicer gratuito e open source sviluppato da Prusa Research. Trasforma modelli 3D in istruzioni di stampa, cioè G-code per macchine FFF/FDM oppure layer per stampanti MSLA. È disponibile per Windows, macOS e Linux, non richiede account per l’uso locale e viene distribuito anche tramite GitHub.

La pagina ufficiale di Prusa Research indica la versione stabile 2.9.4, rilasciata il 7 novembre 2025, mentre GitHub ospita anche build beta e pre-release, come la serie 2.9.5. La stessa pagina sottolinea alcuni aspetti importanti per ambienti professionali: slicing locale, assenza di dipendenza obbligatoria dal cloud, profili testati, aggiornamenti dei profili e interfaccia a più livelli per utenti semplici, avanzati ed esperti.

Il fatto che PrusaSlicer lavori localmente resta un elemento da non sottovalutare. In aziende, laboratori, scuole o ambienti con vincoli di sicurezza, non sempre è accettabile caricare file 3D su servizi esterni. Uno slicer installato in locale permette di mantenere modelli, profili e G-code sulla macchina dell’utente, salvo scelta esplicita di inviare i file altrove.

La beta 2.9.5 e il lavoro parallelo sulla stampa resin

Mentre la versione 3.0 è in preparazione, Prusa Research continua a pubblicare aggiornamenti intermedi. Le note di PrusaSlicer 2.9.5-beta2 indicano che la beta porta soprattutto interventi legati alla stampa SLA/MSLA, con una pipeline di slicing SLA rifattorizzata per migliorare velocità e uso della memoria in progetti che mettevano in difficoltà le versioni precedenti. Nella stessa beta sono presenti anche miglioramenti collegati alla futura stampante SLX.

Questo dettaglio è utile per capire la direzione generale. PrusaSlicer non è più soltanto lo slicer per le stampanti Original Prusa a filamento. È diventato un programma più ampio, che deve tenere insieme stampanti FFF, resina, profili di materiali, supporti organici, multi-materiale, taglio dei modelli, anteprima, integrazioni di rete, Prusa Connect, Printables e flussi professionali. Più il software cresce, più la qualità dell’architettura interna diventa importante.

Interfaccia, bug fixing e funzioni portate nella nuova base

Le note GitHub non forniscono ancora un elenco completo delle funzioni finali di PrusaSlicer 3.0. Questo è un punto importante: fino al rilascio ufficiale, conviene evitare di trattare come certe funzioni che non sono ancora state documentate in changelog stabile.

Quello che Prusa Research ha comunicato con chiarezza è che il lavoro sulla base 3.x è in una fase avanzata, molte funzioni sono state portate e l’attività si concentra su interfaccia e bug fixing. In pratica, il nuovo PrusaSlicer deve raggiungere due obiettivi: non perdere le capacità già presenti nella serie 2.x e creare spazio per un’evoluzione più ordinata.

Alcune anticipazioni circolate nella community e nella stampa specializzata parlano di ritocchi all’interfaccia, progetti in schede e flussi di lavoro più moderni, ma la parte ufficiale disponibile al momento resta più prudente: la versione 3.0 non è stata ancora rilasciata come stabile e il team non ha pubblicato una lista definitiva di tutte le novità utente.

Perché il debito tecnico conta anche per chi stampa in garage

Il termine “debito tecnico” può sembrare lontano da chi usa lo slicer solo per preparare un file STL e premere “Slice”. In realtà ha effetti pratici. Uno slicer con codice più ordinato può ricevere correzioni più rapide, integrare meglio nuove macchine, gestire funzioni complesse con meno effetti collaterali e semplificare il lavoro degli sviluppatori.

Per chi usa stampanti 3D tutti i giorni, questo può tradursi in profili più aggiornati, meno bug ricorrenti, migliore gestione di modelli complessi, tempi di slicing più prevedibili e nuove funzioni rilasciate con meno ritardi. Naturalmente non sarà automatico: la qualità di una versione dipende dai test, dalla stabilità delle build, dalla gestione delle configurazioni e dal confronto con la community. Però una base pulita è un prerequisito importante.

Un impatto anche sull’ecosistema open source

PrusaSlicer è importante non solo per gli utenti Prusa. Il programma è distribuito con licenza AGPL-3.0 e la sua storia si intreccia con altri slicer. Il repository ufficiale indica che PrusaSlicer è basato su Slic3r, mentre il progetto Orca Slicer dichiara che Bambu Studio è basato su PrusaSlicer e che Orca Slicer è a sua volta un fork di Bambu Studio, con contributi e funzioni provenienti anche da SuperSlicer.

Questo significa che le scelte tecniche di Prusa Research possono avere effetti oltre il perimetro delle stampanti Original Prusa. Non è detto che ogni miglioramento di PrusaSlicer 3.0 venga trasferito subito in Bambu Studio, Orca Slicer o altri progetti derivati, ma una base più ordinata può diventare un riferimento per l’intero ecosistema degli slicer open source.

