Adidas ha avviato una nuova fase nella commercializzazione delle scarpe stampate in 3D con il modello Climacool Laced, portandolo in una distribuzione più ampia e consolidando l’uso della tecnologia Digital Light Synthesis (DLS) per l’intera struttura funzionale della calzatura, dalla tomaia alla zona d’appoggio. Il progetto si inserisce nella strategia del brand tedesco di utilizzare la stampa 3D non solo per edizioni limitate, ma come strumento industriale per collezioni più estese, integrando design lattice avanzati, ventilazione a 360° e adattamento morfologico del piede.
Dalla prima generazione alle Climacool Laced: evoluzione delle scarpe 3D di Adidas
Le Climacool Laced rappresentano una nuova tappa nel percorso di Adidas sulle calzature stampate in 3D, iniziato con i progetti Futurecraft e le diverse generazioni di intersuole lattice realizzate con Carbon. In quelle fasi iniziali, la stampa 3D era focalizzata soprattutto sulla midsole come elemento distintivo, mentre tomaia e suola restavano ancorate a soluzioni più tradizionali.
Con le Climacool Laced, Adidas spinge l’integrazione tra parti stampate e componenti tradizionali: la struttura lattice diventa più continua, si connette visivamente e funzionalmente alla tomaia, e la ventilazione non è più un mero pattern estetico ma una logica ingegnerizzata a partire dalla scansione e dai dati di movimento del piede. Questo passaggio è importante dal punto di vista industriale, perché porta la stampa 3D da “effetto speciale” di nicchia a elemento chiave di una scarpa che deve funzionare per un pubblico più ampio, con taglie e varianti standardizzate.
Digital Light Synthesis: stampa DLS per una struttura continua e senza giunzioni
Il cuore tecnologico della Climacool Laced è la produzione tramite Digital Light Synthesis, il processo di fotopolimerizzazione continua sviluppato da Carbon che consente di “crescere” il pezzo dal bagno di resina con elevata risoluzione e buone proprietà meccaniche. Adidas indica che ogni paio viene realizzato in un processo di circa 24 ore, durante il quale la struttura viene costruita strato dopo strato con lattice 3D ad alta precisione, senza giunti visibili o bordi rigidi.
Questa continuità geometrica permette di eliminare zone tipiche di discontinuità – come cuciture, punti di incollaggio o sovrapposizioni tra tomaia e intersuola – che sono spesso responsabili di sfregamenti, punti di pressione e potenziali cedimenti nel tempo. L’uso della stampa DLS sulla zona d’appoggio consente inoltre di modulare localmente rigidità, assorbimento d’urto e ritorno elastico, sfruttando lo stesso materiale ma variando la densità del lattice e la topologia interna.
Lattice e ventilazione a 360°: progettare il flusso d’aria intorno al piede
Uno degli elementi più caratteristici della Climacool Laced è l’attenzione al flusso d’aria e alla gestione del calore e del sudore. Adidas parla esplicitamente di “360-degree airflow”, ottenuto combinando una struttura lattice multidimensionale con zone di mesh e aperture posizionate in aree critiche per la ventilazione. La geometria del lattice non è quindi solo un vezzo estetico o un artificio di alleggerimento, ma una rete funzionale che indirizza l’aria dal suolo e dai lati verso la pianta del piede, integrandosi con materiali traspiranti della tomaia.
La piattaforma Climacool, già presente in altre linee Adidas, viene qui reinterpretata in chiave additiva: la gestione del sudore e l’effetto “piede asciutto” non sono delegati solo a tessuti e rivestimenti, ma inseriti all’interno della struttura 3D stessa. Questo approccio consente di ridurre gli strati superflui, migliorare il contatto diretto tra piede e struttura di supporto e controllare in modo più preciso le zone di ventilazione, variando per esempio porosità e dimensione delle celle nel lattice.
Peso ridotto, ammortizzazione su misura e adattamento al piede
Secondo Adidas, la versione attuale delle Climacool Laced è circa il 15% più leggera rispetto ai modelli 2025 della stessa famiglia, grazie all’ottimizzazione del lattice e alla rimozione di materiale dove non strettamente necessario. La stampa 3D permette di inserire un’ammortizzazione “size-specific” direttamente nel design: ogni taglia incorpora una taratura dedicata di densità, risposta elastica e pattern interno, invece di scalare semplicemente il volume della midsole.
Questo si traduce in una sensazione che Adidas descrive come “second skin feel”, con una struttura che avvolge il piede senza creare spigoli, giunzioni o punti rigidi. La calzata viene ulteriormente personalizzata dalla nuova costruzione con lacci, che sostituisce soluzioni slip-on viste in alcune edizioni precedenti e consente a un numero maggiore di utenti, con forme di piede differenti, di ottenere un fit stabile e regolabile.
Estetica, minimalismo e posizionamento sul mercato
Sul piano estetico, la Climacool Laced arriva in una colorazione completamente bianca con “ghost stripes” e lacci tono su tono, pensata per evidenziare la forma complessiva e la struttura lattice senza sovraccaricare il design con contrasti cromatici. L’idea di Adidas è proporre una scarpa sportiva che possa essere utilizzata sia in contesti lifestyle sia in ambito training leggero, sfruttando la combinazione tra comfort, leggerezza e look futuristico legato alla stampa 3D.
Il posizionamento commerciale vede le Climacool Laced in vendita attraverso i canali online di Adidas e retailer selezionati, con un lancio globale datato inizio marzo 2026. La scelta di una distribuzione più ampia rispetto alle prime generazioni di scarpe 3D indica la volontà di trasformare il 3D printing in un elemento stabile della lineup, non più limitato a capsule sperimentali o a progetti di pura immagine.
Implicazioni per la produzione additiva di calzature
Il progetto Climacool Laced conferma la tendenza di Adidas a considerare la stampa 3D come tecnologia di produzione scalabile, capace di servire non solo atleti d’élite ma collezioni sportwear destinate a un pubblico più vasto. L’utilizzo di DLS e di librerie di lattice parametriche permette di coniugare personalizzazione (ad esempio rigidità localizzata o ventilazione in zone critiche) con processi industriali ripetibili e certificabili, un requisito chiave se si punta a volumi significativi.
Per il settore della manifattura additiva, il caso delle Climacool Laced è interessante perché mostra un percorso evolutivo: dalla midsole 3D come elemento “dimostrativo” a una scarpa in cui struttura stampata, comfort, ventilazione e estetica sono progettati come un sistema unico. Questo tipo di integrazione apre spazio a sviluppi futuri come scarpe più personalizzate sulla base di dati biometrici, collezioni a bassa tiratura prodotte vicino al mercato e riduzione degli stock tramite produzione on-demand.
