Introduzione: perché la stampa 3D interessa una forza di polizia

La forza di polizia del West Midlands, nel Regno Unito, ha iniziato a usare in modo strutturato la stampa 3D all’interno del proprio reparto Fleet Services, quello che si occupa della manutenzione, riparazione e conversione dei veicoli di servizio. L’obiettivo è produrre internamente componenti su misura per gli allestimenti di bordo, riducendo i tempi di fermo delle auto, standardizzando la qualità delle modifiche e abbassando i costi legati a parti e lavorazioni esterne.


Dalla stampante di casa al reparto Fleet Services

Il punto di partenza non è stato un grande progetto calato dall’alto, ma l’iniziativa personale di un tecnico: Daniel Starns, veicolo specialist del reparto Fleet Services di West Midlands Police. Nel tempo libero Starns aveva acquistato una stampante 3D domestica e stava sperimentando piccoli progetti personali. Lavorando sulle sue stampe si è reso conto che la stessa tecnologia poteva essere applicata alle modifiche che esegue ogni giorno sulle auto di servizio: componenti interni da adattare, supporti per pulsanti, staffe per apparati elettronici, alloggiamenti per luci e dispositivi di comunicazione.


Come funzionava prima: lavorazioni manuali e attese sui ricambi

Prima dell’introduzione della stampa 3D, l’allestimento dei veicoli seguiva un approccio tradizionale. Per trasformare furgoni e auto commerciali in mezzi operativi, i tecnici dovevano smontare rivestimenti interni, consolle centrali e pannelli, modificare fisicamente le plastiche esistenti con tagli e fori, progettare e realizzare staffe in alluminio e altri supporti metallici su misura e ordinare componenti originali di ricambio in caso di danni o errori nelle lavorazioni.

Questo tipo di intervento garantiva comunque veicoli funzionanti, ma al prezzo di molte ore di lavoro manuale, alta dipendenza dal fornitore di ricambi e risultati non sempre perfettamente ripetibili da un veicolo all’altro.


La svolta: prototipi in plastica stampati in 3D al posto delle modifiche dirette

Starns ha iniziato a misurare con precisione pannelli interni, cornici della leva del cambio, coperture del cruscotto e punti di fissaggio delle luci di emergenza. Partendo da queste misure ha modellato in CAD componenti alternativi, stampandoli sulla sua macchina domestica in plastica. Invece di intervenire direttamente sul pezzo originale, ha prodotto prototipi stampati in 3D che replicano e integrano le funzioni richieste, per esempio supporti per pulsanti aggiuntivi, alloggiamenti per cablaggi o staffe per montare lampeggianti e sirene.

I primi test hanno mostrato che le parti stampate permettevano un accoppiamento più preciso rispetto alle modifiche manuali, con tolleranze costanti e un livello di finitura visivamente più uniforme. Una volta validata la geometria, la stessa parte può essere ristampata in modo identico per altri veicoli della flotta.


Dal test individuale alla soluzione di reparto

Convinto dei risultati, Starns ha presentato l’idea ad Acting Fleet Manager Kelvin Bevan, responsabile operativo del reparto. Bevan ha colto subito il potenziale: un flusso di lavoro in cui le staffe, i supporti e i piccoli componenti interni vengono progettati digitalmente e prodotti in modo ripetibile tramite stampa 3D. A quel punto Fleet Services ha deciso di acquistare una stampante 3D per uso interno, destinata esclusivamente alla produzione di parti per la flotta.

Oggi la macchina viene usata per stampare pezzi da tenere a magazzino, così da rifornire sia le officine interne sia le carrozzerie esterne che supportano la forza di polizia. Al posto di costruire ogni staffa da zero, i tecnici possono attingere a una libreria di file validati e produrre rapidamente le quantità necessarie.


Che cosa viene stampato: staffe, supporti per luci, pannelli console

Le parti più frequentemente prodotte in stampa 3D sono supporti e staffe per le luci di emergenza montate sulla griglia anteriore, inserti e coperture per la consolle centrale con pulsanti integrati per sirene, lampeggianti e sistemi di comunicazione, elementi di finitura interna per alloggiare schermi, radio e computer di bordo, oltre a piccoli adattatori per cablaggi, passacavi e punti di fissaggio che devono combaciare con la geometria originale del costruttore del veicolo.

