Benelli porta la manifattura additiva dentro la gamma Lupo
Con la Lupo Alpha Limited Edition, Benelli applica la manifattura additiva a una carabina bolt-action pensata come serie limitata ad alto contenuto tecnico. Il modello è proposto in calibro .308 Win., in una tiratura di 100 esemplari, con calcio e astina alleggeriti realizzati per additive manufacturing, chassis inciso, dettagli in pelle e una massa dichiarata di 2.800 grammi. Nella descrizione ufficiale Benelli lega direttamente questa configurazione a un obiettivo preciso: combinare leggerezza strutturale, precisione sub-M.O.A. e qualità costruttiva all’interno di un prodotto di fascia alta, in cui l’additive non è un elemento decorativo ma una parte del progetto industriale.
La stampa 3D entra nel progetto fin dalle fasi di concezione
La logica del progetto emerge ancora meglio osservando la pagina ufficiale della Lupo Alpha. Benelli spiega che il design di calcio e asta nasce da un’impostazione ispirata alla biomimetica, cioè allo studio di strutture naturali capaci di unire leggerezza e resistenza. A questo si aggiunge un processo di design generativo, con molte configurazioni esplorate digitalmente e poi rifinite dal team interno in funzione di ergonomia, rigidità e comportamento dinamico del sistema arma. In questo quadro, la manifattura additiva serve a produrre geometrie che con metodi sottrattivi tradizionali sarebbero più difficili, meno efficienti o meno coerenti con l’obiettivo di alleggerimento.
Dal prototipo alla produzione: la manifattura additiva come reparto industriale
L’aspetto più interessante non è soltanto il prodotto, ma il fatto che Benelli stia trattando queste tecnologie come capacità produttive interne. Nell’articolo originale di 3DPrint.com, Roberto Massarotto, Marketing, Communications and Product Director di Benelli, afferma che l’azienda usa la stampa 3D per produzione, non solo per prototipi, e che alcune forme adottate sarebbero irrealizzabili con altre lavorazioni. Questa impostazione trova un riscontro nelle fonti aziendali più recenti: nel Bilancio di sostenibilità 2024, Benelli dichiara che nel 2024 sono entrati a regime due nuovi reparti, uno dedicato alla manifattura additiva e uno dedicato alla produzione di canne rigate tramite ECR (Electro Chemical Rifling).
L’additive si inserisce in una catena tecnologica più ampia
Nel caso della Lupo Alpha Limited Edition, la stampa 3D convive con altre tecnologie che Benelli presenta come elementi distintivi del prodotto. La scheda ufficiale del modello cita l’azione alleggerita con otturatore e manetta trattati BE.S.T., mentre la pagina dedicata alla tecnologia BE.S.T. descrive questo trattamento superficiale come una soluzione ibrida proprietaria orientata a resistenza a corrosione, abrasione e usura. La stessa piattaforma Lupo mette in evidenza anche la canna criogenica e, nel materiale istituzionale Benelli, la crescita del reparto ECR segnala che l’azienda sta lavorando su una filiera produttiva in cui additive manufacturing, trattamenti superficiali e lavorazioni avanzate della canna fanno parte dello stesso posizionamento tecnico.
Il progetto Benelli va letto dentro il perimetro del gruppo Beretta
Benelli non si muove in isolamento. Fa parte del perimetro di Beretta Holding, che include tra i marchi anche Beretta, Sako, Steiner e Holland & Holland. Sul lato industriale, Beretta dichiara apertamente che le attività di ricerca e sviluppo sono interne, dal progetto ai test dei prototipi, “anche con additive manufacturing”, e che l’azienda sperimenta tecniche additive anche nei processi produttivi. Nella pagina istituzionale dedicata a Beretta Defense Technologies, inoltre, Beretta colloca Benelli, Sako e Steiner dentro una stessa alleanza produttiva e commerciale. Questo rende la scelta di Benelli meno episodica di quanto possa sembrare: l’adozione dell’additive si inserisce in un ecosistema industriale che da tempo lavora su simulazione, prototipazione, digitalizzazione e integrazione tra marchi.
Una serie limitata che funziona anche come dichiarazione industriale
La Lupo Alpha Limited Edition non è solo un prodotto da collezione o da immagine. La combinazione tra tiratura limitata, alleggerimento strutturale, design generativo, reparti interni dedicati e comunicazione tecnica molto esplicita fa pensare a una strategia precisa: usare una piattaforma premium per consolidare l’idea che la manifattura additiva possa entrare in modo stabile nella produzione di componenti funzionali per armi sportive e venatorie di fascia alta. In questo senso, Benelli non sta presentando la stampa 3D come curiosità tecnologica, ma come strumento per differenziare prodotto, processo e identità di marca.
