Autodesk, azienda statunitense di software per progettazione e manifattura (tra i prodotti più noti: Autodesk Fusion, AutoCAD e strumenti per AEC), ha comunicato il 22 gennaio 2026 una ristrutturazione globale che prevede la riduzione di circa il 7% della forza lavoro, pari a circa 1.000 ruoli. Secondo quanto riportato dall’azienda, l’impatto principale riguarda i team customer-facing, in particolare le funzioni di vendita.
La motivazione dichiarata: chiusura della trasformazione “go-to-market”
Nel messaggio ai dipendenti firmato dal CEO Andrew Anagnost, Autodesk collega la decisione alla conclusione di una trasformazione pluriennale della propria organizzazione GTM (go-to-market): una revisione di processi, ruoli e struttura commerciale per migliorare efficienza e modalità di ingaggio con i clienti. L’azienda dichiara che la scelta non è guidata da condizioni macroeconomiche esterne e non nasce con l’obiettivo di sostituire personale con l’intelligenza artificiale.
Le tre priorità citate dal management
La riorganizzazione viene descritta come funzionale a tre direttrici: (1) completare la fase finale della trasformazione GTM (da cui deriva la parte più consistente della riduzione), (2) riallocare risorse verso investimenti su AI, sviluppo di piattaforma e industry cloud, (3) riallineare alcune funzioni corporate per mantenerle scalabili durante la trasformazione del business. L’azienda non entra nel dettaglio di quali reparti corporate siano coinvolti oltre alle aree commerciali.
Tempistiche, modalità di comunicazione e supporto ai dipendenti
Autodesk indica che le comunicazioni ai dipendenti potenzialmente impattati iniziano dal 22 gennaio 2026, con processi che possono variare per Paese in base alle normative locali e, in alcune aree, a procedure di consultazione obbligatorie. Nel messaggio viene citato un pacchetto di supporto con severance, prosecuzione di alcuni benefit per un periodo definito e servizi di career transition dove applicabili.
Costi della ristrutturazione e orizzonte di completamento
Autodesk stima oneri di ristrutturazione pre-tax tra 135 e 160 milioni di dollari, in larga parte legati a costi di uscita e termination (severance e spese correlate). La chiusura complessiva dell’iniziativa viene indicata come dipendente dalle normative locali, con un orizzonte che può estendersi fino al fiscal year 2027 per completare tutti i passaggi previsti.
Un passaggio che si inserisce in una sequenza di riorganizzazioni
La scelta del 2026 viene presentata come parte di un percorso di ottimizzazione della struttura commerciale e del modello operativo. Autodesk aveva già pubblicato in passato messaggi ai dipendenti e documentazione collegata a ristrutturazioni legate a transizioni di modello (ad esempio iniziative su sales & marketing optimization e riallocazione risorse). In questo quadro, l’azienda sostiene che la nuova configurazione serve a sostenere la fase successiva della strategia di crescita.
Perché la notizia interessa anche l’ecosistema Additive Manufacturing
Autodesk è un attore rilevante nella catena software della manifattura digitale: strumenti come Autodesk Fusion e l’ecosistema collegato vengono usati in flussi CAD/CAM/CAE e, in alcuni casi, nella preparazione di build e processi per additive manufacturing. La ristrutturazione non viene descritta come un ridimensionamento della presenza nel 3D printing, ma come una riallocazione di risorse e un riassetto delle funzioni commerciali, mentre l’azienda dichiara di voler continuare a investire su AI e piattaforma.