Il tema è delicato perché ogni progetto ha obiettivi diversi. PrusaSlicer deve servire le macchine e l’ecosistema Prusa, Bambu Studio è legato all’ambiente Bambu Lab, Orca Slicer è molto usato da utenti che cercano profili, calibrazioni e funzioni avanzate su un parco macchine più ampio. Ma il fatto che condividano una parte della genealogia software rende ogni grande intervento sul codice di PrusaSlicer interessante anche per utenti che non possiedono una stampante Prusa.

Prusa Research, Bambu Lab e la concorrenza degli slicer

Negli ultimi anni il mondo degli slicer è diventato più competitivo. Prusa Research, Bambu Lab, la community di Orca Slicer, gli sviluppatori di SuperSlicer e altri progetti hanno portato approcci diversi alla preparazione della stampa. L’utente oggi sceglie lo slicer non solo in base alla stampante, ma anche in base a profili, velocità di aggiornamento, supporto al multi-materiale, gestione della rete, calibrazioni, qualità dell’anteprima, integrazione con modelli online e funzioni avanzate.

PrusaSlicer mantiene un ruolo particolare perché combina software open source, integrazione con hardware Prusa, supporto a stampanti non Prusa e una base storica molto estesa. La pagina ufficiale sottolinea la presenza di oltre 200 profili testati, aggiornamenti profilo integrati, slicing locale e funzioni come supporti organici, multi-material painting, taglio dei modelli e integrazione con Printables.

La versione 3.0 arriva quindi in un momento in cui lo slicer non è più un accessorio secondario. Per molte stampanti moderne, la differenza tra una stampa buona e una stampa problematica passa proprio dalla qualità del profilo, dal modo in cui viene generato il percorso, dalla gestione delle velocità e dalla traduzione delle impostazioni nel G-code finale.

Cosa può cambiare per gli utenti

Per l’utente comune, PrusaSlicer 3.0 dovrebbe essere valutato su aspetti pratici: compatibilità con i profili esistenti, stabilità, velocità, chiarezza dell’interfaccia, comportamento con progetti complessi e qualità del G-code prodotto. Una nuova versione maggiore può portare benefici, ma è sempre consigliabile provarla con prudenza prima di inserirla in un flusso produttivo.

Chi usa PrusaSlicer per lavoro dovrebbe attendere la versione stabile, leggere le note ufficiali, conservare backup dei profili e fare test comparativi con file già conosciuti. Chi stampa per hobby potrà invece sperimentare prima, soprattutto se usa già versioni beta o release candidate. In entrambi i casi, il passaggio a una nuova base software merita attenzione: non per timore, ma perché profili, preset e comportamenti dello slicer sono parte integrante del risultato finale.

Perché questa uscita è importante per la stampa 3D desktop

Il software di slicing è una delle parti meno visibili ma più decisive della stampa 3D. La stampante esegue ciò che riceve; lo slicer decide come riempire un modello, come generare pareti, supporti, velocità, temperature, accelerazioni, ritrazioni e movimenti. Un aggiornamento profondo dello slicer può quindi influenzare qualità, affidabilità e produttività più di quanto suggerisca una semplice schermata di download.

PrusaSlicer 3.0 non va visto come un aggiornamento da giudicare solo per la grafica o per una singola funzione. Il punto principale è il lavoro sulle fondamenta: ridurre il debito tecnico, portare le funzioni esistenti su una base più nuova, migliorare la manutenzione e preparare un ciclo di rilascio più sostenibile. È un intervento meno vistoso di una nuova stampante, ma può avere effetti più ampi nel tempo.

PrusaSlicer 3.0 è ormai entrato nella fase finale di preparazione, anche se Prusa Research non ha indicato una data esatta. Le note pubblicate su GitHub parlano di lavoro avanzato sulla base 3.x, funzioni in gran parte portate, interfaccia in rifinitura e correzione dei bug ancora in corso. Il rilascio viene collocato nell’arco di alcune settimane, con la cautela che potrebbero essere più di quattro.

Per Prusa Research, questa versione rappresenta un passaggio tecnico importante: meno debito nel codice e una base più adatta agli aggiornamenti futuri. Per gli utenti, il valore si misurerà nella stabilità, nella compatibilità, nella qualità del flusso di lavoro e nella capacità del software di restare competitivo in un panorama dove PrusaSlicer, Bambu Studio, Orca Slicer e altri strumenti si influenzano e si sfidano continuamente.

Non è solo una questione di numero di versione. PrusaSlicer 3.0 potrebbe segnare l’inizio di una fase in cui lo sviluppo dello slicer torna più rapido, più ordinato e più vicino alle esigenze di una stampa 3D ormai fatta di macchine veloci, materiali diversi, profili complessi e utenti sempre più esigenti.

Di Fantasy

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