La possibilità di integrare direttamente i pulsanti nell’inserto stampato consente, per esempio, di riprogettare la cornice attorno alla leva del cambio in modo che ospiti in maniera ordinata interruttori e indicatori aggiuntivi, senza dover forare o modificare in modo irreversibile i pannelli di serie.


Vantaggi pratici: tempi di fermo ridotti e qualità più uniforme

L’effetto più immediato è sulla disponibilità dei veicoli. Riducendo il ricorso a parti ordinabili solo dal produttore e abbattendo le lavorazioni manuali complesse, i mezzi passano meno tempo in officina e tornano prima in servizio. Per una forza come West Midlands Police, che copre un’area metropolitana ampia, questo significa avere più auto effettivamente utilizzabili su strada a parità di flotta complessiva.

I tecnici segnalano anche un calo delle ore di lavoro per singolo allestimento o riparazione, una minore dipendenza da fornitori esterni e dai tempi di consegna dei ricambi, la possibilità di creare repliche molto vicine ai componenti originali, con un aspetto più “di fabbrica”, e una tracciabilità migliore: ogni file 3D può essere archiviato, rivisto, migliorato e riutilizzato.


La posizione del Chief Constable Craig Guildford

Dopo aver visto alcuni esempi di componenti stampati, il Chief Constable Craig Guildford ha espresso sostegno esplicito all’iniziativa, sottolineando che l’uso mirato della tecnologia deve servire a rendere il servizio più efficace e a migliorare il supporto alla popolazione. Guildford ha evidenziato soprattutto il legame fra innovazione in officina e capacità di mantenere operativa la flotta, riducendo l’impatto dei tempi di attesa per la sostituzione dei pezzi e riportando i veicoli in strada in tempi più brevi.


Un tassello di una tendenza più ampia: stampa 3D e forze di polizia

L’esperienza del West Midlands si inserisce in un contesto più ampio, in cui diverse forze di polizia stanno esplorando o adottando la stampa 3D per attività operative e investigative. West Yorkshire Police, sempre nel Regno Unito, utilizza una stampante DeltaWASP 40 70 Industrial, fornita da Hawk 3D Proto, per produrre modelli tridimensionali di scene del crimine. Questi modelli permettono a investigatori e giurati di visualizzare spazialmente l’ambiente e di analizzare con più chiarezza posizioni, traiettorie e linee di tiro.

Abu Dhabi Police, negli Emirati Arabi Uniti, ha avviato programmi che combinano scansione 3D, modellazione digitale e stampa 3D per creare diorami e ricostruzioni utilizzate sia nelle aule di tribunale sia nella formazione del personale, integrando la stampa 3D con una strategia più ampia incentrata su tecnologie avanzate applicate alla sicurezza.


Il ruolo delle università e dei centri forensi

Nell’area del West Midlands la stampa 3D non è nuova alla collaborazione con le forze dell’ordine. Il centro WMG – Forensic Centre for Digital Scanning and 3D Printing dell’Università di Warwick lavora da anni con West Midlands Police e altre forze per generare prove forensi tridimensionali, dalle scansioni di ossa alla ricostruzione di oggetti complessi.

Queste collaborazioni hanno portato a numerosi casi supportati da scansioni e modelli 3D e rappresentano un esempio di come strumenti di prototipazione digitale – scanner, software di modellazione e sistemi di stampa – possano diventare parte integrante del flusso probatorio, non solo di quello industriale o manutentivo.


Prospettive future per la flotta di West Midlands Police

Per West Midlands Police, l’introduzione della stampa 3D in officina è per ora focalizzata su piccoli componenti interni e soluzioni di allestimento, ma il reparto Fleet Services sta continuando ad ampliare il catalogo di parti disponibili e a migliorare i progetti esistenti. È plausibile aspettarsi una libreria crescente di modelli standardizzati per i diversi tipi di veicoli in flotta, l’uso di materiali più performanti in funzione delle esigenze, una maggiore integrazione tra progettazione 3D, documentazione tecnica e procedure di manutenzione e possibili collaborazioni con altri reparti o con altre forze di polizia per condividere geometrie e buone pratiche.

In prospettiva, la stessa logica potrebbe essere estesa anche ad altri ambiti: piccoli ausili ergonomici per gli operatori, prototipi di equipaggiamento, attrezzature da addestramento e modelli per simulazioni operative.

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Di Fantasy

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